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mercoledì 18 luglio 2018

Rimbalzo per gli ETP sul petrolio


  • La corsa agli acquisti sembra trainare gli afflussi verso gli ETP sul petrolio in risposta al calo dei prezzi del greggio.
  • Con l’intensificarsi delle guerre commerciali, proseguono i disinvestimenti dagli ETP su panieri di metalli industriali per la quarta settimana consecutiva.
  • I deflussi dagli ETP sull’oro aumentano, portandosi al livello più elevato in 8 settimane.
Gli afflussi verso gli ETP sul greggio registrano un rimbalzo, salendo a 9,4 mio di USD dopo tre settimane consecutive di disinvestimenti, in quanto il calo delle quotazioni petrolifere sembra aver stimolato la corsa agli acquisti.

I prezzi del Brent hanno evidenziato la maggiore flessione giornaliera in quasi 2 anni e mezzo durante la scorsa settimana di negoziazione per il timore che la produzione petrolifera libica ritorni sul mercato prima delle attese. A innescare il calo è stata la notizia che i terminali petroliferi nella Libia orientale, rimasti chiusi per quattro settimane, torneranno in attività dopo essere stati ritrasferiti alla compagnia petrolifera statale NOC.
La sospensione della produzione libica aveva sottratto circa 800.000 barili al giorno dal mercato; adesso che le strutture libiche torneranno a una situazione di normalità, l’offerta di mercato dovrebbe aumentare nuovamente. “Le previsioni ribassiste contenute nei rapporti mensili dell’Energy Information Agency (EIA) e dell’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio (OPEC), che prefigurano un’espansione significativa della produzione non OPEC nel 2019, hanno esercitato ulteriori pressioni sul petrolio”, ha rilevato Massimo Siano, Co-Head of Southern European Distribution presso WisdomTree.
Con l’intensificarsi delle guerre commerciali, proseguono i disinvestimenti dagli ETP su panieri di metalli industriali per la quarta settimana consecutiva, sia pur a un ritmo più lento, attestandosi a 20,1 mio di USD.

La scorsa settimana l’amministrazione statunitense ha pubblicato un nuovo elenco di prodotti cinesi, del valore di 200 mrd di USD, che saranno soggetti a ulteriori dazi del 10% a decorrere dal 30 agosto. L'amministrazione degli Stati Uniti è anche impegnata in un braccio di ferro con Unione europea, Messico e Canada.
A causa della loro natura economicamente sensibile, i deflussi dagli ETP su panieri di metalli industriali rispecchiano le pressioni sui prezzi dei metalli derivanti dall’escalation delle guerre commerciali. Il crescente timore degli investitori è che l’incertezza sugli attriti commerciali potrebbe pregiudicare la crescita economica mondiale, con ricadute negative sulla domanda di metalli industriali.

Benché non si possa negare che il botta e risposta di misure ritorsive alimenti l’incertezza, ci aspettiamo di osservare una soluzione degli accordi commerciali prima delle elezioni di metà mandato di novembre. “Fino ad allora i prezzi dei metalli industriali dovrebbero evidenziare un andamento laterale volatile, ma i fondamentali a lungo termine rimangono favorevoli”, ha osservato Siano.
I deflussi dagli ETP sull’oro aumentano a 113,9 mio di USD, portandosi al livello più elevato in 8 settimane.

Le quotazioni aurifere hanno allungato le perdite per la terza settimana consecutiva, scendendo a 1.252,6 USD la scorsa settimana. Dall’inizio dell’anno gli ETP sull’oro hanno accusato disinvestimenti in 15 settimane su 28, per un totale di 517 mio di USD, indice del sentiment negativo nei confronti del metallo prezioso in un contesto di tassi in aumento.
La recente performance dell’oro appare in contrasto con alcuni noti fattori di supporto macroeconomici, dato che il metallo giallo non ha beneficiato dell’aumento dell’inflazione negli Stati Uniti e degli accresciuti rischi politici. Il dato sull’inflazione statunitense di giugno, pubblicato la settimana scorsa, ha raggiunto il livello più elevato in quasi 6 anni e mezzo, causando un’ulteriore diminuzione dei tassi d’interesse reali.

Di norma i prezzi dell’oro tendono a salire sulla scia di questa notizia, poiché il metallo non frutta interessi e fornisce una copertura contro la perdita di potere d’acquisto. Inoltre, gli attriti commerciali tra Stati Uniti e Cina non hanno alimentato l’interesse nei confronti dell’oro, tradizionalmente considerato un porto sicuro nelle fasi di incertezza.
“Crediamo che il rafforzamento del dollaro USA, a fronte dell’aumento dei tassi statunitensi, abbia dominato il sentiment negativo, generando pertanto pressioni in vendita sulle quotazioni aurifere. Ci aspettiamo di osservare un recupero dei prezzi dell’oro nella seconda metà di quest’anno”, ha aggiunto Siano.
Fonte: News Trend Online

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