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mercoledì 18 luglio 2018

Report dei mercati



Powell spinge al rialzo Wall Street. Nasdaq su nuovi massimi
Dopo un avvio di seduta in negativo, Wall Street martedì ha segnato un rialzo soprattutto in scia all'intervento di Jerome (Jay) Powell presso il Senate Banking Committee (la commissione bancaria del Senato Usa), e il relativo sostegno da parte del chairman della Federal Reserve a un'ulteriore prossima stretta sui tassi d'interesse. Le parole di Powell hanno sostenuto il dollaro (e di riflesso appesantito i corsi dell'oro che ha chiuso martedì al Comex sui minimi dal 13 luglio 2017). Netto l'effetto anche sui mercati azionari. In chiusura il Dow Jones Industrial Average ha registrato una crescita dello 0,22% a 25.119,89 punti, nella quarta sessione consecutiva di apprezzamento. Meglio hanno fatto S&P 500 (in progresso dello 0,40% a 2.809,55 punti) e Nasdaq Composite (0,63% a 7.855,12 punti su nuovi massimi). Fattore rialzista per gli indici newyorkesi anche il dato sulla produzione industriale Usa, cresciuta dello 0,60% mensile in giugno dopo la contrazione dello 0,5% di maggio.
Degli undici sottoindici che compongono l'S&P 500 otto hanno registrato guadagni, con le migliori performance arrivate da Materials e Technology (il peggiore è invece stato l'immobiliare, in perdita dello 0,63%). Il settore It ha beneficiato dei progressi superiori al 2% di Nvidia e del produttore olandese di macchinari per la manifattura di semiconduttori Asml (benchmark per l'industria dei chip), mentre Microsoft si è piazzata tra i migliori del Dow Jones. Netflix, protagonista in negativo della seduta, ha limitato al 5,24% il suo crollo dopo il 14% toccato in premarket e la flessione superiore al 10% con cui aveva iniziato la sessione. Il pioniere dello streaming video ha deluso in termini di abbonati: sono stati 4,47 milioni i nuovi utenti iscritti a livello globale e 670.000 in Usa, contro aspettative della stessa azienda californiana per 5,9 e 1,2 milioni rispettivamente. Diversi analisti, però, hanno confermato il sostegno al titolo visto che finora Netflix non ha mai deluso per due trimestri di fila. Chiusura in rialzo per i finanziari, nonostante la perdita dello 0,18% di Goldman Sachs. Il colosso di Wall Street ha presentato una trimestrale solida ma ha anche confermato l'uscita, dopo dodici anni al timone, del chief executive e chairman Lloyd Blankfein. Tra gli altri titoli, rally del 3,54% per Johnson & Johnson su risultati del secondo trimestre migliori rispetto al consensus.
MERCATI ASIATICI
Asia in rialzo in scia a Wall Street. Tokyo guadagna lo 0,43%
Dopo i guadagni di Wall Street (dei tre maggiori indici Usa il migliore martedì è stato il Nasdaq, in rialzo dello 0,63% su nuovi massimi), l'ottimismo dimostrato dal chairman della Fed Jerome Powell sulla salute dell'economia americana ha contribuito anche alla performance dei mercati in Asia. Il primo fattore rialzista è stato comunque valutario. Il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, si è rafforzato in scia alle parole di Powell e il parallelo deprezzamento dello yen sul biglietto verde ha contribuito alla buona seduta di Tokyo. Il Nikkei 225 guadagna infatti in chiusura lo 0,43% (ha fatto appena peggio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi comunque dello 0,35%). Va invece in controtendenza Seoul, con una perdita intorno allo 0,20% per il Kospi.
Complessivamente, comunque la seduta è positiva per la regione, come confermato dal progresso intorno allo 0,50% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso. L'andamento è però maggiormente contrastato per le piazze cinesi, con Shanghai e Shenzhen che erodono gli iniziali guadagni e virano in negativo. A circa un'ora un'ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono infatti in contrazione di circa lo 0,10% e lo 0,30% rispettivamente, contro una flessione intorno allo 0,30% anche per lo Shenzhen Composite. In ribasso anche Hong Kong: l'Hang Seng perde infatti circa lo 0,30% (e la performance è sostanzialmente uguale per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China). A fronte del rally superiore al 3% a Sydney per il gigante minerario Bhp Billiton (che ha annunciato l'aumento della produzione di iron ore), è dello 0,67% l'app rezzamento dell'S&P/ASX 200 al termine degli scambi.
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MERCATI EUROPEI
Azionario europeo in rialzo, bene Asml e easyJet
I maggiori mercati azionari europei mostrano un’intonazione decisamente positiva durante i primi scambi e dopo i segnali ottimisti sull’economia statunitense giunti ieri da Jerom Powell, numero uno della Fed che ha confermato un approccio cauto al graduale rialzo dei tassi d’interesse Usa. Il dollaro continua la sua marcia al rialzo in queste ore mentre il petrolio perde quota con il Brent in calo a 71,66 dollari al barile (-0,69%).
Da ricordare anche la sigla ieri a Tokyo di uno storico accordo di partnership commerciale tra l’Unione Europa e il Giappone che rimuoverà quasi 1 miliardo di dazi su merci Ue esporta nel Sol Levante e aprirà il mercato continentale alle merci giapponesi.
Il Dax tedesco guadagna lo 0,89%, il Cac francese lo 0,61%, il Ftse 100 britannico lo 0,46 per cento. Male invece l’Ibex spagnolo (-0,27%) e il Ftse Mib italiano (-0,11%).
A Parigi Alstom segna un rialzo dello 0,34% dopo che con una maggioranza di oltre il 95% l’assemblea dei soci ha approvato la fusione della stessa società e del suo business ferroviario con Siemens Mobility. I soci Alstom riceveranno un premio ci controllo di 4 euro per azione e un ulteriore dividendo straordinario fino a 4 euro per titolo. Si stima che il nuovo colosso dei treni (che comprende il TGV francese e l’ICE di Siemens nell’alta velocità) possa avere un giro d’affari di 15,3 miliardi di euro. La fusione resta al vaglio delle autorità competenti e della Commissione Ue. A Francoforte comunque Siemens recupera uno 0,43 per cento.
Da segnalare nel listino tedesco le forti vendite che colpiscono Software AG (-4,81%) dopo i rialzi di ieri. La capitalizzazione del colosso del software si comprime dunque 3,18 miliardi di euro: la società ha registrato vendite in crescita del 4% (a cambi costanti) a 205,7 milioni di euro nel secondo trimestre (sostanzialmente in linea con le attese), un ebita (non IFRS) piatto 61,5 milioni e un utile netto (non IFRS) di 42,2 milioni (+5%). Confermati i target di fine anno.
A Londra guadagna terreno easyJet (+3,06%) che ha accresciuto nel trimestre al 30 giugno 2018 (il terzo del suo esercizio) il giro d’affari a 1,6 miliardi di sterline (+14%) e ha migliorato le stime per l’intero esercizio con un utile ante imposte ora atteso nel range tra £ 550 mln e £ 590 mln.
Ad Amsterdam brilla anche ASML (+4,77%) dopo i dati su secondo trimestre che mostrano utili in crescita a 584 milioni di euro ben oltre le attese (529 mln) e un balzo delle vendite del 30% a 2,74 miliardi di euro.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana incerta in avvio, positivi STM e auto, male i bancari. FTSE MIB -0,15%.
Il FTSE MIB segna -0,15%, il FTSE Italia All-Share -0,12%, il FTSE Italia Mid Cap +0,07%, il FTSE Italia STAR +0,45%.
Mercati azionari europei positivi: Euro Stoxx 50 +0,6%, FTSE 100 +0,5%, DAX +0,8%, CAC 40 +0,6%, IBEX 35 -0,3%.
Future sugli indici azionari americani poco sopra la parità: S&P 500 +0,1%, NASDAQ 100 invariato, Dow Jones Industrial +0,1%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +0,40%, NASDAQ Composite +0,63%, Dow Jones Industrial +0,22%.
Mercato azionario giapponese positivo, l'indice Nikkei 225 stamattina ha chiuso a +0,43%. Borse cinesi deboli: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen poco fa ha terminato a -0,52%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna -0,2% circa.
STMicroelectronics (+2,4%) guadagna terreno in scia al balzo dell'olandese ASML (+4,7%) che ha chiuso il secondo trimestre con ricavi e profitti superiori alle attese. STM pubblicherà i dati del trim2 tra una settimana esatta, il 25 luglio.
Inizio di seduta positivo per i titoli del settore auto in vista dell'incontro in programma a Washington il 25 luglio tra il presidente USA Donald Trump e il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker. Obiettivo dell'incontro è trovare un accordo per evitare che i dazi decisi dall'amministrazione Trump su acciaio e alluminio UE vengano estesi anche alle auto. L'indice EURO STOXX Automobiles & Parts segna +1,8%. A Milano FCA (+1,7%), Ferrari (+1,2%), Pirelli&C (+0,3%), Piaggio&C (+2,2%), Sogefi (+3,5%).
Vendite sui bancari: l'indice FTSE Italia Banche segna -1,4%, l'EURO STOXX Banks -0,8%. Sotto pressione UniCredit (-2,2%), Banco BPM (-1,7%), UBI Banca (-1,7%), Mediobanca (-1,2%), Intesa Sanpaolo (-0,9%).
Ritraccia Rai Way (-3%) dopo il +20,61% di ieri in scia all'OPA di Mediaset/F2i su EI Towers (invariata), operazione che secondo molti potrebbe preludere a un'aggregazione tra i due gruppi attivi nel settore delle torri di trasmissione.
Notizie negative per Safilo Group (-2,5% a 4,2650 euro): Moody's ieri ha deciso di peggiorare il rating del gruppo da B2 a B1, con outlook che passa da stabile a negativo. Secondo gli analisti dell'agenzia, il produttore di occhiali potrebbe avere difficoltà a rifinanziare il debito. A inizio giugno Safilo ha annunciato un accordo con le banche per estendere la scadenza della Revolving Credit Facility di ammontare pari a 150 milioni di euro dal 29 luglio 2018 al 30 novembre. Per Moody's un'ulteriore estensione è improbabile e il ricorso al mercato appare difficile a causa del crescente rischio politico dell'Italia e della debole performance del gruppo. Moody' ricorda che quasi tutto il debito di Safilo andrà in scadenza nei prossimi 11 mesi: il gruppo potrebbe avere problemi di liquidità qualora non riuscisse a rifinanziarsi. Moody's puntualizza che il rating attuale sconta il fatto che Safilo riuscirà a gestire la situazione.
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TITOLI DEL GIORNO
Recordati torna a puntare verso il basso dopo il rimbalzo successivo al forte calo del 2 luglio. Graficamente si osserva che il mancato superamento dei primi ostacoli posti in area 31,15, media mobile esponenziale a 20 giorni, ha determinato un indebolimento del quadro grafico di breve termine. Conferme sotto i 30 euro spianerebbero dunque la strada al ritorno in area 28 euro, minimi di luglio, ed eventualmente fino a 27,50 circa, per un test dei minimi di fine marzo. Al rialzo, il superamento della media mobile citata favorirebbe invece la ricopertura dell’ampio gap lasciato aperto il 2 luglio a 33,66 euro e un test della trend line disegnata dai top dello scorso novembre in transito poco sopra a quota 34.
Saras ha fatto segnare un deciso calo (-3,5%), coinvolta dalla debolezza generale del settore petrolifero, in scia alla flessione del greggio, tornato sui livelli di metà aprile. Il titolo ha toccato nuovi minimi da inizio mese violando la trendline che saliva dai bottom di febbraio, riferimento a 1,92 circa. Attorno a tale livello era posizionato anche il 38,2% di ritracciamento dello stesso rialzo, circostanza che amplifica l'importanza del movimento. Conferme nel breve sotto 1,92 andrebbero ad agevolare l'affondo verso i sostegni a 1,75/1,78, baluardi che sulla carta sembrano rappresentare l'ultimo appiglio utile per scongiurare il ritorno proprio sui citati bottom di febbraio a 1,5650 euro. Segnali di ripresa invece, oltre che dal ritorno oltre 1,92, giungerebbero solo con il superamento di quota 2,00, preludio ad un nuovo test a 2,10/2,13 euro. 
L'analisi del grafico di Safilo Group evidenzia il poco convincente tentativo di recupero dal minimo pluriennale a 3,8250 euro di fine marzo. Discese sotto 4,1950 preannuncerebbero un approfondimento verso detto livello: conferme in tal senso alla violazione di 4,05. Oltre 4,55 probabile un attacco a quota 4,80, resistenza decisiva nel medio periodo (obiettivo successivo a 5,40/5,50).
DATI MACRO ATTESI
Mercoledì 18 Luglio 2018
10:30 GB Inflazione giu;
10:30 GB Indice prezzi alla produzione giu;
11:00 EUR Inflazione finale giu;
14:30 USA Licenze edilizie giu;
14:30 USA Nuovi cantieri residenziali giu;
16:00 USA Audizione Powell (Fed) alla Camera (presentazione Monetary Policy Report);
16:30 USA Scorte settimanali petrolio (EIA);
20:00 USA Beige Book (Fed).
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HEADLINES
Petrolio: riserve Usa cresciute di 629.000 barili (Api)
Secondo le stime riportate martedì dall'American Petroleum Institute (Api), le scorte di greggio in Usa sono cresciute di 629.000 barili nella settimana chiusa il 13 luglio scorso. Rialzo che si accompagna a quello da 425.000 barili per le riserve di benzina. I dati dell'Api precedono quelli ufficiali della U.S. Energy Information Administration (Eia), che saranno diffusi in giornata. Secondo il consensus di S&P Global Platts l'Eia dovrebbe comunicare una flessione di 3 milioni di barili e il parallelo calo di 1 milione di barili per la benzina. I future sul Wti in consegna ad agosto sono in declino dello 0,50% circa, dopo che martedì al New York Mercantile Exchange avevano chiuso a 68,08 dollari il barile.
Cina e Giappone aumentano in maggio riserve in Treasury Usa
Secondo quanto riporta il Financial Times, citando dati pubblicati martedì dallo U.S. Department of the Treasury (il ministero del Tesoro di Washington), in maggio l'appetito degli investitori esteri per i titoli di Stato americani non è venuto meno. Complessivamente sono stati aggiunti 27 miliardi di dollari in Treasury ai portafogli esistenti. Gli acquisti più significativi, 54 miliardi, sono arrivati dalle Cayman Islands, chiaro indicatore della domanda da parte degli hedge, mentre le vendite maggiori, 14 miliardi, si sono registrate in Russia. I due principali detentori di Treasury, Cina e Giappone, hanno entrambi incrementato le loro riserve, rispettivamente dai 1181,9 miliardi di aprile a 1183,1 miliardi in maggio e da 1048,8 a 1031,2 miliardi (dato quest'ultimo che per il Sol Levante era il livello più basso dall'ottobre 2011). 
Oro sui minimi di un anno dopo l'intervento di Jerome Powell
L'ottimismo evidenziato da Jerome (Jay) Powell nell'audizione di martedì presso il Senate Banking Committee (la commissione bancaria del Senato Usa), e il relativo sostegno a un'ulteriore prossima stretta sui tassi d'interesse, hanno sostenuto il dollaro e, di riflesso, appesantito ulteriormente i corsi dell'oro. Il metallo prezioso ha infatti chiuso martedì sui minimi di un anno (terza sessione consecutiva in contrazione) dopo l'intervento di Powell. Eroso l'iniziale rialzo i future sull'oro in consegna ad agosto hanno segnato una flessione dell'1% al Comex, attestandosi a 1.227,30 dollari l'oncia, sui minimi dal 13 luglio 2017.
Scioperi in Spagna, Germania e Polonia nel Prime Day Amazon
Il Prime Day 2018 di Amazon.com non è stato privo di criticità. I tradizionali "saldi" del colosso Usa del commercio elettronico erano iniziati lunedì alle 15 Usa, orario indicato per l'avvio delle offerte, con un problema tecnico: molti acquirenti, non solo negli States, si erano infatti scontrati con una pagina d'errore ad accoglierli nel sito di Amazon. Martedì, poi, lavoratori in Spagna e Germania (quest'ultima secondo maggiore mercato per Amazon dopo gli Usa) sono scesi in sciopero chiedendo migliori condizioni. Agitazioni ci sono state anche in Polonia. Ver.di (il sindacato tedesco Vereinte Dienstleistungsgewerkschaft) ha sottolineato come la società diventi ricca "risparmiando sulla salute dei suoi lavoratori". Amazon ha replicato che i suoi addetti sono pagati in modo equo, con i lavoratori indeterminati che guadagnano almeno 12,22 euro l'ora. Amazon aveva chiuso in rialzo dell'1,18% martedì al Nasdaq. 
Malaysia: inflazione calata in giugno sui minimi di tre anni
Secondo quanto comunicato dal Department of Statistics di Kuala Lumpur, l'inflazione è calata in giugno in Malaysia sui minimi di tre anni. La crescita dell'indice dei prezzi al consumo è infatti scesa lo scorso mese allo 0,8% dall'1,8% di maggio e contro l'1,3% atteso dagli economisti. Il dato segna la prima contrazione sotto all'1,0% in 40 mesi per l'inflazione. Declino dell'1,20% invece su base sequenziale. 
Bhp Billiton in rally a Sydney su aumento produzione iron ore
Bhp Billiton ha chiuso in rally del 3,11% a Sydney dopo che il gigante minerario anglo-australiano ha annunciato obiettivi d'incremento della produzione di iron ore. Nel corso dell'esercizio 2018, chiuso lo scorso 30 giugno, l'output di minerale di ferro è salito del 3% annuo e Bhp stima un aumento simile anche per l'anno fiscale 2019. Bhp Billiton aveva già guadagnato lo 0,92% martedì a Londra.


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