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giovedì 16 agosto 2018

Investire in dividendi: consigli per gli acquisti


Un rendimento alto attira l'attenzione molto più di quanto non sia giusto. Spesso si tende ad acettare il rischio ignorando che è la strada più veloce per perdere tutto. Come fare allora a scegliere al meglio un titolo da dividendo? Forse, come suggerisce Dan Caplinger, iniziando a capire cosa vogliamo realmente dal nostro investimento e iniziare a cercare titoli che ce lo diano.

Come nella vita.
1. Solo perché una società ha pagato un dividendo in passato non significa che debba farlo in futuro
Pagare un dividendo non è un obbligo di legge. Qualsiasi societ, per quanto grande sia e nonostante possa contare su uno storico anche centenario, può tagliare, se non addirittura smettere di pagare le cedole in ogni momento.
Ovviamente sarebbe un trauma a livello di immagine e tornaconto in borsa ma tecnicamente è una scelta fattibile, soprattutto in situazioni di mercato particolarmente difficile, come ad esempio la recente crisi del barile.
2. Alcune aziende devono pagare quasi tutto il loro reddito come dividendi
La maggior parte delle aziende scelgono autonomamente la percentuale di utili da destinare in dividendi ma alcune tipologie devono destinare per legge ai propri azionisti una quota precisa.

Ad esempio, i fondi comuni di investimento immobiliare godono di uno status fiscale favorevole che consente loro di evitare la tassazione a livello aziendale; in cambio i REIT devono accettare di pagare almeno il 90% del loro reddito imponibile annualmente in dividendi. Buona notizia per gli azionisti, pessima per il REIT che si ritrova così senza un margine di sicurezza nel suo payout ratio qualora ci dovessero essere acque agitate, finanziariamente parlando.
3.

Alcuni investimenti sono progettati per pagare dividendi che diminuiranno o scompariranno nel tempo
Alcune aziende nascono sull'onda di fenomeni, prodotti o mode che con il tempo vedranno inevitabilmente diminuire la richiesta, a tutto discapito dell'azienda e, di conseguenza, del dividendo.
Un esempio? Le royalties dei diritti, ad esempio, relativi al petrolio e al gas o ad altre commodity. Ebbene spesso i giacimenti hanno una durata limitata nel tempo e sono soggetti ad esaurimento della materia prima man mano che viene estratta: una volta ceduta quella, non resta altro che chiudere bottega.

E togliere anche il dividendo. In teoria esiste una sorta di rimborso del rischio nella stessa cedola particolarmente alta, ma è bene sempre capire la reale natura del business di chi ci offre un dividendo alto per capire se questo ci sarà o meno nel tempo. 
4.
Nel tempo, un titolo con rendimento inferiore può pagare di più sul lungo periodo
Le società che hanno dividendi alti difficilmente riescono a farli crescere ulteriormente, soprattutto in condizioni di mercato difficili. Discorso diverso per chi invece vanta, se così si può dire, una cedola bassa: in questo secondo caso è statisticamente più facile che la società preferisca incrementare il regalo agli azionisti, anche solo per attirare investitori.

Ovviamente fatti salvi i fondamentali. Ad ogni modo il consiglio di base resta sempre lo stesso: non essere avidi e costruire un portafoglio dividendi bilanciato.
Fonte: News Trend Online

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