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venerdì 17 agosto 2018

Borse: prudenza nel breve, ma nessun timore nel lungo termine

 
Di (KSE: 003160.KS - notizie) seguito riportiamo l'intervista a Pietro Paciello, CEO e Chief Analyst della Pro Markets Sagl, Asset Management Company, al quale abbiamo rivolto alcune domande sulle valute, su alcune commodities e sugli scenari attesi per le Borse. Pietro Paciello è autore del libro appena pubblicato TRADING PLAN. Per info clicca qui.
Come valuta i recenti movimenti del dollaro-yen e dell'euro-dollaro e cosa si aspetta nel breve per questi due cambi?
In questo momento vedo un dollaro-yen che tende ad indebolirsi e questo indebolimento potrebbe proseguire e potrebbe portare le quotazioni a contatto con area 108/107,5. Questo darebbe chiaramente all'euro-dollaro una spinta rialzista, tenendo presenta che l'area di 1,13 lambita nei giorni scorsi, per quanto non graficamente significativa, è una cifra tonda come si suol dire e quindi potrebbe favorire un rimbalzo anche corposo.
A livello di correlazione i due cambi mi sembrano ben indirizzati, con il dollaro-yen verso il basso e con un potenziale target a 108/107,5 come detto prima.
Per il momento vedo un dollaro che si indebolisce soprattutto contro euro, mentre è meno poderosa la dinamica contro yen, ma il breakout di area 111 da parte del dollaro-yen è significativo e dovrebbe portarlo a scivolare verso il basso.
Qualora il cross dovesse spingersi di nuovo sopra i 111,5/112, l'analisi fatta poc'anzi scricchiolerebbe un po', ma al momento il dollaro-yen mi sembra ben indirizzato verso il raggiungimento di obiettivi più bassi.
A differenza del dollaro-yen che ha appena violato al ribasso una struttura portante rialzista, l'euro-dollaro ha rotto diverso tempo fa questo livello tecnico. Il rimbalzo in atto è sicuramente da ipervenduto, caratterizzato peraltro da due componenti interessanti: da un lato la cifra tonda di 1,13 su cui si è fermato due giorni fa e dall'altro il fatto che l'euro-dollaro non sta disegnando una divergenza rialzista.
Dire che è presto per parlare di un'inversione per l'euro-dollaro e non mi sembra che ci siano ancora gli elementi in tal senso. Il rimbalzo è in ogni caso graficamente ben costruito e mi aspetto che possa proseguire verso area 1,155/1,16, ma sarebbe ancora un rimbalzo in una dinamica ribassista che vada a creare delle opportunità di vendita a livelli più alti e interessanti.
Le dinamiche in questo momento sono di breve-medio termine e nel quadro di lungo nulla è cambiato. Per l'euro-dollaro l'area 1,13 mi sembra abbastanza solida, anche a giudicare dall'efficacia con cui si sta concretizzando il rimbalzo in queste ore.
L'oro mostra ancora debolezza, tanto da scendere anche al di sotto dei 1.180 dollari al barile. La tendenza in atto è destinata a proseguire o si aspetta una reazione da questo asset?
Sono stupito dal fatto che l'oro abbia perso l'area dei 1.200 dollari con tanta facilità. Stiamo assistendo ad un movimento di indebolimento continuo e costante, probabilmente dovuto anche ai rumor a livello geopolitico, con molte nazioni che continuano a vendere asset in gold, a partire dalla Turchia, a quanto pare per controbilanciare altre dinamiche.
L'area dei 1.200 dollari ha una certa valenza e potremmo rivederla in caso di prosecuzione dell'indebolimento del dollaro. L'oro a livello strutturale è poco valutabile nel lungo termine, ma nel breve probabilmente si prepara ad un rimbalzo che ancora una volta sarebbe un potenziale pull-back ribassista verso area 1.210, dove incontrerà il vecchio livello di supporto e da lì dovrebbe scivolare nuovamente verso il basso.
Nel breve vedo un indebolimento del dollaro e quindi un oro in salita, mentre nel lungo periodo è ancora tutto da valutare con attenzione.
Al pari dell'oro anche il petrolio è stato oggetto di vendite nelle ultime sedute, fermandosi per il momento sopra i 65 dollari al barile. Gli acquisti ripartiranno a breve?
Per il petrolio l'area dei 65 dollari sembrava una dinamica supportiva interessante e di fatto al momento non è stata violata. In caso di cedimenti al di sotto di tale soglia si aprirà lo scenario per un ribasso molto più poderoso.
Il trend di lungo rimane palesemente rialzista, ma se il petrolio dovesse cedere i 64 dollari troverebbe un supporto successivo a 56 dollari.
Dal punto di vista pratico quella dei 65 dollari è un'area moderatamente buy per l'oro nero, facendo attenzione alla tenuta dei 64 dollari, ma anche in questo caso parliamo di movimenti di trading di breve-medio termine e non di dinamiche operative di lungo periodo.
Alla luce di quanto esposto fino ad ora, cosa può dirci per le Borse?
Appare evidente che c'è una situazione di mercato tutto sommato molto tecnica, ma relativa a singoli asset. Non mi sembra che in questo momento il contesto intermarket sia un driver efficace, vista anche la scarsità dei volumi che rende più agevole provocare dei movimenti direzionali anche ampi sui diversi asset.
Non prescindendo dalle analisi di breve-medio termine realizzate poc'anzi sui singoli strumenti, a livello di azionario continuo a suggerire di guardare il Dow Jones che, malgrado le turbolenze degli ultimi giorni, rimane ben impostato al rialzo.
L'indice americano segnalerà un pericolo per le Borse solo con una chiusura al di sotto dei 24.700 punti e fino a quando il Dow Jones si manterrà al di sopra di tale soglia non credo ci siano motivi per temere grandi scossoni sull'azionario in generale.
Non compro azioni in questo momento perchè lo scenario intermarket mi sconsiglia di farlo, ma dal punto di vista pratico in una analisi di lungo non vedo elementi per preoccuparsi più di tanto per le Borse.
Per il momento sono flat in attesa di vedere nelle prossime giornate se ci sarà una potenzialità di accumulare al rialzo o viceversa.
In sintesi la dinamica attuale dell'azionario suggerisce prudenza nel breve e nessun timore nel lungo termine.

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