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martedì 17 luglio 2018

Report dei mercati




Solo il Dow Jones in rialzo. Il petrolio frena Wall Street
Seduta contrastata per Wall Street, che vive una giornata a due velocità. Da una parte ci sono i netti guadagni dei titoli finanziari: Financials segna un rialzo dell'1,80% con sette dei dieci migliori titoli dell'S&P 500 che fanno parte del comparto. Dall'altra il declino dell'1,18% dell'Energy, dopo il crollo del 4,2% del Wti (fermatosi appena sopra 68 dollari il barile) in scia alle parole del ministro del Tesoro Steve Mnuchin (possibilista sul fatto che alcuni importatori possano ricevere deroghe per continuare ad acquistare forniture dall'Iran, nonostante le sanzioni Usa contro Teheran) ma soprattutto a causa della riapertura dei porti della Libia e a indicazioni per un aumento della produzione da parte tra l'altro della Russia. Il risultato è stato un Dow Jones Industrial Average in rialzo dello 0,18% a 25.064,36 punti, contro perdite dello 0,10% e dello 0,26% rispettivamente per S&P 500 (a 2.798,43 punti) e Nasdaq (7.805,72 punti).
Dopo il passo falso di venerdì, con le prime trimestrali del settore, i finanziari rimbalzano sulla pubblicazione dei conti di Bank of America (BofA), che batte le attese del mercato grazie a spese più basse e alla crescita di depositi e prestiti. BofA chiuderà poi in rally del 4,31% spingendo Jp Morgan Chase (che guadagna il 3,97%) e Goldman Sachs (2,22%) in vetta al Dow Jones. La sessione è invece negativa anche per l'It, con il settore Technology che perde lo 0,35% nonostante il progresso dell'1,91% di Advanced Micro Devices (Amd), dopo che Stifel Nicolaus ha alzato il target price sul titolo del produttore di chip. Sul comparto pesano le perdite, per quanto moderate, dei giganti Intel e Microsoft, tra i peggiori del Dow Jones. Tra gli altri titoli, da segnalare il rally del 10,47% di Arconic, dopo che il Wall Street Journal aveva riportato che Apollo Global Management sarebbe uno dei private interessati al buyout del gruppo della Pennsylvania.
MERCATI ASIATICI
Asia contrastata ma a Tokyo il Nikkei 225 guadagna lo 0,44%
Dopo un avvio d'ottava misto per Wall Street (dei tre maggiori indici Usa solo il Dow Jones Industrial Average aveva chiuso in positivo lunedì, con un rialzo dello 0,18%), alla riapertura degli scambi in Asia la tendenza rimane contrastata con il petrolio che resta il principale fattore ribassista, come già accaduto a New York. Il Wti è poco mosso (mentre il Brent è in crescita di circa lo 0,50%) ma è reduce dal crollo del 4,2% della precedente sessione, in scia alle parole del ministro del Tesoro Usa Steve Mnuchin (possibilista sul fatto che alcuni importatori possano ricevere deroghe per continuare ad acquistare forniture dall'Iran, nonostante le sanzioni di Washington contro Teheran), alla riapertura dei porti della Libia e a indicazioni per un aumento della produzione da parte tra l'altro della Russia. L'andamento dei mercati azionari è complessivamente negativo, come confermato dalla perdita intorno allo 0,30% dell'indice Msci Asia-Pa cific, Giappone escluso.
Sul fronte macroeconomico, nei 12 mesi al 30 giugno l’incremento dei prezzi delle case in Cina è stato del 5,0% annuo, in accelerazione rispetto al 4,7% di aprile e maggio (4,9% in marzo). Secondo i calcoli di Reuters, su base mensile il progresso è invece stato dell'1,0% in giugno, contro lo 0,7% di maggio (0,5% in aprile) e con il tasso di crescita più elevato dall'ottobre 2016. Sui listini prevalgono comunque i timori legati al rallentamento del Pil di Pechino nel secondo trimestre e, con perdite significative per i petroliferi (PetroChina è in flessione di quasi il 3% a Shanghai), a circa un'ora un'ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono in contrazione di oltre l'1% entrambi, contro un declino marginalmente inferiore per lo Shenzhen Composite. Male anche Hong Kong: l'Hang Seng perde infatti circa l'1,20% (fa poco peggio l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell&rsq uo;ex colonia britannica per la Corporate China, in calo intorno all'1,30%).
Sul fronte valutario, il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, recupera parte del terreno perduto mentre il parallelo deprezzamento dello yen sul biglietto verde contribuisce al positivo avvio d'ottava per Tokyo (la piazza nipponica era rimasta chiusa lunedì per la celebrazione dell’Umi no Hi, il Giorno dell’oceano). Il Nikkei 225 guadagna infatti in chiusura lo 0,44% (fa decisamente meglio l'indice più ampio Topix, apprezzatosi dello 0,87%). Declino intorno allo 0,10% per il Kospi di Seoul, mentre a Sydney è dello 0,61% la contrazione dell'S&P/ASX 200 al termine degli scambi.
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MERCATI EUROPEI
Borse europeo in calo in avvio di seduta
Avvio di seduta in ripiegamento per l’azionario europeo. Il Dax tedesco cede lo 0,29% e il Cac francese lo 0,43% mentre il Ftse 100 britannico segna un ribasso dello 0,13 per cento. Male anche l’Ibex spagnolo (0,39%) e Ftse Mib italiano (-0,37%).
Cresce l’attesa per il discorso che oggi Jerome Powell, numero uno della Fed, terrà alla prevista audizione al Senato Usa. I mercati si attendono spunti sulle tensioni commerciali incoraggiate dagli Stati Uniti, sullo stato di salute del sistema finanziario statunitense dopo gli stress test e su quello dell’economia in generale anche in vista delle prossime mosse nel campo della politica monetaria. Ieri l’Fmi ha confermate la attese di una crescita del Pil mondiale del 3,9% quest’anno e il prossimo ma ha ridotto le stime sul Pil italiano e prevede nei prossimi anni un rallentamento per gli States, mentre i rischi al ribasso si moltiplicano. La politica monetaria della Fed sarà un driver di peso anche per gli effetti sul dollaro e quindi sul costo dell’indebitamento di diversi Paesi emergenti. Le tensioni commerciali alimentate dagli Stati Uniti moltiplicano i pericoli per la crescita.
Da segnalare a Francoforte il balzo del 5,63% di ThyssenKrupp. Ulrich Lehner, presidente del colosso tedesco dell’acciaio dal marzo 2013, lunedì ha rassegnato le dimissioni dal suo incarico a meno di due settimane dal passo indietro del chief executive Heinrich Hiesinger. La società secondo diverse indiscrezioni sta lavorando ad alleanze e revisioni di perimetro nel difficile contesto dei dazi USA sull’acciaio e della concorrenza cinese che mette pressione sulla sovrapproduzione europea. Male invece Adidas (-2,21%) che probabilmente subisce, da titolo ciclico quale è, il cattivo sentiment odierno dei mercati azionari.
A Parigi si mette in luce Casino Guichard Perrachon, gigante dei supermercati ha riportato di un’accelerazione delle vendite nel secondo trimestre a 8,9 miliardi di euro, contro gli 8,8 miliardi delle attese, e ha confermato i propri target finanziari. L’azione di Casino guadagna il 2,86% e probabilmente influisce sulle performance positive e in controtendenza di Carrefour (+1,18%).
A Londra perde quota BT (-2,10%) nel contesto di un settore delle telecomunicazioni intonato al ribasso in tutta Europa con un Euro Stoxx 600 Telecommunications in calo dell’1,01 per cento.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana poco sopra la parità, riflettori sul settore torri. FTSE MIB +0,08%.
Il FTSE MIB segna +0,08%, il FTSE Italia All-Share +0,15%, il FTSE Italia Mid Cap +0,58%, il FTSE Italia STAR +0,58%.
Mercati azionari europei incerti: Euro Stoxx 50 -0,4%, FTSE 100 invariato, DAX -0,2%, CAC 40 -0,3%, IBEX 35 +0,1%.
Future sugli indici azionari americani in leggero calo: S&P 500 -0,1%, NASDAQ 100 -0,3%, Dow Jones Industrial invariato. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 -0,10%, NASDAQ Composite -0,26%, Dow Jones Industrial +0,18%.
Mercato azionario giapponese in verde, l'indice Nikkei 225 stamattina ha chiuso a +0,44%. Borse cinesi negative: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen poco fa ha terminato a -0,65%, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna -1,3% circa.
In netto rialzo Ei Towers (+15,5% a 57,00 euro) dopo che 2i Towers (40% Mediaset e 60% F2i) ha lanciato un'OPA totalitaria a 57 euro per azione. Mediaset (+3,3%) controlla il 40% di Ei Towers. Balza in avanti anche Rai Way (+17,30%) in vista di una possibile fusione con Ei Towers.
Petroliferi in flessione con il greggio stabile sui minimi di periodo dopo la netta flessione di ieri pomeriggio. I future settembre 2018 segnano per il Brent 71,80 $/barile (minimo da aprile), per il WTI 67,00 $/barile (minimo da giugno). Vendite su Saipem (-1,0%), Tenaris (-1,0%), Eni (-0,2%).
Positivi i finanziari con BPER Banca (+1,7%), UBI Banca (+1,3%), Azimut Holding (+1%), Generali (+0,8%), Banca Mediolanum (+0,8%), Banca Generali (+0,6%).
STMicroelectronics (-1,5%) perde terreno in sintonia con il settore microchip, probabilmente penalizzato dal forte calo di Netflix (-14,13% al NASDAQ in after hours) in scia a dati trimestrali deludenti.
Telecom Italia (-0,5% a 0,6044 euro) in rosso. Citigroup ha ridotto il target sul titolo da 0,60 a 0,55 euro, toccato a 0,5990 il minimo dal 2013. Ricordiamo gli appuntamenti con il cda sui dati del sem1 del 24 luglio e con il board della controllata TIM Brasil, in programma il 19 luglio: il clima è favorevole e sono attesi dati semestrali brillanti. L'Economia del Corriere della Sera ha scritto che il cda del 24 luglio chiamato ad approvare i dati del primo semestre potrebbe anche prendere decisioni importanti sulla rete: si ipotizza la vendita di alcuni segmenti della stessa. Riguardo all'eventuale integrazione della rete con OpenFiber si ribadiscono le indiscrezioni della scorsa settimana, ovvero le perplessità di Enel..
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TITOLI DEL GIORNO
Resta in positivo, pur riducendo notevolmente i guadagni Italgas. Graficamente il titolo si è scontrato con una resistenza tenace in area 4,90. Le quotazioni hanno toccato un massimo intraday pochi minuti dopo l'apertura a 4,893 per poi arretrare stabilizzandosi poco sopra la chiusura di venerdì a 4,739 euro. Sarà fondamentale la rottura di area 4,90 per sbloccare il movimento laterale visto nell’ultimo mese: atteso in questo caso un allungo verso target a 5,10 e successivamente a 5,38 euro circa. Discese sotto area 4,65 farebbero invece scattare invece un primo campanello d’allarme che troverebbe conferma nel caso di violazione di area 4,50, prologo a un affondo fino a 4,40 circa, linea che unisce i minimi di marzo a quelli di maggio.
Inwit ieri ha fatto segnare un rialzo superiore ai 4 punti percentuali. Graficamente il titolo è stato respinto di recente dalla resistenza a 6,90 euro, massimi allineati dello scorso maggio, arretrando fino sulla media a 50 sedute in area 6,55. I prezzi sono tornati a salire con forza nella giornata di ieri, dopo aver ritracciato il 38,2% del rialzo partito a fine maggio. Un comportamento interessante che dimostra come sia ormai imminente un nuovo attacco ai citati ostacoli a 6,90/7,00 euro. Il superamento di tali livelli permetterebbe di scongiurare il rischio di un potenziale doppio massimo in formazione da maggio proprio a 6,90 circa, restituendo vigore alla tendenza positiva di lungo periodo, che avrebbe campo aperto per procedere verso gli obiettivi a 7,50 e 7,90 euro. Il cedimento di quota 6,50, invece, indebolirebbe lo scenario rialzista introducendo il test della linea che sale da febbraio, ora poco sotto 6,25, baluardo che avrà il compito di scongiur are l'affondo sulla base del citato doppio massimo a quota 5,94. 
L'analisi del grafico di  Maire Tecnimont evidenzia il rimbalzo originato dal doppio minimo di fine giugno/inizio luglio: il titolo sta ora premendo contro gli ostacoli a 4,37 euro circa, nel tentativo di alimentare il recupero verso il massimo di inizio maggio a 4,69. Oltre questo ultimo livello probabile allungo in direzione del top pluriennale dello scorso settembre a 5,42. Segnali di debolezza sotto 4,20 per 3,95/4,00 e 3,76, minimo di inizio mese.
DATI MACRO ATTESI
Martedì 17 Luglio 2018
10:00 ITA Ordini all'industria mag;
10:00 ITA Fatturato industriale mag;
10:00 GB Intervento Carney (BOE);
10:30 GB Tasso di disoccupazione mag;
10:30 GB Indice retribuzioni medie mag;
10:30 GB Variazione richieste sussidi disoccupazione giu;
11:00 ITA Inflazione finale giu;
15:15 USA Produzione industriale giu;
16:00 USA Indice NAHB (mercato immobiliare residenziale) lug;
16:00 USA Audizione Powell (Fed) al Senato (presentazione Monetary Policy Report).
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HEADLINES
Bitcoin in rally. BlackRock crea team per le criptovalute
Il Bitcoin è andato in rally del 5% lunedì, toccando quota 6.698,35 dollari di valore in intraday, dopo che la testata londinese Financial News ha riportato che BlackRock, gigante dell'asset management con un gestito di 6.299 miliardi di dollari allo scorso 30 giugno, ha messo insieme un team per studiare potenziali investimenti in criptovalute e blockchain, la tecnologia che sta alla base delle valute digitali.
Russia: crescita produzione industriale al 2,2% in giugno
Secondo quanto comunicato lunedì dalla Rosstat, l’agenzia ufficiale di statistica di Mosca, la produzione industriale è cresciuta in Russia nel mese di giugno del 2,2% annuo, in ulteriore netto rallentamento rispetto al 3,7% di maggio (3,9% in aprile) e sotto al 3,0% del consensus. Su base mensile la crescita è invece stata dello 0,2% (ma su base destagionalizzata si è registrata una flessione dello 0,6%) contro il rialzo precedente dell'1,5% (e il calo del 3,1% di aprile). 
Brasile: indice attività economica Ibc-Br in calo del 3,34%
Frenata per l'attività economica del Brasile, secondo quanto comunicato lunedì dal Banco Central do Brasil (l’istituto centrale di Brasilia). L'indice Ibc-Br (Índice de Atividade Econômica do Banco Central) è infatti sceso del 3,34% in maggio su base mensile, contro il progresso dello 0,47% di aprile, il calo del 3,10% stimato dagli economisti e quello del 2,90% di un anno prima. Il mese di maggio è stato particolarmente negativo per il Brasile, come evidenziato già a inizio mese dal dato sulla produzione industriale, soprattutto a causa di uno sciopero dei camionisti che aveva influito sulla logistica delle fabbriche. 
Cina: prezzi delle case cresciuti del 5,0% annuo in giugno
Trentatreesimo progresso consecutivo per i prezzi delle case nelle maggiori città della Cina, dopo una striscia negativa che era durata 14 mesi. Secondo quanto comunicato dall’Ufficio nazionale di statistica di Pechino, infatti, nei 12 mesi al 30 giugno l’incremento dei prezzi è stato del 5,0% annuo, in accelerazione rispetto al 4,7% di aprile e maggio (4,9% in marzo). Secondo i calcoli di Reuters, su base mensile il progresso è invece stato dell'1,0% in giugno, contro lo 0,7% di maggio (0,5% in aprile), con il tasso di crescita più elevato dall'ottobre 2016. Tra le 70 città monitorate 63 hanno registrato incrementi mensili contro le 61 di maggio (58 in aprile)
L'antitrust francese mette nel mirino le alleanze nel retail
L'antitrust francese mette nel mirino le alleanze nel retail. L'Autorité de la Concurrence di Parigi ha infatti aperto un'indagine sugli accordi siglati dai colossi della grande distribuzione con l'obiettivo di ridurre i costi delle forniture. In particolare sotto esame è finita l'alleanza annunciata a inizio mese dal gigante francese Carrefour con la rivale britannica Tesco. La stessa Carrefour in dicembre aveva siglato un accordo con Fnac Darty relativo agli acquisiti di elettrodomestici e prodotti di elettronica di consumo e successivamente con l'altro big dei supermercati Système U. Intese, però, vedono coinvolti anche Auchan, Casino, Schiever e la tedesca Metro, per i mercati francesi e internazionali. 
Crollo del 14% per Netflix. Utenti e ricavi sotto il consensus
Netflix ha segnato un crollo superiore al 14% in after market al Nasdaq (la seduta di lunedì si era invece chiusa con un rialzo dell'1,18%), dopo che il pioniere dello streaming video ha presentato risultati relativi al secondo trimestre che, come previsto dal mercato, hanno deluso in termini di nuovi abbonati ma anche di ricavi. Nei tre mesi Netflix ha registrato 4,47 milioni di nuovi utenti iscritti a livello globale e 670.000 in Usa. Dati che si confrontano con aspettative della stessa azienda californiana per 5,9 e 1,2 milioni rispettivamente. I profitti netti sono invece cresciuti da 66 milioni di dollari, pari a 15 centesimi per azione, a 384 milioni, e 85 centesimi (contro i 79 centesimi del consensus di FactSet). Deciso miglioramento dei ricavi, passati da 2,78 a 3,90 miliardi ma appena sotto i 3,93 miliardi attesi dagli analisti.


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