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venerdì 17 agosto 2018

Governo annuncia revoca concessioni ad Autostrade: titolo Atlantia a picco

Crollo ponte Genova, il giorno dopo
Il giovedì nero di Atlantia, la società controllante di Autostrade per l'Italia che fa capo alla famiglia Benetton, dopo il disastro del Ponte Morandi e l'annuncio del governo M5S-Lega, secondo cui le concessioni saranno ritirate e sarà lo stesso Stato a gestire il tratto autostradale, termina la sessione in calo del 22,26% a 18,30 euro, zavorra il Ftse Mib, che chiude sui livelli più bassi del 2018 a 20.524,13 punti. Una performance negativa che spicca in un contesto che è invece positivo per gli altri listini europei, col Dax di Francoforte che avanza dello 0,61%, il Ftse100 di Londra che guadagna lo 0,78% e il Cac40 di Parigi che sale dello 0,83%.
La pressione, per quanto riguarda l'Italia, non si alleggerisce di molto neanche per quanto riguarda lo spread, che chiude sotto quota 280, a 279,6 punti base, ma col rendimento del Btp decennale ancora alto al 3,1%. Un dato, legato come ormai da settimane alle fibrillazioni politiche e ai timoro degli investitori in vista di una legge di Bilancio che dovrà mostrarsi solida sul fronte delle coperture e della discesa del rapporto debito/Pil, che come sempre pesa in particolare sul comparto bancario. Peggio di tutti, oggi, fa Banco Bpm (-3,96% a 2,09 euro), ma a segnare flessioni nette sono anche le due big Intesa Sanpaolo (-1,81% a 2,19 euro) e Unicredit (-1,10% a 13 euro), quest'ultima sempre appesantita dalla situazione turca, in ragione delle proprie esposizioni.
A soffrire è anche Stmicroelectronics, che perde il 3,18% a 17,335 euro. Il malumore intorno al titolo dei semiconduttori arriva da lontano, ed è correlabile al calo dell'utile netto trimestrale segnato da Tencent, uno dei massimi player mondiali del settore tecnologico. I prezzi del petrolio in moderato progresso, col Brent che alle 18.15 prezza 71,16 dollari per barile, non scaldano il comparto oil&gas: se Saras mette a segno un progresso dello 0,65% a 2,17 euro, il titolo Eni cala infatti dell'1,25% a 15,91 euro e Tenaris lascia sul campo l'1,95% a 14,57 euro. Giornata positiva invece per Unipol, che guadagna il 3,59% a 3,69 euro, e per la controllata UnipolSai, che avanza dell'1,28% a 1,93 euro. Bene anche Buzzi Unicem (+3,03% a 17,83 euro) e Campari (+1,55% a 7,54 euro), mentre tornando agli istituti di credito la performance migliore è quella di Mediobanca (+2,12% a 8,49 euro).

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