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martedì 7 agosto 2018

Mercato poco convincente: attesa debolezza. I titoli in e out

 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulla situazione di Piazza Affari e sulle strategie da seguire per diversi titoli. Pietro Paciello è autore del libro appena pubblicato TRADING PLAN. Per info clicca qui
L'atteso recupero di cui aveva parlato la scorsa settimana per il Ftse Mib non ha condotto oltre i 22.200 punti, con successiva discesa dei corsi. Cosa si aspetta per le prossime sedute?
In questo momento Piazza Affari non mi convince tanto e ciò ha portato ad una riduzione totale della mia esposizione, tanto che ora sono flat. E' vero che area 21.250 di Ftse Mib rimane un supporto non violato e tecnicamente potrebbe essere una nuova zona di accumulo, ma quello che non mi convince in questo momento è un po' lo scenario intermarket.
Vedo l'oro su un supporto strategico di lungo termine da cui penso possa riprendere a salire e in questo caso recuperare un po' quel ruolo di bene rifugio che ha perso negli ultimi mesi, stante anche il fatto che l'azionario ha tenuto molto bene.
Sono un po' titubante più che a livello tecnico-grafico sul nostro indice a livello intermarket. Per il Ftse Mib segnalo un supporto abbastanza interessante e visibile a tanti a 21.250 punti, mentre il successivo lo troviamo un po' più in basso in area 20.750/20.700.
Eventuali ipotesi nuovamente long sul mercato le confinerei sul test della debolezza che a mio avviserà arriverà e in quest'ottica saranno molto probanti i test dei due supporti indicati prima.
Solo una violazione secca e decisa di area 22.300/22.350, ma in questo momento mi sembra complicata come ipotesi, riporterebbe un concetto di risk-on molto forte che al momento manca.
Piazza Affari al momento resta debole-correttiva e andrà valutata nel momento in cui l'indice raggiungerà i supporti indicati prima. Nel frattempo rimango flat e non ho posizioni long sul mercato, ma non ne sto costruendo neanche al ribasso, perchè non mi sembra ci siano spazi giusti utili per costruire ipotesi di questo tipo.
Sono in osservazione e considerando che il trend di lungo del mercato è ancora rialzista, sono interessato a valutare la tenuta dei supporti, perchè se questi ultimi reggeranno si tornerà ad accumulare.
Banco BPM ieri è stato colpito da forti vendite dopo i conti, mentre Intesa Sanpaolo continua a mostrare un andamento debole sulla scia della trimestrale. Cosa può dirci di questi due titoli?
Su Banco BPM recito un po' il mea culpa perchè quattro giorni fa aveva dato un segnale short alla luce di una bella divergenza ribassista, ma con l'approssimarsi del Ftse Mib sul supporto indicato prima ho chiuso la posizione in anticipo, realizzando un guadagno, ma se l'avessi mantenuta ieri sarebbe stata una grande festa.
Tecnicamente Banco BPM era da shortare o comunque non da tenere in posizione long, in quanto caratterizzato da una divergenza ribassista e da un pull-back ribassista in area 2,75 euro.
Mi ha stupito un po' la velocità di azione, ma non il fatto che il titolo sia sceso: da un punto di vista squisitamente pratico direi di aspettarlo in zona 2,05/2 euro dove farebbe un potenziale doppio minimo, per poi rivalutare la situazione.
Passando a Intesa Sanpaolo, quello che non convince di questo mercato sono proprio i due big del comparto. Tanto Intesa Sanpaolo quanto Unicredit stanno facendo male in questi giorni, nel senso che dal punto di vista pratico mostrano una debolezza di fondo un po' preoccupante.
Sappiamo quanto il Ftse Mib sia dipendente dai bancari e tornando a Intesa Sanpaolo possiamo dire che dopo il nuovo test dei 2,37/2,38 euro, sta creando una grande bandiera, una forma rettangolare di congestione.
Si tratta di strutture tecniche che rappresentano una sorta di molla in formazione e per Intesa Sanpaolo mi sembra che quella attuale sia più una zona buy per chi vuole speculare nel breve più che di sell.
Quando avremo la rottura al ribasso dei 2,37 euro o al rialzo dei 2,65 euro, assisteremo ad una logica direzionale molto potente. Fino a quando però il titolo rimarrà inserito nel rettangolo di cui parlavo prima, credo che sia adatto solo a del trading molto veloce.
Ferrari ha già avuto un bel recupero dagli ultimi minimi, mentre appare meno convinto Fca. Qual è la sua view su questi due titoli?
Fca ha registrato una discesa molto precisa perchè area 14 era la zona statica dove si ipotizzava potesse fermarsi il calo e da diversi giorni il titolo la sta difendendo. Mi sembra che Fca si sia trasformato in un titolo che lavora più su aree statiche di supporto e resistenza e questi livelli sono abbastanza visibili graficamente.
Mi riferisco al primo supporto dei 14/13,9 euro, mentre la resistenza è a 15,5 euro, superata la quale si segnala l'area dei 17,5 euro.
E' il test di questi livelli che ci offre delle dimostrazioni di forza e di debolezza: al momento, un po' come per Intesa Sanpaolo di cui parlavamo prima, siamo nella fascia bassa del trading range.
Sui livelli attuali non si vende più e lo si fa solo in caso di discese sotto i 13,9 euro, evento che aprirà le porte ad un ribasso imponente. Su tenuta dei 14/13,9 euro si potrà invece accumulare Fca.
Anche per Ferrari la dinamica attuale è abbastanza chiara e quando ha perso area 110 euro ha inviato un segnale ribassista. Il titolo ha un supporto molto valido in area 96/95,8 euro e secondo me è meglio rimanere flat in questa fase e aspettare il probabile test del livello appena citato, dove probabilmente Ferrari sarà da accumulare.
Al momento, a differenza di Fca, anche in logica intraday non ci vedo nulla, quindi non mi sembra un titolo sul quale andarsi a posizionare neanche in ottica di day-trading.
Lascerei scivolare Ferrari verso i 96 euro e lì probabilmente interverrò con un buy anche abbastanza aggressivo, ma non prima.
Leonardo sta continuando a spingersi in avanti dopo il rally a due cifre della scorsa settimana. C'è ancora spazio al rialzo per questo titolo?
Leonardo è stato lungamente venduto in passato e il segnale di ingresso long andava colto con un po' di coraggio nel momento in cui è stata rotta la prima resistenza in area 9,1/9,15 euro.
Il movimento che è seguito è stato di reazione all'enorme molla ribassista che si era caricata. Il titolo dopo la forte discesa di novembre scorso, aveva trovato una sorta di stabilizzazione in un'area statica intorno ai 8,25/8,2 euro.
Questo aveva creato un prolungato periodo di permanenza in quella zona e la formazione di questa molla che si è caricata ed è esplosa la scorsa settimana.
Chi è fuori dal titolo farà bene ad aspettare che la fase di ricoperture e stop & reverse long si esaurisca, per poi cercare di prenderlo sulla debolezza qualora i corsi tornassero in area 9,5 euro.
Ci sono altri titoli che vuole segnalarci a Piazza Affari?
A livello di Ftse Mib il titolo più pesante è ENI che sta assecondando la fase di stabilizzazione del petrolio e sta creando una figura tecnica molto interessante, un triangolo che ha una resistenza in area 16,4 euro e un supporto a 16/15,9 euro.
Mi aspetto molto da ENI e credo che allorquando dovesse superare questa zona di congestione, darà segnali direzionali molto forti.
Attenzione ad ENI che andrà comprato al breakout della resistenza, mentre  in caso di rottura del supporto a 16/15,9 euro ritraccerà pesantemente, quindi la violazione potrebbe anche offrire un'opportunità short.

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