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martedì 21 agosto 2018

EUR/USD: gli acquisti proseguono. Come posizionarsi nel breve?


Non si ferma il recupero dell'euro nei confronti del dollaro, con un rialzo che è giunto quest'oggi alla quinta seduta consecutiva e che dai minimi di mercoledì scorso ad un passo da quota 1,13, ha portato ad un rimbalzo di oltre due figure. Nella seduta di ieri c'è stata una bella impennata del cross che dai minimi a ridosso di 1,14 si è spinto ad un passo dagli 1,15 in chiusura, superando questo livello oggi.
Mentre scriviamo la moneta unica passa di mano contro il biglietto verde a 1,1565, con un rialzo di circa lo 0,6% rispetto al close di ieri. 
Ad alimentare lo shopping sull'euro-dollaro, già partito a metà della scorsa settimana, contribuiscono senza dubbio le ultime dichiarazioni del presidente Trump.


Quest'ultimo non più tardi di ieri ha accusato nuovamente la Cina e l'Europa di manipolare le rispettive valute e al contempo ha ribadito di non essere entusiasta dei rialzi dei tassi da parte della Fed. Secondo Trump la Banca Centrale guidata da Powell dovrebbe dargli un aiuto, interrompendo il percorso di normalizzazione della politica monetaria durante il conflitto commerciale in atto.  
Secondo gli strategist di MPS Capital Services, il risultato di queste dichiarazioni non poteva essere che quello di un marcato deprezzamento del dollaro nei confronti delle principali valute, sia dei Paesi sviluppati che di quelli emergenti.


Gli esperti evidenziano che ora l'euro-dollaro si è riportato oltre la soglia di 1,15, precedente supporto e ora resistenza per il biglietto verde, ma sarà importante verificare ora se il cross riuscirà a chiudere la settimana oltre area 1,1550. 
A detta di MPS Capital Services infatti l'eventuale superamento di questo livello sarà utile per determinare se l'attuale movimento dell'euro-dollaro rappresenta un semplice pull-back tecnico o qualcosa di più.  
Indubbiamente è prematuro parlare ora di un'inversione di tendenza e secondo gli analisti di ING i commenti del presidente Trump sulla Fed e sulle valute non sono sufficiente per modificare il trend rialzista del dollaro.

La casa olandese crede che il rafforzamento del biglietto verde sia destinato a ripartire e potrebbe essere fermato solo dalla Fed, nel caso in cui la stessa desse l'impressione di voler rallentare il suo percorso di normalizzazione dei tassi di intesse. 
La ripresa del dollaro però a detta di ING difficilmente si materializzerà nel corso di questa settimana, visto che non ci sono elementi in grado di spingere la divisa Usa, su cui continueranno a pesare le parole del presidente Trump.


E se nel breve dopo un temporaneo arretramento il dollaro è atteso in ripresa contro l'euro, diverso è il discorso se si guarda più avanti nel tempo. Jp Morgan ad esempio ritiene che l'outlook di lungo termine suggerire un possibile ulteriore indebolimento del biglietto verde, per il quale lo spazio per nuovi apprezzamenti contro l'euro è limitato.   
A frenare un po' anche i colleghi di Mitsubischi Financial Group secondo cui l'ottimismo sul dollaro è diventato leggermente eccessivo.

Gli analisti segnalano che quando le posizioni rialziste sul biglietto verde sono arrivate su livelli elevati come quelli attuali, in passato il mercato non è riuscito a sostenerle a lungo, dando vita ad un rapido deprezzamento. 
A detta di Mitsubishi Financial Group un evento che potrebbe scatenare le vendite sulla valuta Usa è il simposio di Jackson Hole, da cui non sono attesi annunci rilevanti, ma anche le sfumature potrebbero rivelarsi decisive.

Fonte: News Trend Online

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