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martedì 7 agosto 2018

Utilities: i titoli da comprare e da vendere dopo le trimestrali


A Piazza Affari prosegue la stagione dei risultati societari riferiti al secondo trimestre, ma nelle scorse giornate sono state già chiamate a questo appuntamento le utilities. 
La diffusione dei conti ha inevitabilmente richiamato l'attenzione di numerose banche d'affari sui titoli del comparto, per i quali sono stati espressi giudizi differenti.

Le indicazioni degli analisti su A2A ed Enel

A raccogliere consensi dopo la trimestrale è stata A2A che secondo Equita SIM nel periodo aprile-giugno ha registrato un utile superiore alle attese, a fronte però di un'Ebitda di qualità inferiore.

Gli analisti hanno comunque confermato le stime per il triennio 2019-2021, alzando del 4%-5% quelle riferite all'utile netto.
Confermata la view positiva su A2A che per la SIM milanese resta da acquistare, con un prezzo obiettivo a 1,85 euro. Diversi i motivi alla base della strategia bullish: in primis lo scenario nella powergen rimane favorevole, inoltre nel waste treatment i prezzi salgono a doppia cifra, senza dimenticare che dalla seconda metà di quest'anno sarà consolidata l'utility lombarda, mentre proseguono i contatti con altri small players.
A puntare su A2A dopo i conti è anche Banca IMI che ha mantenuto invariata la raccomandazione "buy", con un target price a 1,8 euro, al pari di Fidentiis che ha un range di valutazione tra 1,7 e 1,8 euro.
Non è andata altrettanto bene per Enel che dopo i conti è stata colpita dalle vendite, incassando peraltro una bocciatura da Goldman Sachs.

Gli analisti di quest'ultima hanno cambiato strategia sul titolo da "buy" a "neutral", con un fair value ridotto da 6 a 5,25 euro, complice una riduzione delle stime sull'eps del 3% per i prossimi cinque anni.
Diversa la strategia di Equita SIM che invita ad acquistare Enel, con un prezzo obiettivo a 6 euro, dopo una semestrali in linea con le attese e con una buona crescita sia dell'Ebitda che dell'utile.

Italgas supera con successo la prova dei conti

A superare la prova dei conti è stato Italgas che ha raccolto una serie di giudizi positivi, a partire da quello di Banca IMI che ha un rating "buy", con un target price a 5,8 euro.
La stessa strategia è stata ribadita da Keper Cheuvreux, con un fair value a 5,3 euro alla luce di una semestrale buone come previsto.

Anche Fidentiis invita ad acquistare Italgas, con gli analisti convinti che i numeri del primo semestre del gruppo rappresentino un passo in avanti per il raggiungimento dei target contemplati dal business plan.
Meno entusiastica la view di Equita SIM che suggerisce di mantenere il titolo in portafoglio, con un prezzo obiettivo a 5,3 euro.
Gli analisti hanno comunque definito migliore delle attese la trimestrale di Italgas, grazie a minori opex e soprattutto a minori ammortamenti che si sono attestati a 115 milioni, al di sotto dei 120 milioni attesi.

Sotto la lente Snam e Terna

In ordine sparso le indicazioni arrivate per Snam che sulla scia della trimestrale ha guadagnato una promozione da Societè Generale, i cui analisti hanno migliorato il giudizio sul titolo da "hold" a "buy", con un target price ritoccato da 4 a 4,1 euro.
Una conferma positiva è giunta da Kepler Cheuvreux che consiglia di acquistare il titolo, con un fair value a 4,5 euro.

Il broker ha alzato in media del 3% le stime sull'utile per azione riferite al periodo 2018-2020.
Anche Banca IMI ha ribadito il rating "buy", con un prezzo obiettivo a 4,6 euro sulla scia della semestrale giudicata positivamente, mentre i colleghi di Mediobanca preferiscono rimanere cauti, con una raccomandazione "neutral" e un target price a 4,1 euro, malgrado abbiano riconosciuto che i numeri conseguiti da Snam nel primo semestre dell'anno siano stati leggermente superiori alle sue stime.
Non diversa la posizione di Equita SIM che ha un giudizio "hold", con una valutazione obiettivo a 4,2 euro.

Gli analisti hanno evidenziato che il secondo trimestre di Snam è stato migliore delle sue previsioni grazie ai costi leggermente inferiori e soprattutto ad un minor costo del debito. 
Cattive notizie invece da Banca Akros che ha modificato la sua strategia sul titolo da "accumulate" a "neutral", con un fair value invariato a 4,3 euro.
Quanto a Terna, Equita SIM ha apprezzato i risultati del gruppo, segnalando che c'è spazio per migliorare le stime 2018 del 2% e quelle riferite al triennio 2019.2021 del 4%-5%.

Gli analisti però non si sbilanciano sul titolo, reiterando la raccomandazione "hold", con un prezzo obiettivo a 5,2 euro.

Le strategie suggerite per Acea e Iren

Spostando lo sguardo sui titoli a minore capitalizzazione, proprio oggi Mediobanca Securities ha confermato il rating "outperform" su Acea, con un target price alzato da 16,2 a 17,5 euro.
Quest'ultima mossa riflette una revisione dele stime sull'utile per azione, aumentate in media dell'8% circa con riferimento al periodo 2018-2020.
Il titolo è finito anche sotto la lente di Equita SIM dopo la trimestrale, definita migliore delle attese grazie al Water e alle vendite dell'area energy.

Gli analisti hanno alzato le stime sull'Ebitda di quest'anno del 2% a 887 milioni di euro, mentre ha lasciato invariate quelle sul debito netto.
La SIM milanese mantiene fermo il rating "hold" su Acea, con un fair value ritoccato leggermente da 15,8 a 15,7 euro, in attesa di verificare un miglioramento strutturale nel tren del working capital e in attesa di capire quali rischi potrebbero esserci da un possibile intervento del Parlamento nel settore dell'acqua.
Equita SIM scommette invece su Iren, tanto da confermare una raccomandazione "buy" e un prezzo obiettivo a 3,1 euro, malgrado la trimestrale sia sta inferiore alle stime sull'Ebitda e in linea con le previsioni sull'utile.
L'invito all'acquisto della SIM milanese è condiviso anche da Fidentiis, ma nella schiera degli ottimisti troviamo anche Banca IMI che suggerisce di aggiungere Iren in portafoglio, con un target price a 2,8 euro, sulla scia della buona trimestrale diffusa dal gruppo che ha evidenziato un miglioramento della performance operativa e minori oneri finanziari. 

Focus su Hera ed Erg

Un titolo su cui puntare è anche Hera che a detta di Equita SIM ha diffuso una trimestrale leggermente superiore alle aspettative.

Gli analisti hanno così deciso di rivedere verso l'alto le stime sull'utile del gruppo, migliorandole del 2% per quest'anno e dell'1% al 2021, con la conferma di un rating "buy" e di un fair value a 3,5 euro.
Infine, Erg raccoglie giudizi contrastanti dopo la trimestrale che per Equita SIM ha battuto le previsioni, grazie al forte contributo delle produzioni idroelettriche che hanno compensato il peggioramento degli spark spreads nella generazione termoelettrica.
Alla luce del rialzo della guidance per quest'anno da parte della società, gli analisti hanno aumentato le loro stime sull'Ebitda del 5%.

Non cambia la strategia bullish per Erg che secondo la SIM milanese è da comprare, con un prezzo obiettivo a 20 euro.  
Non la pensano così i colleghi di Banca Akros che proprio oggi hanno ridotto il rating sul titolo da "accumulate" a "neutral", con un target price invariato a 20 euro, vedendo una maggiore esposizioni di Erg al rischio di un aumento dei costi di finanziamento.
Fonte: News Trend Online

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