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martedì 14 agosto 2018

Azimut (+2.5%): La rabbia dei vertici mette il turbo al titolo


Numeri di tutto rispetto quelli sfornati dal management di Azimut con il totale delle masse comprensive del risparmio gestito e amministrato che si attesta a fine luglio a 52,7 miliardi e una raccolta nel solo mese di luglio positiva per 775 milioni di euro, in parte grazie all'ulteriore contributo delle attività estere del Gruppo.
Nonostante questi numeri Azimut segue da qualche mese la tendenza ribassista subita dall indice di appartenenza Ftse Mib, perdendo valore rispetto ai massimi di inizio anno a ridosso dei 18 euro e lasciando al futuro le prospettive di salita oltre i 21 euro secondo i target di quel periodo.
Dunque come ha correttamente rimarcato il fondatore e presidente Pietro Giuliani, tenuto anche conto dell'importo eccezionale del dividendo distribuito a maggio, oltre il 12%, il calo del titolo al netto non è comunque giustificabile e non rispecchia il fair value della società stimato intorno i 50€.
Invece dal punto di vista dell'analisi grafica i prezzi esprimono dalla fine di giugno il netto consolidamento della fascia di resistenza compresa tra 13.20 e 13.75€, intorno alla quale si è formato un promettente canale rialzista con prospettive di risalita verso prima 14.75 e poi le resistenze di 15.70 e 16.20€ a seguire.
L'analisi dell'indicatore di trend macd conferma la perdita di pressione delle vendite, che si scontrano con l'ottima tenuta del supporto di dei 13.20€ e che ha richiamato ulteriori acquisti, portando il recupero oltre 13.75€ livello poi consolidato.
Tale livello ha poi  fornito lo spunto per l'ulteriore risalita verso 14.50 di oggi e 15.55 prossimo target, ma comunque molto lontani dalle aspettative del presidente di Azimut.

Strategia operativa

Per operazioni long: per orizzonti d'investimento di medio termine accumulare lungo entro la fascia di prezzo compresa tra 13 e 15 euro, monitorando il fondamentale supporto di lungo periodo di 11.70 quale ultimo baluardo per considerare la tendenza di lungo termine come rialzista.
Per operazioni short: tenuto conto dell'elevata volatilità dei prezzi, in un'ottica di breve termine è possibile approntare una strategia di copertura degli scenari possibili, acquistando sia una call, che una put con strike 15 e scadenza dicembre 2018.
Fonte: News Trend Online

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