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mercoledì 8 agosto 2018

Ubi B. sale ancora sull'onda dei conti. Un titolo da comprare?


Prosegue il buon momento in Borsa per Ubi Banca che anche oggi ha guadagnato terreno, salendo per la terza seduta consecutiva. Dopo aver archiviato la sessione di ieri con un progresso di poco inferiore al 2%, il titolo si è spinto in avanti anche oggi, terminando le contrattazioni a 3,64 euro, con un vantaggio dell'1,42% e oltre 6,2 milioni di azioni, ben al di sotto della media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a oltre 11 milioni di pezzi.

Ubi Banca continua a catalizzare gli acquisti a Piazza Affari da venerdì scorso, giorno in cui sono stati diffusi dal gruppo i conti del primo semestre dell'anno. 
Nel periodo in esame il gruppo ha riportato un utile contabile di 208,87 milioni di euro, rispetto ai 696,05 milioni del 2017, mentre l'utile al netto delle poste non ricorrenti è salito del 70,9% a 22,1 milioni di euro, il miglior risultato degli ultimi 10 anni.


I proventi operativi si sono attestati a 1,84 miliardi di euro, con un margine di interesse passato da 753,46 a 938,1 3milioni di euro. 
Con riferimento al secondo trimestre l'utile netto è stato pari a 91,2 milioni di euro, rispetto ai 117,7 milioni dei primi tre mesi dell'anno e contro i 629 milioni dello stesso periodo del 2017,quando il dato era stato influenzato dall'inclusione del badwill per 612,9 milioni di euro.

Al netto delle componenti non ricorrenti l'utile netto è aumentato da 43,7 a 121 milioni di euro, mentre il risultato della gestione operativa è salito da 304,6 a 310,1 milioni di euro. 
I proventi operativi sono scesi da 940,8 a 911,4 milioni di euro, mentre il margine di interesse si è attestato a 458,4 milioni di euro.


Le commissione nette sono state pari a 400,6 milioni di euro, contro i 407,3 milioni del primo trimestre, mentre 
I crediti netto verso la clientela sono saliti a 91,3 miliardi rispetto ai 91 miliardi di inizio anno, mentre i crediti deteriorati sono passati dai 7,38 miliardi del primo trimestre a 7,14 miliardi di euro.

Le sofferenze sono scese a 7,1 9miliardi di euro in termini lordi e a 3,47 miliardi in termini netti, con una copertura del 51,71%. 
Alla fine del primo semestre il Common Equity Tier 1 di Ubi Banca si attesta all'11,78% phased in e all'11,42% fully loaded. Il patrimonio netto, incluso l'utile, ammonta a 8,96 miliardi di euro rispetto ai 9,3 miliardi del primo trimestre.


Ubi Banca ha fatto sapere che alle attuali condizioni di mercato, la graduale crescita del margine di interesse è attesa proseguire anche nel secondo semestre dell'anno, confermando una gestione prudente del portafoglio titoli governativi italiani, orientata alla riduzione dell'esposizione, e prevedendo una sostanziale tenuta delle commissioni nette.

Infine, in aggiunta alla cartolarizzazione, assistita da garanzia statale, di un portafoglio di sofferenze appena perfezionata, Ubi Banca conta di realizzare una nuova operazione di cessione di sofferenze senza cartolarizzazione entro fine 2018/inizio 2019, che andrà nel senso di consentire il raggiungimento di un ratio di crediti deteriorati lordi inferiore al 10% in anticipo rispetto a quanto già comunicato.
I conti diffusi da Ubi Banca sono stati apprezzati dal mercato, ma anche dagli analisti, a partire da quelli di Equita SIM che in riferimento ai numeri del secondo trimestre hanno parlato di un utile netto sotto le attese a causa del tax rate, ma nel complesso i risultati sono stati buoni.


Gli analisti della SIM milanese hanno deciso di confermare le stime riferite al triennio 2018-2020, lasciando invariata la raccomandazione "buy" sul titolo, con un prezzo obiettivo rivisto al ribasso da 5 a 4,5 euro. 
Si sono mossi in direzione opposta i colleghi di Kepler Cheuvreux che hanno ritoccato verso l'alto il target price da 4 a 4,2 euro, con un rating "buy".
Il broker ha definito buoni i risultati trimestrali di Ubi Banca, segnalando in particolare l'utile netto superiore alle previsioni. 
Si mantiene più cauta Mediobanca che sul titolo ha una raccomandazione "neutral", con un fair value rivisto al rialzo da 4,3 a 4,4 euro. Alla luce dei conti diffusi dal gruppo gli analisti credono che tutti sembri andare nella stessa direzione.

Mediobanca ha così deciso di migliorare del 3% le stime sull'utile per azione riferite al 2019, richiamando però l'attenzione sui rischi legati ad un eventuale allargamento degli spread sovrani.
Fonte: News Trend Online

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