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giovedì 23 agosto 2018

WSJ: allarme Italia. Meglio scappare a gambe levate dai BTP?


Non più tardi di lunedì scorso la Grecia è uscita dal bailout dopo otto anni di austerità e l'uscita da questo commissariamento di fatto ha segnato la fine della crisi dell'eurozona. Dal Partenone però ci si sposta al Colosseo e a guidarci in questo rapido viaggio è il Wall Street Journal che nei giorni scorsi ha puntato il dito contro l'Italia, indicandola come possibile focolaio di una nuova crisi dell'euro.

Il quotidiano americano ha scritto infatti che le scosse di mercato vissute nuovamente la scorsa settimana e i nuovi attacchi contro l'establishment europeo da parte dei politici italiani, suggeriscono che lo spettro di una destabilizzante fuga di capitale da un Paese dell'area euro potrebbe verificarsi nuovamente.


Secondo il Wall Street Journal il primo test si avrà già in autunno quando verrà presentata la legge di bilancio, con il Governo chiamato a spiegare in che modo coprirà le costose manovre che intende realizzare. 
Di sicuro l'Italia in questo caldo mese di agosto resta un sorvegliato speciale, visto che da più parti è oggetto di attenta osservazione.
Nei giorni scorsi Moody's ha deciso di rimandare il giudizio sul rating del Belpaese, offrendo un sollievo al mercato obbligazionario, ma non più tardi di oggi la stesa agenzia ha tagliato le stime sul PIL italiano dall'1,5% all'1,2% per quest'anno. 
Secondo gli analisti di Societè Generale una bocciatura da parte di Moody's della valutazione del merito di credito del nostro Paese è solo questione di tempo e le attese sono per un taglio di un notch, con outlook stabile.


A fine mese è atteso intanto il verde di Fitch che secondo Societè Generale dovrebbe mantenere stabile il rating sull'Italia a "BBB", con un peggioramento però dell'outlook da "stabile" a "negativo". 
Alla luce di ciò gli strategist della banca francese suggeriscono di mantenere un sottopeso sui titoli di Stato italiani o addirittura di eliminarli del tutto dal portafoglio, pur segnalando che non ci sono alternative al debito italiano visto che il mercato dei titoli greci è ancora troppo illiquido.
Molto chiara anche la posizione di Giles Gale, responsabile dei tassi europei per NatWest Markets, il quale ritiene che la strategia sui BTP dipenda da un numero, ossia la stima sul deficit 2019 che sarà resa nota dal Governo italiano.

Al momento il mercato prezza un rapporto deficit/PIL al 2%, ma l'esperto vede il rischio di una indicazione peggiore, motivo per cui raccomanda un posizionamento short sui BTP. 
L'ago della bilancia resta quindi la legge di bilancio e su questo concordano anche gli analisti di Unicredit i quali segnalano che i movimenti del debito italiano continuano ad essere guidati dalla fiducia generale del mercato dall'incertezza politica nel nostro Paese.

L'idea è che la volatilità resterà elevate non solo nei prossimi giorni, ma anche nelle settimane a venire. I segnali di distensione registrati sul mercato dei bond nei giorni scorsi, per quanto positivi non sono letti da Unicredit come l'inizio di un nuovo trend. Secondo gli analisti non bisogna abbandonare quella cautela che resta necessaria fino a quando non ci sarà chiarezza sui numeri della legge di Bilancio.


Sempre Unicredit segnala però che le vendite accusate a maggio e giugno potrebbero aver portare il totale di Bond italiani nelle mani di investitori stranieri su livelli che non si vedevano da settembre dello scorso anno, gettando le basi per un potenziale rally. 
Gli analisti spiegano che se le loro ipotesi costruttive sulla legge di Bilancio saranno confermate dai fatti, si potrebbe assistere in un ribaltamento delle vendite in un trend di acquisti sui BTP, alimentato peraltro da un ritorno in prima linea degli investitori stranieri.
Fonte: News Trend Online

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