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lunedì 27 agosto 2018

Bond oggi: in valuta, lo scherzetto della lira turca


Addio volatilità per il Try sull’euro! Che è come dire goodbye alle foglie che cadono in autunno. Dopo il crollo iniziato con il mese di agosto e accentuatosi fra il 10 e il 13, il cross si è andato a consolidare e negli ultimi quattro giorni sembra quasi anestetizzato fra 6,945 e 7,09.
Vista in termini grafici è una forchetta quasi nulla, identica a quella dell’ultima settimana di luglio. E’ pace prima di un’ulteriore tempesta? Difficile dirlo ma quanto meno si sta evidenziando una chiara impostazione, utile per distinguere alcuni riferimenti determinanti.

Il primo riguarda la resistenza di 7,92 Eur/Try, punto di arrivo dei giorni 13 e 14 agosto. Due supporti notevoli si collocano invece a 6,65 e a 6,34, dove si situa attualmente, nel secondo caso, il SuperTrend. 

Impatti da valutare

Il crollo della volatilità, cui ci aveva abituati la lira turca nell’ultimo periodo, trova un riscontro nelle incertezze sugli effetti che la forte svalutazione avrà sui conti delle aziende private e dello Stato.
Ora ci si attende una serie di rialzi dei tassi di interesse, inevitabile malgrado l’opposizione della politica. E poi un diverso approccio fiscale. Il problema non sta tanto nell’attuazione o meno di queste svolte – considerate imprescindibili – quanto nei loro tempi di messa in opera.

La condizione quindi è ancora molto fluida, bloccando il cambio valutario, che attende appunto evoluzioni.

E’ chiaro ormai un indirizzo

Tornando all’analisi grafica, che è quanto più interessa, si è identificato un netto canale ribassista, messo in evidenza da due trendline, una superiore di collegamento fra i minimi per il Try del dicembre 2017 e il minimo a 8,08 del 13 agosto e una inferiore – molto più importante – su cui si sta appunto appoggiando la valuta.

Da sei sedute infatti la lira turca combatte con questa trendline che separa l’area ribassista da una di progressiva normalizzazione. Ciò conferma quanto già si diceva di un periodo di attesa, destinato forse a proseguire ancora per qualche tempo.

Un po’ di debolezza per il peso messicano

Altro fronte, altra situazione.
Delle valute emergenti è quella che ha sofferto meno l’effetto Try. Il ritorno sotto i 21,5 del Mxn contro i 24,5 di giugno è stato un bel passo avanti, dovuto al processo di stabilizzazione politica in corso nel Paese centro americano. Un po’ di debolezza si sta comunque registrando nelle ultime sedute: lo testimonia la rottura della resistenza di breve periodo, collocata a 21,83, ma proprio l’avvio delle contrattazioni di questa mattina ha visto il cross riportarsi su tale livello.

Miglioramento anche per il rand sudafricano, dopo gli eccessi ribassisti del 13 agosto, in coincidenza con il cedimento della lira turca. Molto deboli invece real brasiliano e rublo russo: quest’ultimo tornato su quota 78 contro euro. 
Fonte: News Trend Online

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