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venerdì 24 agosto 2018

Trump intenzionato a comprare debito italiano?


Nel momento in cui gli investitori fuggono dall'Italia e l'incertezza politica porta non solo i mercati a mettere sotto pressione il Ftse Mib ma anche la Bce a temere per eventuali sviluppi, un aiuto insperato, e finora non confermato, starebbe per arrivare dalla Casa Bianca: secondo quanto riferito dalle cronache, il presidente Usa Donald Trump sarebbe intenzionato a comprare debito italiano nel 2019, anno in cui Roma si troverà ad immettere sul mercato titoli per circa 400 miliardi di euro. 

I particolari

L'accordo sarebbe stato chiuso durante l'incontro tra il presidente Usa e il premier italiano Giuseppe Conte avvenuto il mese scorso.

L'Italai, tra le nazioni occidentali più indebitate (130% del Pil) nel 2017 è riuscita a contenere finora i costi di rifinanziamento anche grazie all'interento della Bce la quale, nel più ampio quadro di aiuto all'economia europea (Quantitative Easing9 ha garantito tassi di interesse artificiosamente bassi.
Un trend che, però, potrebbe arrivare al termine con la normalizzazione delle politiche finanziarie.
Come dichiarato a giugno da Mario Draghi, governatore della Bce, da gennaio del prossimo anno ci sarà lo stop agli acquisti di titoli di stato, sebbene i tassi di interesse dovrebbero restare fermi all'attuale livello almeno fino alla prossima estate.

Purtroppo, però, l'instabilità politica che si sta esacerbando in queste settimane, non aiuta a infondere fiducia negli investitori che abbandonano in massa il mercato italiano e tanto meno agli operatori: tutto questo ha portato sull'altalena i rendimenti dei bond a10 anni proiettando i costi del debito italiano a livelli che non si vedevano dal 2014.
In queste ore, infatti, il Btp è arrivato a rendere il 3,13%.

La strategia di Trump

Difficile capire il motivo di una scelta così particolare da parte di Washington, scelta che potrebbe essere spiegata, secondo alcuni osservatori, con la volontà di dividere l'unione Europea (la cui coesione è attualmente messa a dura prova dalla questione migranti) per riuscire ad indebolirla sul fronte economico internazionale.

In realtà, però, quello che starebbe per fare Trump (ammesso che venga confermato) non sarebbe altro che una sorta di sostituzione dell'operato della Bce la cui presenza è diventata basilare per l'economia italiana. A confermarlo sarebbe anche Azad Zangana, Senior European Economist and Strategist di Schroders: partendo dal presupposto che la prossima legge di Bilancio contenga elementi di attrito con la Commissione Europea, la prima conseguenza sarebbe quella di una possibile crisi del debito italiano con allargamento dello spread e deprezzamento dell'euro.
Ma in questo scenario la conseguenza per l'esecutivo potrebbe essere l'insediamento di un nuovo premier.

Tecnico. Il tutto, dopo che la Bce, per evitare problemi alla moneta unica, abbia riavviato il suo programma di QE. Un'ipotesi che, sottolineano da Schroders, non rientra nello scenario di base, scenario che, invece, guarda ad una Bce che adempie a quanto annunciato a giugno ovvero stop del QE a gennaio 2019 e aumento dei tassi non prima dell'estate dell'anno prossimo.
Fonte: News Trend Online

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