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venerdì 10 agosto 2018

Persistono i rischi al ribasso. Idee di trading su alcuni titoli

 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista realizzata a Gerardo Murano, consulente finanziario indipendente, al quale abbiamo rivolto alcune domande sull'indice Ftse Mib e su diverse blue chips.
L'indice Ftse Mib continua a muoversi in laterale senza riuscire ad esprimere una precisa direzionalità. Questa situazione è destinata a durare nel breve o si aspetta un cambio di passo?
Gli ultimi due mesi a Piazza Affari sono stati caratterizzati da una sostanziale incertezza e volatilità intorno all'area dei 21.800 di Ftse Mib. Tutto ciò nel medio termine non si configura come un segnale positivo, nel senso che l'indice avrebbe parecchio da recuperare, tornando almeno all'area dei 23.000 punti, prima di fornire indicazioni di forza nel medio periodo.
Nel (Londra: 0E4Q.L - notizie) breve abbiamo un range di oscillazione che al momento rappresenta soltanto un pull-back del movimento di storno, ma non fornisce alcuna indicazione di inversione.
Il mercato ha fissato dei parametri che si possono individuare grosso modo a 21.300 e a 22.300 e alla luce di questi bisogna attuare delle strategie operative legate a questi due riferimenti.
Un'ulteriore discesa rispetto ai valori attuali fornirebbe una potenziale indicazione operativa dal punto di vista del trading di breve termine. Potrebbe essere valido un ingresso long al raggiungimento dei 21.300 punti, considerando che abbiamo un livello di stop abbastanza ravvicinato al cedimento di area 21.000, con target potenziale a 22.600/22.700 punti.
Si tratta di un'operazione che dal punto di vista del rapporto rischio-rendimento è interessante, anche perchè l'eventuale cedimento dei 21.000 punti potrebbe essere sfruttato per uno stop & reverse. Alla rottura del livello appena segnalato si andranno a chiudere le posizioni long in essere ed eventualmente aprire degli short che potrebbero avere anche una certa valenza, visto che il Ftse Mib nel medio termine è caratterizzato da un andamento neutro-negativo.
Nel brevissimo termine un segnale di positività si avrebbe al superamento dei 22.300 punti, ma in questo caso avremo i 22.800/23.000 punti a fungere da resistenza di medio termine.
Non è certo positivo che questa debolezza di fase relativa a Piazza Affari si stia verificando in concomitanza dell'uscita delle semestrali. I bancari stanno mostrando a fasi alterne degli elementi di incertezza, mentre ci sono dei fattori di positività legati agli industriali.
In questo momento la mia view su Piazza Affari è più negativa che positiva e non sono un fautore del rimbalzo in questa fase. Se l'indice dovesse superare i 22.300 punti potrebbe allungare verso i 22.800 punti, ma questo non sarebbe un segnale particolarmente positivo di medio termine.
Nel settore bancario come valuta il recente andamento di Unicredit (EUREX: DE000A163206.EX - notizie) e Intesa Sanpaolo (Amsterdam: IO6.AS - notizie) e cosa prevede nel breve per entrambi?
Tra i due big del comparto Unicredit sta registrando in questo momento maggiori segnali di forza relativa. La fase di storno è stata importante e ha fatto calare le quotazioni da 15 a 14 euro e ora stiamo assistendo ad un recupero che sarebbe validato dal superamento del pivot high a 15,375 euro.
Oltre tale soglia si avrebbe un segnale che esprimerà positività nel breve per il titolo che avrebbe nell'area dei 16,2/16,5 euro un livello di resistenza abbastanza significativo.
Gli oscillatori per ora sono neutro-negativi e questo vuol dire che non hanno ancora assunto una chiara direzionalità, per cui potremmo anche valutare opzioni differenti.
Lo storno di Unicredit sarebbe negato definitivamente dal superamento dei 15,5 euro, mentre il cedimento dei 14 euro proporrebbe potenziali discese verso l'area dei 12,5 euro.
Lo scenario per Intesa Sanpaolo è simile nel medio termine, nel senso che il titolo ha un andamento neutro-negativo che è registrabile però anche nel breve termine.
Intesa Sanpaolo è abbastanza vicino a dei livelli di supporti significativi e mi riferisco all'area dei 2,35/2,3 euro. Il cedimento di questa soglia aprirebbe ulteriori scenari negativi per il titolo, con potenziali target ribassisti a 2,2 e a 2,1 euro.
Questo scenario sarebbe negato da una spinta indubbiamente forte che dovrebbe riportare Intesa Sanpaolo in maniera stabile almeno sopra i 2,5 euro, affinchè si possa tornare ad un andamento neutrale almeno nel breve termine, mentre ora l'impostazione è neutro-negativa sia nel breve che nel medio periodo.
Ieri Saipem e Tenaris (Amsterdam: TS6.AS - notizie) sono saliti in controtendenza rispetto al mercato. Cosa può dirci di questi due titoli?
Saipem (Londra: 0NWY.L - notizie) era stato sicuramente uno dei titoli più penalizzati negli ultimi anni, a la società è stata in grado di riprendere in qualche modo in mano le redini del proprio destino e ora sta mostrando una sensibile forza relativa rispetto all'indice, ma anche all'interno del comparto di appartenenza.
Il titolo ha inviato un segnale forte al superamento dei 4 euro e ora è in fase di pull-back rispetto al top raggiunto a 4,6 euro. Si potrebbe assistere ora ad un andamento neutrale per Saipem che sarebbe negato da un ulteriore massimo relativo, quindi dal superamento dei 4,6 euro.
Il titolo è in trend positivo nel medio termine e la rottura degli ultimi massimi è anche probabile, con proiezione all'area dei 4,9 euro.
Nel caso in cui ci fosse un alleggerimento delle quotazioni, non legato a specificità societarie, ma all'andamento del mercato nel suo complesso, avremmo nei 4 euro un livello di supporto statico e psicologico in grado di rallentare eventuali discese dei corsi, anche per permettere nuove accumulazioni nel breve termine.
Per Tenaris lo scenario è diverso nel senso che è in trend positivo di medio termine, o quantomeno questa tendenza non è stata ancora negata, ma una discesa al di sotto dei 14 euro, quindi del minimo raggiunto nei giorni scorsi, aprirebbe ad un cambio nell'andamento del trend, anche di medio termine, con probabili discese verso i 13 euro.
Tenaris ha difeso bene l'area dei 14,5/14 euro, ma ora dovremmo attendere un ritorno stabile al di sopra dei 16 euro prima di considerare neutralizzato il primo movimento ribassista di una certa entità.
Dal punto di vista tecnico siamo in una condizione di neutralità, fermo restando che il cedimento dei 14 euro sarebbe un segnale negativo in conseguenza del quale alleggerire le posizioni long in portafoglio.
Come è cambiato lo scenario per Leonardo con il ritorno al di sopra dei 10 euro? Cosa si aspetta nel breve?
Leonardo si trova in un movimento di trend crescente dal superamento dei 9,5 euro e tra l'altro abbiamo assistito alla violazione in gap di questo valido livello di resistenza.
Gli indicatori algoritmici sono positivi e sicuramente si può avere fiducia in Leonardo che, al superamento dei 10,7 euro si aprirebbe la strada al test dei massimi segnati a gennaio scorso in area 11,5 euro.
Segnali di negatività per Leonardo si avrebbero solo con una discesa al di sotto dei 9 euro che in questo momento appare poco probabile. 

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