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mercoledì 29 agosto 2018

Dopo i record per Wall Street si avvicina il mese più difficile


L'accordo tra Usa e Messico sul commercio ha spinto ancora più in alto i listini statunitensi che si sono ritrovati ad aggiornare per l'ennesima volta i rispettivi massimi storici.

Wall Street torna alla carica

Ieri, infatti, il Nasdaq Composite, per la prima volta nella sua storia, ha superato quota 8.000 punti mentre l'S&P 500 ha toccato nell'intraday i 2.900 punti arrivando alla vetta inesplorata dei 2.903,77 punti per poi ritirarsi, seppur di poco.

Nello specifico , il Nasdaq Composite con il suo 0,15% è arrivato a chiudere a 8.030,04 punti, l'S&P 500 a +0,03% ha strappato un saldo finale di 2.897,52 punti mentre il Dow Jones ha chiuso con un +0,06% a 26.064,02 punti. Vette che, proprio perché mai toccate, hanno portato più di un timore reverenziale tra gli operatori i quali stanno iniziando a sospettare che, ormai, gli argomenti per ulteriori rialzi siano del tutto esauriti.
Attualmente Wall Street è ampiamente considerato all'interno di un mercato rialzista che dura da circa un decennio e che recentemente ha tagliato il traguardo dle bull market più longevo della storia, per la precisione 3.453 giorni.

Per questo motivo, come spesso accade, una serie di circostanze così nettamente favorevoli, fa nascere il sospetto che qualcosa di negativo sia dietro l'angolo.
"Non può andare meglio di così, assolutamente non può andare meglio di così, ma non ti preoccupare perché continuerà perché Wall Street dice così.
Questa è la logica che sta guidando gli investimenti adesso. È un'assurdità, un'assurdità totale"
Questo, in sintesi, il giudizio di Peter Toogood, capo degli investimenti finanziari di Embark Group, società di consulenza finanziaria.
Finora il mercato è stato spesso sostenuto dalla Federal Reserve con le varie dichiarazioni accomodanti fate dai suoi governatori, ultima delle quali, in ordine di tempo, quella fatta dall'attuale numero uno della Fed, Jerome Powell al Jackson Hole Symposium del Wyoming la scorsa settimana.

Oltre la Fed, in attesa di settembre

Powell ha affermato che la banca centrale statunitense probabilmente manterrà il suo programma di inasprimento della politica se l'economia continua a rafforzarsi.

Una spinta che è diventata un turbo con l'arrivo dell'accordo Usa-Messico il quale di fatto spazza via una delle fonti di incertezza più forte sui mercati e che, con effetto domino, potrebbe rasserenare anche l'atmosfera dei rapporti diplomatico tra Usa e Canada, quest'ultimo chiamato in causa proprio dal presidente Usa Donald Trump per essere coinvolto nella seconda fase del progetto, e anche tra Usa ed Europa.
Ma all'orizzonte si prospetta l'arrivo di uno dei mesi statisticamente più difficili su Wall Street, settembre, almeno secondo i dati di "Stock Trader's Almanac".
In questo periodo, infatti, il Dow ha in media un calo dello 0,7 percento, mentre lo l'S&P 500 scende in media dello 0,5 percento e il Nasdaq Composite cala dello 0,5 percento.

La conferma arriva sempre dai numeri: negli ultimi 23 anni per 14 volte il nono mese dell'anno ha visto un progressivo calo delle perfromance sui listini Usa fino ad arrivare a pericolosi sell off negli ultimi giorni del mese, una volatilità che potrebbe essere accentuata dall'approssimarsi delle elezioni di medio termine previste per novembre.
Da qui il sospetto che i numeri fino qui visti sugli indici a stelle e strisce potrebbero non ripetersi più.
Fonte: News Trend Online

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