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lunedì 16 luglio 2018

Report dei mercati


Il Dow Jones supera 25.000 punti. Nasdaq piatto ma da record
Dopo un avvio di seduta in sordina per Wall Street, solo il Dow Jones Industrial Average venerdì è riuscito ad accelerare i suoi guadagni chiudendo in rialzo dello 0,38% per tornare sopra i 25.000 punti per la prima volta in oltre un mese (l'indice si è alla fine attestato 25.019,41 punti). Restano invece vicini alla parità S&P 500 e Nasdaq Composite, apprezzatisi dello 0,11% e dello 0,03% rispettivamente (a 2.801,31 e 7.825,98 punti). In ogni caso anche per l'S&P 500, in progresso per la seconda ottava consecutiva, c'è stato il superamento di una soglia psicologica: quei 2.800 punti che l'indice non vedeva da marzo. E, nonostante una performance sostanzialmente piatta, il Nasdaq ha chiuso su un nuovo record. Performance arrivate a fronte di un dollaro in lieve declino e al parallelo calo al 2,83% del rendimento dei Treasury a dieci anni (la curva tra biennali e decennali è scesa in giornata sotto quota 25 punti base per la prima v olta dal 9 agosto 2007). La guerra commerciale di Donald Trump resta per il momento in secondo piano, anche se è stata ben presente nei dati macroeconomici: l'indice della fiducia della University of Michigan si è attestato infatti in luglio a 97,1 punti, sui minimi da gennaio e contro i 98,2 punti del consensus di MarketWatch.
Il tema clou della seduta è stato l'avvio della tornata di trimestrali, in particolare per i big finanziari. Come atteso i risultati non si sono rilevati negativi, complessivamente i profitti crescono, e non di poco, ma in gran parte grazie ai benefici fiscali. Jp Morgan Chase ha battuto le attese del mercato ma alla fine ha perso lo 0,46% (comunque tra i peggiori titoli del Dow Jones), seguendo la tendenza del comparto. Wells Fargo ha recuperato dal crollo iniziale del 4% (in chiusura la flessione si è limitata all'1,20%), dopo che la banca di San Francisco aveva evidenziato ancora il peso sui suoi conti dello scandalo del cosiddetto cross-selling. La più colpita è stata Citigroup, in calo del 2,20% con una delle peggiori performance dell'S&P 500. Il settore Financials nel suo complesso si è deprezzato dello 0,46% ma il declino più netto tra gli undici sottoindici dell'S&P 500 è stato lo 0,75% di Telecom, in scia alla fless ione dell'1,74% di At&t, dopo che che gli analisti di Raymond James hanno peggiorato da outperform a market perform il giudizio sul titolo dell'ex monopolista telefonico Usa in scia all'annuncio dello U.S. Department of Justice di volere ricorrere in appello contro la propria sentenza di giugno, in cui veniva dato il via libera all'acquisizione da oltre 80 miliardi di dollari di Time Warner. Peggiore performer del Nasdaq 100 (e secondo dell'S&P 500 alle spalle di Mattel, in calo del 4,36%) è stata Netflix, che ha chiuso con un crollo del 4,28% dopo che Bryan Kraft, analista di Deutsche Bank, pur mantenendo il giudizio buy sul titolo ha predicato prudenza in vista della trimestrale che il pioniere dello streaming comunicherà in serata.
MERCATI ASIATICI
Il Pil cinese frena l'Asia. Tokyo resta chiusa per festività
Dopo una chiusura d'ottava di moderato guadagno per Wall Street, con S&P 500 e Dow Jones Industrial Average che però hanno superato rispettivamente quota 2.800 e 25.000 punti (quest'ultimo con un rialzo dello 0,38% è stato il migliore dei tre principali indici Usa venerdì) e il Nasdaq sulla parità ma comunque su nuovi massimi storici, alla riapertura di una seduta che vede Tokyo ferma per la celebrazione dell'Umi no Hi (il Giorno dell'oceano) l'Asia è in generalizzato declino, in scia alla pubblicazione dei dati sul Pil di Pechino che confermano la frenata dell'economia della Cina. Tendenza negativa confermata dalla flessione di circa lo 0,30% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso.
Nel secondo trimestre l'economia cinese ha segnato un'espansione del 6,7% annuo, in ulteriore rallentamento rispetto al 6,8% dei tre precedenti periodi ma in linea con il consensus di Reuters. Frena anche la produzione industriale, la cui crescita in giugno è stata del 6,0% contro il 6,8% di maggio. Recupero, invece, per le vendite retail, salite in Cina lo scorso mese del 9,0% annuo contro l'8,5% precedente. A circa un'ora un'ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Shenzhen Csi 300 perdono circa lo 0,90% entrambe, contro l'arretramento intorno allo 0,30% dello Shenzhen Composite.
In negativo anche Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in contrazione di circa lo 0,30% (fa ampiamente peggio l'Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell'ex colonia britannica per la Corporate China, il cui declino è di quasi l'1%). Tra i singoli titoli da segnalare il rally del 17% toccato in intraday a Hong Kong da Zte (il titolo resta comunque in perdita di oltre il 15% nei dodici mesi), dopo che il ministero del Commercio Usa venerdì aveva revocato il divieto per le imprese statunitensi di vendere merci al secondo maggiore produttore di infrastrutture di rete della Cina, che di fatto può tornare a operare. Dopo per altro avere sborsato 1,4 miliardi di dollari di sanzioni. Declino intorno allo 0,30% per il Kospi di Seoul, mentre a Sydney è dello 0,43% il calo dell'S&P/ASX 200 in chiusura.
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MERCATI EUROPEI
Avvio di ottava in cauto rialzo l’azionario europeo
Avvio di ottava positivo, tra qualche incertezza, per l’azionario europeo. il Dax tedesco guadagna lo 0,39% e il Cac francese lo 0,12 per cento. Il Ftse 100 britannico cede invece lo 0,02%. Bene l’Ibex spagnolo (+0,30%) e il Ftse Mib italiano (+0,53%).
Cresce l’attesa per gli esiti dell’incontro del presidente degli Stati Uniti Donald Trump con il presidente russo Vladimir Putin. Ha suscitato diverse polemiche un’intervista alla CBS di ieri di Trump nella quale definiva nemici l’Europa, la Russia per certi versi e la Cina economicamente. La parola “foe”, più leggera del termine “enemy”, significa comunque nemico, anche se Trump faceva chiaramente riferimento alla concorrenza commerciale fra le varie aree economiche. Inevitabile la precisazione di Donald Tusk che ha sottolineato che EU e America sono “migliori amici” e chi li definisce “foe”, diffonde una fack news. In definitiva sui mercati si riaccende il timore delle guerre commerciali che da mesi agita i listini. Da segnalare che la crescita trimestrale del Pil cinese del 6,7 a/a in calo sul 6,8% precedente è stata letta come un primo segnale degli effetti dei contrasti commerciali, ma non m ancano le indicazioni positive in arrivo anche dalla Repubblica Popolare. Atteso oggi anche il rapporto 'World Economic Outlook” dell’FMI.
Sopra il riferimento a Francoforte il titolo di ThyssenKrupp, che segna un rialzo dello 0,74%. Secondo Handelsblatt, Alfried Krupp e Antti Herlin, i soci più rilevanti di ThyssenKrupp e Kone, avrebbero discusso una potenziale fusione dei rispettivi business degli ascensori.
A Parigi all’attenzione Airbus (+0,22%) che, come tutti il settore aeronautico, potrebbe ricevere nuovi spunti dall’avvio della fiera di Farnborough. Secondo diversi rumors la compagnia sarebbe pronta a una importante vendita di A350 alla StartLux Airlines di Taiwan.
A Londra guadagna terreno anche Bae Systems (+0,45%), anch’essa influenzata dall’avvio del Farnborough International Airshow e dai rumors secondo i quali il ministro della Difesa Gavin Williamson potrebbe destinare 2 miliardi di sterline allo sviluppo di un nuovo jet da combattimento che dovrebbe sostituire il Typhoon e coinvolgere Leonardo e Rolls-Royce (+0,61%).
APERTURA MERCATO ITALIANO
Borsa italiana in ascesa con utility e TIM. FTSE MIB +0,52%.
Il FTSE MIB segna +0,52%, il FTSE Italia All-Share +0,54%, il FTSE Italia Mid Cap +0,72%, il FTSE Italia STAR +0,39%.
Mercati azionari europei in verde: Euro Stoxx 50 +0,2%, FTSE 100 invariato, DAX +0,4%, CAC 40 +0,1%, IBEX 35 +0,4%.
Future sugli indici azionari americani in lieve rialzo: S&P 500 +0,1%, NASDAQ 100 +0,1%, Dow Jones Industrial +0,3%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +0,11%, NASDAQ Composite +0,03%, Dow Jones Industrial +0,38%.
Mercato azionario giapponese oggi chiuso per festività (precedente chiusura del Nikkei 225: +1,85%). Borse cinesi deboli: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen poco fa ha chiuso a -0,59% circa, l'Hang Seng di Hong Kong al momento segna -0,1% circa.
Italgas (+2,8% a 4,8620 euro) in ottima forma grazie a quanto rivelato dal Sole 24 Ore. Il gruppo punta su digitalizzazione delle reti e installazione di contatori elettronici. Inoltre Morgan Stanley ha incrementato il target sul titolo da 5,10 a 5,20 euro.
Telecom Italia (+2%) prova a reagire alle ultime flessioni. L'Economia del Corriere della Sera scrive che il cda del 24 luglio chiamato ad approvare i dati del primo semestre potrebbe anche prendere decisioni importanti sulla rete: si ipotizza la vendita di alcuni segmenti della stessa. Riguardo all'eventuale integrazione della rete con OpenFiber si ribadiscono le indiscrezioni della scorsa settimana, ovvero le perplessità di Enel (+0,2%).
Campari (+1,9% a 7,39 euro) guadagna terreno grazie a Deutsche Bank: gli analisti della banca tedesca hanno incrementato il target da 6,90 a 7,60 euro.
In verde Mediaset (+1,1%) che chiude l'esperienza della trasmissione in esclusiva dei Mondiali di Calcio 2018 con dati molto positivi. Il Sole 24 Ore sabato scorso ha scritto che, nonostante l'assenza della nazionale italiana dalla competizione, l'audience dei canali del gruppo di Cologno Monzese in prima serata è aumentata di 3,2 milioni di telespettatori e di 650mila durante l'intera giornata. Inoltre ieri Mediaset ha annunciato un accordo con Perform per la trasmissione di tre partite di Serie A per ogni turno di Campionato e di tutta la Serie B.
Sale Juventus FC (+3,5%): oggi è in programma la presentazione di Cristiano Ronaldo.
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TITOLI DEL GIORNO
Leonardo approfitta della buona intonazione del comparto Aerospace & Defense. Graficamente i prezzi hanno reagito con forza venerdì dopo essersi aggrappati, di recente, al supporto a 8,30/8,40 euro, risalendo nei dintorni di quota 9,00. Il titolo ha dunque allentato le recenti tensioni, gettando le basi per riportarsi in area 10/10,30, dove transita attualmente la media mobile a 200 sedute, importante riferimento nel lungo periodo. Conferme in tal senso giungeranno con il superamento di quota 9,20. Sotto 8,30 invece via libera verso il target a 7,75 euro.
Mediaset chiude l'esperienza della trasmissione in esclusiva dei Mondiali di Calcio 2018 con dati molto positivi. L'analisi del grafico di Mediaset evidenzia il rimbalzo partito il 4 luglio da 2,55 euro, poi arenatosi in corrispondenza degli ex supporti a 2,75/2,80. Oltre questi riferimenti i prezzi potrebbero estendere il rally verso 2,90/2,95, ostacoli oltre i quali gli spazi di ascesa si farebbero più ampi (obiettivi successi vi a 3,10 e 3,40). L'incapacità di superare i 2,75/2,80 potrebbe invece anticipare un nuovo test di 2,55, supporto decisivo per scongiurare la riattivazione del movimento ribassista partito a fine 2016 verso area 2,20.
Chiusura di ottava negativa per Telecom Italia che scivola su nuovi minimi dal 2013 a 0,6016 euro. Da un punto di vista grafico Telecom Italia ha confermato, con la violazione venerdì di area 0,615, la serie di segnali grafici negativi inviati in precedenza. Del resto, l’incapacità di riportarsi sopra area 0,663, massimi di luglio, aveva già tracciato il percorso verso target negativi a quota 0,557, minimo di settembre 2013 con la concreta prospettiva di assistere ora a un’ulteriore estensione al ribasso fino a 0,47, minimi registrati nell’estate del 2013. Oltre 0,663 atteso invece un allungo verso 0,695.
DATI MACRO ATTESI
Lunedì 16 Luglio 2018
GIA Mercati chiusi per festività;
04:00 CINA PIL trim2;
04:00 CINA Produzione industriale giu;
04:00 CINA Investimenti fissi giu;
04:00 CINA Vendite al dettaglio giu;
10:00 ITA Bilancia commerciale mag;
11:00 EUR Bilancia commerciale mag;
14:30 USA Vendite al dettaglio giu;
14:30 USA Indice Empire State Manufacturing lug;
16:00 USA Scorte delle imprese mag.
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HEADLINES
Cina: crescita Pil frena al 6,7% annuo nel secondo trimestre
Secondo quanto comunicato dall’Ufficio nazionale di statistica di Pechino, il Pil della Cina è cresciuto del 6,7% annuo nel secondo trimestre, in ulteriore rallentamento rispetto al 6,8% dei tre precedenti periodi (6,9% nei primi due trimestri del 2017) ma in linea con il consensus di Reuters. Si tratta del progresso più limitato dal 6,7% registrato l'ultima volta nel terzo periodo del 2016. Trimestre su trimestre la crescita del Pil, rettificata su base stagionale, è stata invece dell'1,8% contro l'1,4% precedente (1,6% nel quarto trimestre 2017) e l’1,6% atteso dagli economisti. Nell’intero 2017 il Pil della Cina era progredito del 6,9% a fronte del 6,7% d'incremento registrato nel 2016.
Cina: a giugno crescita produzione industriale al 6,9% annuo
Secondo i dati diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica di Pechino, la produzione industriale ha registrato in Cina nel mese di giugno una crescita del 6,0% annuo, in ulteriore rallentamento rispetto al 6,8% di maggio (7,0% in aprile). Il dato è inferiore al 6,5% del consensus di Bloomberg.
Cina: vendite retail cresciute del 9,0% annuo in giugno
Secondo i dati diffusi dal ministero del Commercio di Pechino, in giugno le vendite retail sono cresciute in Cina del 9,0% annuo, in accelerazione rispetto all'8,5% precedente (9,4% in aprile) e sopra all'8,8% d'incremento del consensus di Bloomberg.
Cina: crescita investimenti fixed asset frena al 6,0% annuo
In Cina, secondo i dati diffusi dall’Ufficio nazionale di statistica di Pechino, gli investimenti in fixed asset (dato che comprende infrastrutture, apparecchiature industriali e costruzioni) hanno segnato una crescita del 6,0% annuo nel primo semestre 2018, contro il 6,1% dei cinque mesi allo scorso 30 maggio (7,0% in gennaio-aprile) e in linea con il consensus di Bloomberg, consolidandosi sui minimi addirittura dal 1999.
Curva dei rendimenti dei Treasury calata sotto 25 punti base
La curva dei rendimenti tra i Treasury Usa biennali e decennali è calata sotto quota 25 punti base per la prima volta dal 9 agosto 2007. Lo spread è considerato fedele indicatore di futuri stress finanziari e una curva piatta, nota il Financial Times, suggerisce uno stallo per crescita e tassi d'interesse. Anche se non può considerarsi un dato infallibile, la cosiddetta inversione, con i titoli di breve termine che hanno un rendimento più elevato rispetto ai loro pari più datati, ha preceduto nove recessioni dal 1955. La differenza tra il rendimento dei Treasury a due e dieci anni è scesa venerdì a 24,32 punti base per poi recuperare successivamente a 25,50 punti (i decennali si sono attestati in chiusura d'ottava su un rendimento del 2,83%).
Bostic (Fed) favorevole a un solo altro aumento quest'anno
Raphael Bostic, president della Federal Reserve (Fed) di Atlanta, ha dichiarato venerdì di essere favorevole a un solo altro aumento dei tassi d'interesse Usa nel 2018 dopo i due decisi in marzo e in giugno dall'istituto centrale di Washington. Bostic, parlando presso la Northern Chapter Virginia Society of Certified Public Accountants di Falls Church in Virginia, ha aggiunto che potrebbe essere anche "d'accordo su quattro" rialzi ma solo se fosse "l'economia a imporre tale posizione". In merito alla guerra commerciale lanciata dal presidente Donald Trump, Bostic ha detto che "nessuno sa come andrà a finire". "Siamo in un ambiente dinamico. Osserviamo e prestiamo attenzione" a come risponderanno aziende e consumatori, ha spiegato. "Reagiremo sulla base di come l'economia risponderà alle tariffe", ha concluso.


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