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lunedì 20 agosto 2018

David Stockman: un incidente sui mercati è inevitabile


A pochi giorni dall'anniversario di quello che dovrebbe essere il più lungo mercato rialzista nella storia degli Stati Uniti, David Stockman avvisa gli investitori sull'inevitabilità di un incidente che dovrebbe verificarsi presto sui mercati. 

La view di Stockman 

L'ex direttore della gestione e del budget nell'amministrazione Reagan, incolpa di questo il deficit Usa e soprattutto l'imposizione delle tariffe doganali alla Cina.

Non solo, ma stando alle sue dichiarazioni, l'economia Usa, non sarebbe così florida come una “Casa Bianca sconvolta”e un ambiente politico in cui “tutti mettono la testa sotto la sabbia”vorrebbero far pensare. La molla di tutto, catalizzatore verso la dstruzione del mercato, sarà la guerra commerciale con la Cina
"Non avremo una soluzione felice in questa caso, siamo già in una grande guerra commerciale e andrà sempre peggio perché Donald Trump è sconvolto, ed è completamente ignorante circa le dinamiche economiche del commercio", ha aggiunto Stockman. 
“I nostri grandi deficit commerciali sono il risultato di una cattiva politica monetaria avuta per decenni e non degli accordi commerciali sbagliati: mettere gli Usa al di fuori delle organizzazioni mondiali del commercio causerà un deragliamento dell'intera economia.”
Intanto l'attesa è per i colloqui tra Cina e Usa che inizieranno a fine mese e che vedranno al centro dell'incontro, non soo i dazi ma, probabilmente, anche la debolezza dello yuan cinese.

L'attesa per i colloqui con la Cina

Ne è convinto anche Robin Brooks, capo economista dell'Institute of International Finance.

La valuta cinese si è indebolita nei confronti del biglietto verde a causa sia delle crescenti tensioni commerciali, sia dell'aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti che hanno spinto al rialzo il valore del dollaro. Un trend che, secondo molti, potrebbe essere una strategia deliberatamente adottata da Pechino per contrastare i dazi imposti da Washington sulle sue merci.
La minaccia diretta pronunciata dal presidente Usa Trump, ovvero quella di estendere a tutto il flusso commerciale Usa-Cina l'aumento delle tariffe doganali (si parla di oltre 500 miliardi di dollari) metterebbe in difficoltà Pechino dal momento che, pur attuando la stessa strategia, il flusso di merci in arrivo da Washington è di gran lunga inferiore.

In altre parole la Cina importa dagli usa meno merci sulle quali apporre tariffe. Da qui la scelta di dover trovare altri campi d'azione, primo fra tutti la svalutazione dello yuan.
Fonte: News Trend Online

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