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martedì 18 settembre 2018

3 azioni da Buy immediato


A volte gli incidenti per alcune aziende possono essere occasioni per rinascere anche più forti di prima. Dalle colonne di The Motley Fool, Tyler Crowe ci fornisce 3 esempi. 

LGI Homes (NASDAQ: LGIH)

Dopo anni di espansione si avvertono i primi segnali nel settore immobiliare statunitense.
L'aumento dei prezzi non facilita le cose: secondo i dati del Case-Shiller 20-City Composite Home Index Index, a giugno i prezzi delle case sono aumentati del 6% rispetto rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, con punte che, per alcune aree metropolitane ha visto un incremento che si è spinto oltre il 13%.

Il punto di forza, però, restano i millennial i quali, dopo la grande recessione sono in procinto di entrare nel mercato e concretizzare una forte domanda repressa. E qui entra in gioco LGI, società specializzata in neofiti dell'acquisto immobiliare. Nel secondo trimestre, il prezzo medio delle case realizzato da LGI era compreso tra $ 225.000 e $ 235.000 , ovvero $ 100.000 in meno rispetto alla maggior parte dei suoi competitor, il tutto pur mantenendo i margini di guadagno tra i maggiori del settore.

US Silica Holdings (NYSE: SLCA)

Si tratta di un fornitore di sabbia bituminosa solitamente usata per il fracking.

Attualmente passa di mano agli stessi livelli del 2016 quando le azioni avevano visto un clamoroso sell-off. Da allora, però, molte cose sono cambiate negli Stati Uniti in primis proprio nel settore delle bituminose con un cambio nel mix di sabbie stesse, la cui quantità utilizzata per pozzo è raddoppiata - e in alcuni bacini, triplicata - negli ultimi anni.
Tutto questo proprio mentre il prezzo del petrolio ha visto un'impennata oltre i 70 dollari al barile. Non solo, ma la società stessa ha iniziato a costruire diversi impianti vicini alle zone in cui era più forte la domanda per ridurre i costi di trasporto, ha firmato contratti di fornitura a lungo termine che assicurano servizi di produzione a tassi elevati e ha anche iniziato a diversificare le sue entrate per essere meno dipendente da petrolio e gas.

Transocean (NYSE: RIG)

Come Silica anche Transocean, società di piattaforme offshore ha sofferto molto con il crollo dei prezzi del petrolio e i produttori hanno smesso di investire in attività di esplorazioni e produzioni attività solitamente con una più alta densità di capitali rispetto al fracking.

Non solo, ma anche la redditività di un impianto offshore viene misurato in anni e non in settimane come lo shale. Anche in questo caso si è approfittato dello stop forzato per concentrarsi su tutto quanto era profittevole: tagliare i rami secchi, potenziare quelli fruttiferi, investire in acquisizioni oculate e specializzarsi in attività particolari come l'estrazione in ambienti difficili.
Il rialzo dei prezzi del barile hanno dato una mano e ora il management di Transocean ha annunciato il ritorno ai progetti offshore (87 progetti che equivalgono a 57 anni di lavoro).
Fonte: News Trend Online

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