-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

giovedì 23 agosto 2018

Il lato oscuro e inaspettato dei pannelli solari

Un impianto di pannelli solari, in Cina (Getty)
Antoine-Laurent de Lavoisier, celebre scienziato famoso per aver enunciato la prima versione della legge di conservazione della massa, e per aver ‘scoperto’ l’ossigeno (1778) e l’idrogeno (1783), disse una frase divenuta storica: ‘Nulla si crea e nulla si distrugge‘. Il cosiddetto padre della chimica moderna fu ghigliottinato durante la rivoluzione francese per i suoi trascorsi come esattore delle tasse, ma a tutt’oggi le sue scoperte sono sotto gli occhi di tutti. E vengono, puntualmente, dimenticate.
Ad esempio, cosa c’entra Lavoisier con i pannelli solari? Ebbene, la frase ‘nulla si crea e nulla si distrugge’ nasconde un destino nascosto, oscuro e inaspettato dei pannelli, che dovrebbero contribuire a ridurre l’inquinamento atmosferico nel nostro pianeta, sostituendo l’energia del sole a quella del carbone e nucleare. La domanda fondamentale è: dove vanno a finire i pannelli solari quando esauriscono il loro ciclo di lavoro?
Non spariscono, detti pannelli. E fino a oggi non è stato trovato un sistema per riconvertirli in modo economico. E allora? Allora i pannelli ‘vecchi’ si accumulano, creando nuovo inquinamento. Sta cominciando ad accadere in Cina, paese che ha investito in modo pesante sull’energia solare: i vecchi pannelli non vengono già più smaltiti per via dei costi e dei materiali in essi contenuti.
Un impianto di pannelli solari, in Cina, realizzato su un intero costone di collina (Getty)
Gli elementi chimici (silicio, cadmio e altri) e l’involucro in plastica sono tra i maggiori indiziati per l’elevato costo del riciclo del pannello, che richiede un lavoro certosino per essere smontato in sicurezza. In molti parlano dei pannelli solari come una bomba d’inquinamento pronta ad esplodere, perché nel 2050 – solo in Cina – ci saranno 20 milioni di tonnellate di pannelli pronti per la spazzatura. E nessuno ha lo spazio né tantomeno un luogo sicuro dove stiparli.
Mentre si comincia a intravedere il problema, i ministeri dell’ambiente dei vari paesi cercano una soluzione che possa essere profittevole, visto che il riciclo, a detta di tutti gli esperti, è operazione da bagno di sangue. Si sta facendo strada l’ipotesi secondo la quale i pannelli potrebbero essere sostituiti prima della fine del loro ciclo di vita, e venduti nei paesi con minor capacità energetica e risorse, tutti in Africa, Sudamerica e Medioriente. Potrebbero, in questo modo, essere utilizzati dalle popolazioni locali senza ‘sovraccaricarli’ come avviene in un impianto di produzione energetica.
Insomma, allungare la vita ai pannelli sarebbe una soluzione per allontanare il problema, in attesa che si possa trovare un modo meno dispendioso di riciclarli.
GUARDA ANCHE:

Nessun commento:

Posta un commento

LA SETTIMANA CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.