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venerdì 31 agosto 2018

Si rinnovano le paure di una guerra commerciale. Anche con l'Ue


Non più solo guerra commerciale contro la Cina, adesso il presidente Usa Donald Trump sarebbe intenzionato ad uscire dalla World Trade Organization, l'organizzazione mondiale del Commercio.

Mercati in calo

La notizia ha causato il calo di tutte le borse europee che poco dopo le 10 vedevano il Ftse Mib a -0,35% (20.417 punti), il Cac40 a -0,44%, il Ftse 100 a -0,30% e il Dax a -0,75%.
Il Vecchio Continente teme, dunque, la posizione di Washington, pronta ad abbandonare un'organizzazione che a suo tempo fu lei stessa a promuovere, dopo la seconda guerra mondiale.

Le conseguenze di un atto del genere, seconodo gli esperti, sarebbero non solo sul piano economico ma anche su quello reputazionale dal momento che la mancanza di un'economia di primissimo piano come quella statunitense, farebbe perdere gran parte della forza al Wto. In realtà già a luglio il presidente si era spinto molto in là nel definire l'accordo sul commercio internazionale come il peggiore mai sottoscritto e che, per questo motivo, gli Usa chiedevano che ne venissero cambiate le regole.

L'alternativa, resa nota però solo adesso, sarebbe dunque l'addio di Washington.

Dazi Ue: problema non risolto

Questa novità si va ad aggiungere alle altre già pesanti notizie riguardanti le turbolenze su lira turca e peso argentino ma anche sul riaccendersi della disputa della guerra commerciale sia fra Cina e Usa, sia fra Usa e Ue.
Nella stessa intervista rilasciata a Bloomberg nella quale parlava dell'intenzione di abbandonare il Wto, Trump dichiarava che, nonostante l'accordo chiuso dopo l'incontro con il presidente della Commissione Europea Jean Claude Juncker, l'Unione è giudicata “cattiva” come la Cina, solo un po' più piccola.

La conferma, in altre parole, di una tensione tra le parti ancora alta nonostante il Commissario al commercio dell'unione, Cecilia Malmstroem avesse dichiarato poco prima al parlamento europeo che l'Europa era pronta a considerare la possibilità di 0 dazi, qualora Washington fosse d'accordo. Cosa che, evidentemente, è ben lungi dall'essere tale.
Per questo motivo l'Unione si è riservata la possibilità di preparare contromisure qualora dalla Casa Bianca dovessero arrivare istruzioni precise per imporre nuovi dazi all'Ue.

La partita a scacchi con la Cina

Nello stesso tempo sono arrivate da parte di Trump parole dure anche per Pechino con la prospettiva di una nuova ondata di dazi in arrivo già dalla settimana prossima, ondata che dovrebbe avere un controvalore di 200 miliardi.

Ma questa decisione appare più una strategia per spingere il Dragone a concedere più di quanto non sia stato finora disposto a fare: ad aiutare gli Usa ci sarebbero poi anche le pressioni innescate sul fronte degli emergenti da Argentina e Turchia, oltre che il panorama più sereno vreatosi con Messico e Canada.
Chi infatti sembra avere maggiori prospettive di riuscire a dialogare con Washington, paradossalmente, sembrano essere proprio il Messico, nemico giurato del passato, ma che ha già chiuso il nuovo accordo commerciale in sostituzione del vecchio Nafta. In arrivo anche il Canada, in procinto di firmare; i tempi, infatti, anche per Ottawa sarebbero brevissimi, qualche giorno al massimo, stando alle dichiarazioni di Trump il quale ha chiosato che, se i vicini non volessero unirsi al Nafta 2.0, c'è sempre la possibilità di un accordo commerciale separato.
Fonte: News Trend Online

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