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venerdì 17 agosto 2018

Atlantia, analisti: "Governo non revocherà concessione"

Atlantia, analisti: "Governo non revocherà concessione" 
Giornata nera in Borsa per Atlantia, la società che controlla Autostrade per l'Italia. In attesa che la magistratura compia tutti gli accertamenti per stabilire la causa del crollo del ponte Morandi a Genova, il cui bilancio provvisorio è di 38 morti, il governo minaccia la revoca della concessione autostradale. Un'ipotesi che spinge al ribasso il titolo, nell'incertezza prevalgono le vendite: dopo una seduta costantemente sotto pressione, chiude con un calo del 22,26% a 18,30 euro, 'bruciando' 4,2 miliardi. La capitalizzazione si attesta a 15,35 miliardi di euro. Oltre la media, i volumi di oggi con 33 milioni di pezzi passati di mano.  
Pesa l'incertezza - "Il mercato ha decretato, per ora, il suo conto che si attesta a circa 5 miliardi. Come concessionaria Atlantia non può dire, in attesa che la giustizia quantifichi responsabilità e danni, di non avere responsabilità perché i ponti non devono crollare. Se il mercato riesce bene a prezzare il rischio, non lo fa così bene con l'incertezza e in un momento di grandissima confusione le vendite potrebbero proseguire: la regola è 'prima si vende, poi si fanno domande'", spiega un analista all'Adnkronos.  
Per un altro esperto, Atlantia potrebbe posizionarsi in una "forchetta di prezzo tra 15-17 euro per azione". Il vero pericolo potrebbero arrivare dalle vendite sui titoli obbligazionari: i bond con scadenza luglio 2027 (circa un miliardo) hanno toccato il minimo storico a 89 centesimi, record negativo anche per le obbligazioni con scadenza settembre 2029 (valore di 700 milioni) scivolate a 92 centesimi. "Chi ha i titoli ha paura, ma consiglio per ora di stare fermi, di mantenere il sangue freddo. Di non vendere, la botta ormai l'hai presa e magari poi risale, né comprare perché ci sono troppi elementi di incertezza con tempi, immaginiamo, lunghi" dice all'Adnkronos Massimo Intropido, fondatore e responsabile di Ricerca e Finanza.  
Rating sotto osservazione - In serata arriva la nota di S&P. L'agenzia annuncia di avere messo sotto osservazione il rating BBB+ di Atlantia e delle controllate Adr e Aspi. Il creditwatch negativo - che prelude a un possibile taglio del rating - è dovuto alla "difficoltà di quantificare le conseguenze operative e finanziarie" del crollo. 
L'esperto contro il governo - "Di fronte a un governo populista, senza background, con ministri di cui non si conosce neppure il curriculum, la gente vende. E' un esecutivo che non si sta muovendo in un quadro legale e non rispetta il contratto bilaterale", aggiunge senza mezzi termini un esperto che preferisce restare anonimo, "sorpreso" da alcune dichiarazioni del premier Conte rispetto ai termini del contratto con Autostrade per l'Italia. L'articolo della Convenzione Unica che disciplina la 'decadenza della concessione' prevede "la grave inadempienza da parte del concessionario rispetto agli obblighi previsti"; al concessionario oltre a una comunicazione formale - ad ora mai arrivata nelle mani di chi gestisce quel tratto dell'autostrada A10 - va garantito "un congruo termine", non inferiore a 90 giorni, "per fornire le proprie giustificazioni".  
Nel caso di revoca delle concessioni, ipotesi che in diversi report si tende ad escludere, si potrebbe aprire un balletto di ricorsi e controricorsi davanti alla giustizia amministrativa. "Stupisce la leggerezza di alcune frasi pronunciate da esponenti di primo piano del governo - aggiunge un analista all'Adnkronos - che sembrano evocare un'espropriazione dell'asset autostradale, una fattispecie che non ha mai avuto luogo in democrazie europee".  
ATLANTIA SI DIFENDE - L'annuncio da parte di esponenti del governo dell’avvio di una procedura per la revoca della concessione di Autostrade per l’Italia "è stato effettuato in carenza di qualsiasi previa contestazione specifica alla concessionaria e in assenza di accertamenti circa le effettive cause dell’accaduto", afferma in una nota Atlantia, pronta a ricostruire il viadotto in tempi record. La famiglia Benetton "farà tutto ciò che è in suo potere per favorire l'accertamento della verità e delle responsabilità dell'accaduto". Autostrade per l'Italia e la capogruppo Atlantia, negli ultimi 10 anni, "hanno investito oltre 10 miliardi di euro nell'ampliamento e ammodernamento della rete autostradale italiana", si evidenzia.  
CONCESSIONI NEL MIRINO, AFFOSSANO TITOLO AUTOSTRADE - Se nessuno tra gli analisti interpellati vuol sentire parlare di "statalizzazione", c'è chi non nasconde che "la concessione è stata un pessimo affare per lo Stato - emerge anche in rapporti di Anac e Banca d'Italia in cui si parla di extra remunerazione per il concessionario - e un ottimo affare per i Benetton con effetti molto positivi sulla generazione di cassa" per il gruppo con utili pari a 1,1 miliardi e più volte interessato ad altre autostrade europee. "Quello che potrebbe accadere - spiega un analista - è che lo Stato proverà a ricontrattare queste concessioni ma è difficile, visto che alcuni documenti sono secretati, capire quale potrebbe essere il prezzo che potrebbero pagare i Benetton". La posizione del governo Conte spaventa il settore che chiude in calo con Sias (-7,3%), Astm (-10,5%) e Autostrade Meridionali (-2,96%).  
webinfo@adnkronos.com

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