-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

venerdì 6 luglio 2018

Segnali di recupero in Europa


Quella che nei giorni scorsi ho definito “voglia di tregua” da parte dei mercati azionari, è stata confermata dalla ripresa delle contrattazioni americane, dopo la Festa dell’Indipendenza. Gli indici europei, che mercoledì sono rimasti sostanzialmente inchiodati ad attendere che finisse la festività USA, ieri hanno avuto un buon risveglio, andando a recuperare mediamente circa un punto percentuale di performance, nonostante che dall’Asia non fossero arrivate notizie confortanti.
Infatti ieri l’indice giapponese Nikkei aveva realizzato la sesta seduta negativa delle ultime 7 e la quarta consecutiva, mentre anche la borsa cinese di Shanghai continuava a rotolare a pochi punti da quota 2.700, quando solo il 21 maggio quotava oltre quota 3.200 punti.
Ciò nonostante, dopo un breve tentennamento iniziale, gli indici europei hanno cominciato a salire con vigore, trainati da un imponente rally del settore auto.

Si sono infatti diffuse voci di un lavoro sotterraneo (ma non troppo, perché se così fosse non se ne sarebbe accorto nessuno) da parte di rappresentanti della commissione UE per trovare una soluzione che eviti l’introduzione di quei dazi sulle importazioni di auto europee minacciati a più riprese da Trump.
E sembrerebbe che la porta del governo USA non si sia chiusa alla mediazione, anche se nulla di definitivo, né, tantomeno, di ufficiale è trapelato. Ma i mercati vivono di rumor ed indiscrezioni e questa ipotesi ha dato la scossa al settore. Se si osservano le performance dei principali titoli automobilistici europei, si vede che i rialzi sono stati praticamente tutti superiori al 3%.

Sul nostro Ftse-Mib Fiat Chrysler ha fatto addirittura +5,8% ed ha trascinato al rialzo tutta la galassia Agnelli e l’intero indice, riuscendo a compensare le debolezze del settore lusso ed anche degli energetici, che hanno subito il rallentamento dei prezzi del petrolio, dopo un dato sulle scorte USA che, dopo molte settimane di calo, ha mostrato inaspettatamente una crescita.
Il buon tono europeo è poi stato confermato anche dal risveglio col piede giusto anche delle borse USA.
SP500 (+0,86%), con una seduta tutta in rialzo, ha annullato il passo falso di martedì scorso ed attende senza troppa ansia l’introduzione ufficiale dei dazi contro 34 miliardi di $ di prodotti importati dalla Cina, che avverrà oggi e sarà immediatamente seguita da un’equivalente ritorsione da parte cinese sui prodotti americani.
Se si confronta l’andamento comparato degli indici americano e cinese da quando è deflagrata la guerra commerciale, si nota nettamente che per i mercati chi subirà i maggiori danni saranno i cinesi.
Infatti se prendiamo come punto di partenza il primo aprile, data di entrata in vigore dei primi dazi americani su acciaio ed alluminio, che hanno scatenato la rincorsa a farsi del male, constatiamo che l’indice SP500 è salito del 3,6% mentre l’indice Shanghai Composite cinese nel medesimo periodo è sceso del -13,5%.
Sembra proprio che i mercati, che parteggiano sempre per il più forte, abbiano chiaramente scelto quale delle due potenze è destinata a soffrire di più.

Se vogliamo vederla dal punto di vista opposto, possiamo anche trarre la conclusione che la fine delle ostilità o almeno un alleggerimento del conflitto commerciale, quando avverrà, dovrebbe beneficiare soprattutto la borsa cinese.
Dal punto di vista grafico il recupero di ieri di Wall Street non è ancora sufficiente a sgombrare il cielo da tutte le nubi.
Infatti SP500 non è ancora riuscito a raggiungere quel livello di 2.746, abbandonato il 25 giugno e che da allora si è dimostrato scoglio insuperabile, nonostante due successivi tentativi di superarlo. Per attuare un terzo attacco mancano ancora una decina di punti, che magari potrebbero essere ricoperti oggi.

Certo, se il principale indice USA chiudesse la settimana al di sopra di questa resistenza, si presenterebbe lunedì in forma smagliante per approcciare la successiva battaglia con l’area di forte ostacolo compresa tra 2.792 e 2.802, ultimo diaframma da sfondare prima della volata verso i massimi di 2.873 segnati alla chiusura dell’ormai lontano 26 gennaio scorso.
Gli indici europei hanno invece già fornito ieri un primo segnale di inversione rialzista di breve, andando a completare il modello al di sopra delle loro prime aree di resistenza.

Sia Eurostoxx50 che il tedesco Dax hanno quasi 3 punti percentuali di ulteriore rialzo da compiere prima di incontrare i successivi ostacoli (3.540 punti per Eurostoxx50, 12.760 per il Dax).
Anche il nostre Ftse-Mib, sebbene un po’ più debole dei cugini europei, ha completato anch’esso un modello di inversione rialzista di breve (doppio minimo) ed ora ha spazio fino alla prossima dura resistenza di 22.516, dove il 14 giugno si erano infrante le speranze di recupero verso gli sfavillanti massimi di inizio maggio. 
Occorre però che oggi gli indici europei riescano a confermare il segnale di ieri.

Le premesse sembrano esserci, dato anche l’Asia sembra che si risvegli un pochino, con il Nikkei giapponese che ha già chiuso la seduta odierna con un incoraggiante +1,18% , mentre Shanghai, dopo aver sfondato anche quota 2.700, ha attuato una poderosa inversione di marcia e mentre scrivo sta segnando quasi un punto percentuale di rialzo.
Tutto sembrerebbe favorire un finale di settimana finalmente un po’ più disteso.

Autore: Pierluigi Gerbino Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento

LA SETTIMANA CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.