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mercoledì 29 agosto 2018

Borsa Italiana ancora in leggero calo: bene Ferrari, male TIM


Ancora sottotono nel pomeriggio l'azionario italiano mentre i maggiori listini europei appiano contrastati. A Piazza Affari il *Ftse Mib *cede lo 0,10% e il Ftse Italia All Share lo 0,11% mentre il Ftse Italia Mid Cap perde lo 0,03% e il Ftse Italia Star guadagna lo 0,28 per cento.
Leggere vendite appesantiscono i titoli di Stato del Vecchio Continente con il BTP italiano che registra un rialzo del rendimento di 2 punti base al 3,18%, mentre lo yield del Bund tedesco cresce allo 0,41% (+2 pb).

Lo *spread BTP/Bund *si pone dunque a 277 punti base. 
Il ministro italiano dell'Economia Giovanni Tria ha smorzato le recenti dichiarazioni del vicepremier Luigi Di Maio su un possibile sforamento del tetto del 3% di deficit/Pil. "Il governo continuerà a ridurre il rapporto tra debito e Pil, mentre il tetto del 3% tra deficit e Pil è stato criticato anche da chi lo ha inventato, ma questo è molto diverso dal dire che lo supereremo", ha dichiarato Tria.

Da segnalare che il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha pubblicato la seconda stima preliminare del PIL relativo al secondo trimestre 2018, indicando una variazione annualizzata del 4,2% superiore al +4,0% atteso ed alla precedente stima del +4,1%.
A Milano appare nel pomeriggio contrastato il comparto bancario.

Unicredit *cede lo 0,47%, *Intesa segna un ribasso dello 0,14% e Bper *perde l'1,03%. *Banco BPM *recupera invece lo 0,12%, *Fineco lo 0,35%. Male *Mediobanca *(-0,78%).
Ancora incerto il settore delle utility con il *Ftse Italia Servizi Pubblici *che segna un calo dello 0,25 per cento.
*A2A *si porta però sopra il riferimento in queste ore (+0,24%) ed *Enel *limita i danni a un -0,09 per cento.
*Atlantia *segna un calo dello 0,50%. In un'intervista a la Repubblica, l'ad Giovanni Castellucci ha aperto all'ipotesi di ingresso di Cassa Depositi e Prestiti nel capitale del gruppo e, smentendo progetti o contatti attuali, ha ricordato la cooperazione della società con soggetti istituzionali anche di matrice pubblica.

Rigido invece il manager sulla possibilità di una nazionalizzazione: Castellucci ha osservato che sono i contratti e la Costituzione a chiarire quali sono le condizioni per una nazionalizzazione (implicitamente richiamando le ipotesi di una possibile guerra legale con lo Stato). Il manager ha inoltre affermato che, rispetto a quando le Autostrade erano pubbliche, gli investimenti si sono moltiplicati, gli introiti pubblici sono aumentati e gli incidenti sono diminuiti.
In deciso rialzo Ferrari: l'azione guadagna il 3,331% e si riporta a 113,8 euro. A incoraggiare i corsi contribuisce probabilmente la promozione del titolo da parte di HSBC da hold a buy con un prezzo obiettivo in crescita da 114 a 133 euro. Influisce positivamente però anche l'imminente quotazione di Aston Martin che potrebbe regalare appeal al settore in caso di multipli generosi.

Nei giorni scorsi il comparto automotive si è avvantaggiato dell'accordo commerciale USA-Messico che lascia sperare in un atteggiamento più accomodante degli Stati Uniti sui dazi. *FCA *cede però in queste ore lo 0,88% mentre *CNH Industrial *guadagna l'1,45 per cento.
Ancora vendite su *Telecom Italia *che perde il 2,22% e si riporta a 58,06 centesimi in una giornata complicata per le tlc con l'indice di settore *STOXX Europe 600 Telecommunications *che segna un ribasso dello 0,49 per cento.

Si attendono consistenti vantaggi dall'ammodernamento del network fisso verso una rete integrata "Full Ip" che dovrebbe progredire nei prossimi mesi. Stime risalenti al periodo di Flavio Cattaneo ipotizzano risparmi da € 700 mln complessivi. l titolo però continua a soffrire e tratta su livelli che non si vedevano dal 2013.
Numerose le incertezze. La rete in rame di Telecom potrebbe pesare sulle valutazioni da svolgere in caso di creazione di una rete unica Tim-Open Fiber. Si teme inoltre l'impatto dell'ingresso sul mercato del nuovo concorrente Iliad o un'instabilità della governance nel difficile equilibrio tra Vivendi e il fondo Elliott.
Tra i titoli a capitalizzazione minore si segnala *Brunello Cucinelli *che cede il 2,27% dopo la pubblicazione dei dati del primo semestre del 2018.

Nel periodo il gruppo ha accresciuto i ricavi del 9% a 269,5 mln e l'utile netto normalizzato del 19,7% a 23,8 mln, il debito netto è stato tagliato da 59,4 a 44,0 milioni di euro, ma alcuni osservatori indicano gli obiettivi di debito 2018 (sarebbero a 16 mln contro la stima precedente a 4-5 mln) come peggiorati e i multipli generosi potrebbero suggerire nel breve delle prese di profitto.
(GD - www.ftaonline.com)
Fonte: News Trend Online

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