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martedì 21 agosto 2018

Petrolio in recupero: i titoli oil da comprare secondo i broker

 
Prosegue la fase di recupero del petrolio che non più tardi della scorsa settimana ha visto le sue quotazioni scendere al di sotto dei 65 dollari al barile, sui minimi da aprile scorso. Da questi livelli è partita una reazione che ha permesso all'oro nero di risalire un po' la china dopo la recente flessione.
Petrolio in rimonta dai minimi di aprile
Archiviata la sessione di ieri con un progresso di quasi un punto percentuale, il petrolio prova a spingersi in avanti anche oggi, presentandosi negli ultimi minuti a 66,65 dollari, con un rialzo dello 0,33% rispetto al close di ieri.
Nelle ultime ore la risalita del greggio è stata favorita anche dall'indebolimento del dollaro al quale è correlato negativamente, e ora lo sguardo è rivolto all'appuntamento in agenda domani, quando sarà diffuso il report sulle scorte strategiche di petrolio Usa.
Sarà importante seguire anche gli sviluppi dei negoziati sul commercio tra Stati Uniti e Cina, in vista dell'incontro bilaterale che avrà inizio domani a Washington.
Segnali di allentamento delle tensioni tra i due Paesi avranno effetti positivi sul petrolio che sta risentendo negativamente della guerra dei dazi, visto che la stessa, come evidenziato da alcuni analisti, avrebbe già indebolito la domanda di materia prima.
Le indicazioni degli analisti su ENI (Londra: 0N9S.L - notizie)
Spostando lo sguardo sui titoli del settore oil quotati a Piazza Affari, diverse sono le occasioni d'acquisto da cogliere. Una di queste è offerta da ENI che per Banca IMI merita un rating "buy", con un prezzo obiettivo a 20,5 euro. La conferma giunge dopo che nei giorni scorsi le Autorità egiziane hanno approvato l'assegnazione di una nuova licenza esplorativa nel prolifico bacino del Delta del Nilo orientale, nell'offshore dell'Egitto.
ENI prevede di procedere con la perforazione di un pozzo esplorativo nella seconda metà del 2018 e secondo gli analisti di Banca IMI questa nuova acquisizione rafforza ulteriormente la posizione del gruppo in Egitto, un'area di importanza storica e strategica per la società.
Un invito all'acquisto per ENI arriva anche da UBS (Londra: 0QNR.L - notizie) che una raccomandazione "buy", con un target price a 18,5 euro: gli analisti apprezzano il dividendi yield del titolo pari al 4,6%.
Sotto la lente Saipem (Londra: 0NWY.L - notizie)
Interessante anche Saipem che già da qualche tempo sta catalizzando gli acquisti a Piazza Affari, sulla scia anche dei giudizi espressi da alcune banche d'affari.
La scorsa settimana il titolo ha ricevuto due promozioni, una delle quali è arrivata da Jefferies, i cui analisti hanno migliorato il giudizio sul titolo da "underperform" a "hold", con un fair value alzato da 2,8 a 4,2 euro.
L'upgrade è stato giustificato alla luce dell'assenza di particolari driver negativi per Saipem e in aggiunta a ciò gli analisti segnalano che il gruppo nel primo semestre dell'anno ha registrato il più alto valore di aggiudicazioni nel segmento E&C dal primo semestre 2014.
Sempre nei giorni scorsi Saipem (EUREX: 577305.EX - notizie) è stato promosso da Barclays (Londra: BARC.L - notizie) che ha modificato la sua strategia da "underweight" a "overweight", con un prezzo obiettivo che sale da 3,8 a 5,2 euro.
Il broker segnala che il titolo scambia a sconto del 30% rispetto a Technip (Londra: 0IEB.L - notizie) , il suo competitors più vicino. A detta degli analisti Saipem sta facendo finalmente dei passi in avanti e il mercato sembra voler credere di nuovo in questo titolo, penalizzato dalle vendite per lungo tempo.
La view su Saipem
Una storia interessante è anche quella di Tenaris (Amsterdam: TS6.AS - notizie) , almeno secondo le indicazioni di Mediobanca Securities che assegna al titolo una raccomandazione "outperform", con un target price a 19,5 euro.
Gli analisti credono che un ulteriore incremento delle attività di estrazione in Nord America possa offrire un sostegno ai conti del gruppo tanto quest'anno quanto il prossimo.
Più cauta la view di Kepler Cheuvreux che di recente ha ribadito il rating "hold" su Tenaris, con un fair value rivisto verso l'alto da 13,5 a 14,5 euro, malgrado il broker abbia ritoccato verso il basso le stime, tagliando quelle sull'utile per azione del 2,1% per quest'anno e del 2% per il 2019.

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