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martedì 14 agosto 2018

Piazza Affari sempre più giù: nuovi cali prima di Ferragosto?


Sulla scia delle vendite accusate venerdì scorso, anche ieri le Borse europee hanno perso terreno, anche se ad una velocità più contenuta. Il Cac40 ha limitato i danni ad un frazionale calo dello 0,04%, mentre il Ftse100 e il Dax30 sono scesi rispettivamente dello 0,32% e dello 0,53%.


E' rimasta leggermente più indietro Piazza Affari dove il Ftse Mib ha terminato gli scambi a 20.969 punti, in calo dello 0,58%, dopo aver segnato nell'intraday un massimo a 21.059 e un minimo a 20.768 punti.
L'indice delle blue chips ha avviato le contrattazioni già in calo al di sotto di area 21.000, spingendosi a segnare nuovi minimi dell'anno ad un passo da quota 20.750, con successivo recupero in direzione dei 21.000 punti.


Piazza Affari ha perso terreno per la quarta sessione consecutiva e ha confermato il deterioramento del quadro tecnico già delineatosi in chiusura della scorsa ottava, con la rottura dei precedenti minimi dell'anno in area 21.150/21.100. 
Nel corso della sessione odierna è stato avvicinato un livello di supporto importante, e ci riferiamo all'area dei 20.750/20.700, da cui è già partito un primo recupero.
Una reazione che in ogni caso non è suficiente a mettere al riparo dal rischio di nuove vendite che potrebbero materializzarsi da subito con la mancata riconquista di area 21.000.
Al ribasso il primo sostegno da monitorare è a quota 20.750/20.700, sotto cui la discesa del Ftse Mib proseguirà verso la soglia dei 20.500.

In caso di violazione di questo sostegno sarà probabile un'accelerazione ribassista verso l'area psicologica dei 20.000 punti, senza escludere estensioni ribassiste fin verso i 19.800/19.500 punti nella peggiore delle ipotesi. 
Al rialzo il primo livello da riconquistare è a quota 21.000/21.100, oltre cui l'indice potrà ambire a recuperi più ampi in direzione dei 21.500 punti.
Con il superamento di questo livello ci sarà spazio per ulteriori allunghi in direzione dei 21.700/21.800 punti prima e in seguito in direzione di area 22.000. 
Molto dipenderà a questo punto dall'evoluzione della crisi in Turchia, senza dimenticare che sul mercato italiano continuano a pesare non poche incertezze sul fronte politico in attesa di entrare nel vivo della discussione relativa alla legge di Stabilità.


Ricordiamo che la prossima seduta sarà l'ultima prima della pausa di Ferragosto, quando Piazza Affari sarà chiusa per festività, e sarà improbabile un riposizionamento deciso degli investitori anche nelle sedute successive. 

Anche la prossima seduta sarà molto agevole sul fronte macro Usa visto che in agenda troviamo l'indice Redbook relativo alle vendite al dettaglio nelle maggiori catene americane.
Da segnalare anche i prezzi import che a luglio dovrebbero mostrare una variazione positiva dello 0,1%, in recupero rispetto al calo dello 0,4% precedente. 

Sul versante societario da segnalare prima dell'apertura di Wall Street i risultati del secondo trimestre di Home Depot, dai quali ci si attende un utile per azione di 2,84 dollari.



In Europa sarà diffusa la seconda lettura del PIL del secondo trimestre che dovrebbe evidenziare un rialzo dello 0,3%, in linea con quella preliminare ma in frenata rispetto allo 0,4% dei primi tre mesi dell'anno. 
Per la produzione industriale di giugno le stime parlano di un calo dello 0,3% dopo il rialzo dell'1,3% di maggio.

In Germania sarà reso noto il dato preliminare del PIL del secondo trimestre che dovrebbe salire dello 0,4% rispetto allo 0,3% del primo trimestre, mentre l'indicazione finale dell'inflazione a luglio dovrebbe confermare il rialzo dell o0,3% della lettura preliminare. 
Sempre in Germania sarà diffuso l'indice Zew che ad agosto dovrebbe attestarsi a -19,6 punti, in recupero rispetto all'indicazione precedente pari a -24,7 punti.


In Francia l'inflazione di luglio dovrebbe confermare la lettura precedente di un calo dello 0,1%, mentre il tasso di disoccupazione del secondo trimestre è atteso invariato al 9,2%. 

A Piazza Affari consigliamo di monitorare i titoli del settore bancario a partire da Unicredit e quelli del settore oil, sulla scia questi ultimi del ribasso del prezzo del petrolio al di sotto dei 66 dollari al barile.  
Fonte: News Trend Online

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