-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

martedì 28 agosto 2018

Bond oggi: la liquidità dei venezuelani cala. Attenti!


Book decisamente spostati a favore degli acquirenti per le obbligazioni del Venezuela quotate su Tlx (ma anche su varie Borse internazionali), con l’effetto che gli spread si ampliano: quasi 120 punti base ieri per il 7% 31mz38 (Isin USP97475AJ95) e 90 punti base per il 9% 07mg23 (Isin USP17625AA59), con per alcuni volumi in forte discesa e per altri scambi quasi a zero.
E’ la fotografia di un crollo ormai definitivo, confermato dal fatto che le quotazioni sono quasi tutte da tempo allineate sui 25 $, senza scarti fra rendimenti nominali e durate residue. Gli operatori specializzati su questo emittente lo ammettono chiaramente: “è il caos!”.

Aggravato dal mancato rimborso per 1,15 miliardi a metà mese e dal quanto meno fallimentare lancio della nuova valuta nazionale, il Bolivar, subito ipersvalutata.

I creditori fanno i conti

La situazione è talmente confusa che non si riesce a comprendere quali possibilità ci siano per far sì che le obbligazioni venezuelane ripaghino in qualche modo gli investitori, in realtà audaci, soprattutto nell’ultima fase dei mercati.
Il problema infatti è che i creditori commerciali cominciano ad affidarsi sempre più ai tribunali, per vicende complesse. Hanno inizio così i sequestri di beni di alcune società venezuelane negli Usa. Di fatto non pochi parlano di un vero e proprio default definitivamente conclamato, mentre l’ipotesi di una ristrutturazione del debito, su cui si punta da tempo, starebbe incontrando ostacoli, anche perché impedita dalle sanzioni economiche adottate dagli Usa. 

Goldman incassa una sconfitta

Se chi ci legge pensa alle proprie perdite sappia che è in buona compagnia.

Goldman Sachs avrebbe riportato disavanzi per centinaia di milioni di dollari dall’acquisizione di titoli avvenuta lo scorso anno. Allora la decisione era sembrata sì coraggiosa ma dettata probabilmente da garanzie di Caracas a onorare il pagamento delle cedole. Ora il bilancio è totalmente in rosso, poiché – secondo stime di Morningstar – nel maggio 2017 sarebbero stati acquistati bond per nominali 2,8 miliardi di $, soprattutto della controllata statale Pdvsa.

Il prezzo medio della transazione fu stimato in 31 cents; ora i titoli quotano a 18 cents. Il problema è che sul mercato c’è molta meno carta, ma dal gruppo giungono rassicurazioni. Una parte dei bond sarebbe stata venduta a hedge fund specializzati in emergenti con plusvalenze seppur modeste.
E inoltre il pagamento delle cedole – per alcuni bond – avrebbe compensato le perdite. Il giudizio complessivo dell’operazione risulterebbe quindi meno negativo di quanto i media Usa sostengano.

Cautela si impone

Il quadro generale è indiscutibilmente molto incerto e le speranze di una ristrutturazione si starebbero riducendo.

L’anno scorso Caracas aveva ipotizzato una soluzione di concambio con bond espressi nella locale criptovaluta, il petro, ma poi non se ne è saputo nulla. L’idea di trovare in qualche modo una correlazione con il petrolio estratto dal Venezuela appare altrettanto nebulosa. Occorre quindi attendere le evoluzioni, che potrebbero essere rinviate nel tempo, poiché nella fase attuale a Maduro e ai suoi uomini tutto interessa, salvo ripagare le obbligazioni agli investitori internazionali. 
Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento

LA SETTIMANA CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.