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giovedì 23 agosto 2018

Verbali del FOMC accomodanti, il petrolio consolida i guadagni

 
La Fed balbetta
By Peter Rosenstreich
Ieri la Federal Reserve americana ha pubblicato i verbali della riunione di politica monetaria di agosto, in cui si segnala un rialzo del tasso d’interesse dello 0,25% per settembre. I mercati hanno reagito in modo confuso. I toni sono stati da falco o colomba? A nostro avviso, l’assenza di nuove conferme che farebbero aumentare il ritmo dei rialzi rivela una Fed colomba. I tassi forward USA sono scesi dai massimi; il calo dell’EUR/USD è dovuto alle dinamiche di trading e non a un mutamento del sentiment sull’USD.
Ora l’attenzione dei mercati si sposterà sulla conferenza di Jackson Hole, sul discorso che terrà il presidente della Fed Jerome Powell e sull’eventuale reazione del presidente Trump. Trump continua a chiedere una politica monetaria più accomodante. Teme che una politica più stringente possa soffocare la spinta fiscale che deriva dalla sua politica commerciale. In circostanze normali, i commenti di Trump sarebbero ignorati ma, alla luce degli interventi del presidente turco Erdogan, i mercati sono sensibili al tema dell’indipendenza delle banche centrali. In tutta onestà, c’è un’enorme differenza fra le azioni di Erdogan e le parole di Trump. Non crediamo che Trump agirà d’impulso, soprattutto considerando che ha preoccupazioni ben più grandi, con l’inchiesta di Mueller e le condanne di Manafort e Cohen. Se i democratici vincessero le elezioni di novembre, crediamo che tenterebbero di mettere in stato d’accusa (impeachment) Trump.
Petrolio in rialzo sulla ripresa dei colloqui fra USA e Cina
By Vincent Mivelaz
I prezzi del greggio stanno rimbalzando dai minimi recenti, traendo beneficio dall’indebolimento del dollaro e dal fatto che la Cina ha minacciato dazi del 25% su benzina, diesel e altri prodotti raffinati dagli USA. Da quando, mercoledì, una delegazione cinese ha iniziato i colloqui con i rappresentanti del Dipartimento del Commercio USA a Washington, il sentiment del mercato è in miglioramento, e dall’inizio della settimana sta spingendo al rialzo il petrolio. Le scorte di greggio USA, scese nella settimana conclusasi il 18 agosto, sostengono il trend: le stime di API (Stoccarda: 565969.SG - notizie) e EIA, pari a -5,17 milioni di barili e -5,84 milioni (previsione: -1,50 e -1,86 milioni), confermano una marcata flessione delle scorte negli USA.
Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) medio termine, le sanzioni USA contro l’Iran, terzo maggiore produttore dell’OPEC, sostengono l’idea di un calo generalizzato dell’offerta. Il maggiore cliente dell’Iran, la Cina, non dovrebbe appoggiare gli USA, inoltre India e Turchia (secondo e quarto cliente dell’Iran) probabilmente seguiranno la Cina. Il Dipartimento dell’Energia USA, in previsione delle sanzioni iraniane, fra il 1° ottobre e il 30 novembre offrirà 11 milioni di barili delle sue Riserve Strategiche di Petrolio.
Attualmente a USD 67,70 al barile, nel breve termine il greggio West Texas Intermediate dovrebbe scendere lievemente, dirigendosi verso 67,30.

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