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martedì 21 agosto 2018

Piazza Affari: i titoli più importanti della giornata


La questione turca si prende qualche giorno di riposo grazie alle festività nazionali che porteranno i mercati di Ankara ad una chiusura che durerà tutta la settimana.

Colloqui Usa-Cina. Si torna a parlare

Approfittando di questa pausa, l'attenzione torna a focalizzarsi, a livello internazionale, sulla diatriba Usa-Cina, con i colloqui tra le due parti che si riapriranno domani e, sul fronte nazionale, sulla politica e le scadenze di settembre, scadenze che assumono nuovo significato dopo le parole di Moody's.

La società di rating, infatti, ha fatto sapere di voler attendere la presentazione, da parte del governo, del Def: solo allora, quindi, sarà possibile avere una panoramica più ampia e sicura delle future azioni che l'esecutivo metterà in campo in materia di economia e finanza.
Una boccata d'ossigeno che porta i primi benefici anche sullo spread, sceso a 263,4 punti base e sul rendimento sul Btp decennale sotto il 3%, al 2,95%.

I migliori e i peggiori a Piazza Affari

L'onda positiva arriva come prevedibile, anche su settore bancario con Intesa Sanpaolo (+2,70%), Banca Generali (+2,40%), Bper (+2,30%), Banco Bpm (1,74%) Ubi (+3,88%) e Unicredit (+2,22%).

Ma ci sono buone notizie anche per gli energetici, in particolare su Saipem (+6,23%), grazie ai nuovi contratti, notizia che pone il titolo al vertice delle azioni di oggi sul Ftse Mib, ed Eni (1,12%). Per quanto riguarda Atlantia (+3,06%) il saldo è tornato positivo visto l'allontanarsi di una possibile, difficoltosa, nazionalizzazione della rete autostradale, con un saldo che le permette addirittura di arrivare al quarto posto dei miglior performer a Piazza Affari.
Difficoltà invece per il lusso con Moncler a -0,6% che vince il non invidiabile primato di peggior titolo sul listino milanese, seguito da Campari a -0,53% e Ferragamo con -0,23%.
Ma il rinvio di Moody's potrebbe essere letto in due modi differenti: un allentamento della pressione dettato sia dalla volontà di dare più tempo ad un esecutivo che (non si sa mai) potrebbe realmente trovare la quadratura del cerchio ma anche la scelta di dare più tempo agli investitori per riposizionarsi sull'Italia.

Trump e la Fed

Dall'altra parte dell'oceano, invece, continua a tenere banco la sfida Washington-Pechino, questa volta affiancata anche da una tensione tra Trump e la Fed.

Il presidente Usa, infatti, non sta facendo mistero della sua contrarietà veros la politica monetaria della banca centrale, politica che si sta orientando verso un inasprimento delle condizioni di credito. Questo approccio, però, viene visto da Trump come un ostacolo alla ripresa. Il tutto proprio mentre Wall Street regala i suoi ultimi numeri utili nella stagione delle trimestrali, stagione particolarmente favorevole e l'economia a stelle e strisce viene coralmente vista come in forte crescita.
Ad ogni modo sono bastate le parole del presidente a far cadere il dollaro che, nei confronti dell'euro, viaggia a 1,15 con la moneta unica che si sta rafforzando nonostante sia ancora soggetta al Quantitative Easing della Bce.
Fonte: News Trend Online

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