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mercoledì 29 agosto 2018

Bond oggi: Btp sui supporti. E’ l’avvio dell’autunno caldo?


Il micro tentativo di rimbalzo dei giorni scorsi è fallito. Il Btp long future torna vicino al supporto dei 122,36. In realtà la definizione del relativo livello potrebbe portare a fissarlo a 120,6, lasciando un po’ più di respiro. Nel primo caso corrisponde al V Bottom dell’8 giugno scorso, figura abbastanza interessante successiva al crollo del 29 maggio e che fra l’altro è stata riproposta, sebbene in dimensioni minori, a metà agosto.
I 120,6 coincidono invece con il minimo dello stesso 29 maggio, giornata apice del crollo primaverile. 

Per alcuni titoli è supporto netto

Naturalmente il Btp future ha sue dinamiche, mentre i singoli titoli possono scostarsene in misura più o meno accentuata. Vediamo alcuni esempi di governativi italiani venutisi a congiungere nelle ultime ore con i rispettivi supporti.

Tre casi significativi riguardano il Cct dicembre 2022 (Isin IT0005137614 – Euribor 6 mesi + 0,7%), tornato a collocarsi sul valore di 93,48, il Btp 5% 2040 (Isin IT0004532559), appoggiatosi sui 117,9, e il Btp 4,25% marzo 2020 (Isin IT0004536949), addossatosi a 104,46. Abbiamo scelto una terna di titoli a caso di categorie diverse, ovvero Cct, Btp lunghi e Btp corti, per confermare come il trend ribassista abbia toccato quote decisive per identificare possibili ulteriori affondi. 

Il 67 è già sotto

Inevitabile una verifica del Btp più seguito in assoluto, il 2,8% 2067 (Isin IT0005217390), che resta sempre fra gli iper scambiati, sebbene negli ultimi giorni non ai vertici della relativa classifica, superato da scadenze medie: ieri per esempio da alcuni 2022.

In questo caso il supporto di 84,72 è un ricordo quasi lontano, poiché oltrepassato il 13 agosto scorso. Da allora tutte sedute negative – salvo il 20 agosto – e soprattutto una compressione stretta fra la media mobile a 10 sedute e la banda inferiore delle Bollinger, situazione grafica interessante poiché sintomatica per controllare eventuali scostamenti futuri.
Sceso sotto gli 82, il 2067 punta ormai agli 80 di inizio 2017. 

Tutta colpa dei Ctz?

Certamente l’accentuazione della debolezza deriva dalle dichiarazioni del Governo di un ipotetico sforamento del rapporto 3% per il debito/Pil ma la causa scatenante è stata ancora una volta di natura tecnica, ovvero il guizzo dei tassi dei Ctz dell’asta di ieri, passati dal rendimento dello 0,647% della precedente offerta all’1,277%.

Si tratta quasi del doppio e del valore più alto da fine 2013. Una situazione quindi complessa e che tale resterà ancora per alcune settimane. Il detonatore dell’autunno rosso è stato avviato nelle ultime 24 ore? Forse sì ma è pur vero che il coro degli ottimisti resta compatto.
Impossibile dire se hanno ragione loro. 
Fonte: News Trend Online

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