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martedì 24 luglio 2018

Piazza Affari: i titoli più importanti della giornata


Le borse del Vecchio Continente continuano rafforzarsi. Guardando a Piazza Affari si registra un vantaggio dello 0,94% (21.807 punti) poco prima delle 16.30.

I protagonisti a Piazza Affari

I protagonisti della seduta restano i titoli della galassia Fiat, ovvero Ferrari (0,75%), Exor (1,6%), FCA (1,93%), Cnh Industrial (1,96%) in pole position per riprendere quanto lasciato ieri sul parterre.
In tutto questo si deve registrare una buona performance anche STM che può vantare il podio tra le blue chip con 4,52% seguita da Unicredit con il suo 2,77% e da Mediobanca a l’ 2,13%. Quarta è Intesa Sanpaolo con il 2,06%. Per quanto riguarda i peggiori ci si deve rivolgere al settore degli energetici e delle utility: A2a con -2,2% è la peggiore del listino milanese seguita da Italgas a -1,74% e da Terna - Rete Elettrica Nazionale con -1,6% al quarto posto Enel a -1,12%.
Tra i dati macro, a deludere le attese è stato l’indice Pmi composito dell’Eurozona, la cui lettura preliminare di luglio ha evidenziato un calo dal precedente dato mensile di giugno: i 54,9 punti precedenti sono diventati 54,3 sullo sfondo di attese che parlavano di 54,8 punti.

In calo anche l’indice preliminare del settore servizi che dai 55,2 del mese precedente è arrivato a 54,4 punti risultato anche inferiore rispetto alle attese ferme a 55,1. Per quanto riguarda l’indice manifatturiero invece si registra un aumento rispetto al consenso: il 54,9 punti di giugno sono diventati 55,1 al di sopra delle attese ferme a 54,5 punti.

Rallentamento del Pil? 

Tutto questo ha spinto i vertici dell’Ihs Markit, istituto che elabora l’indice, a temere un possibile calo del prodotto interno lordo nel terzo trimestre per un quadro riguardante le esportazioni che potrebbe presto peggiorare.

Una considerazione questa che potrebbe confermare i timori della Germania, che in passato attraverso i moniti del ministro dell'economia Peter Altmaier aveva evidenziato il contrasto fra un’economia interna in crescita e i rischi delle politiche protezioniste. La dimostrazione verrebbe proprio dalla lettura preliminare dei numeri del Pmi servizi di Berlino: sceso a 54,4 punti sui 54,5 giugno, rimane sopra le attese del consenso, attese ferme 54,3 mentre l’indice preliminare del manifatturiero è risultato pari a 57,3 in crescita sui 55,9 di giugno ma anche sulle prospettive degli esperti che non azzardavano un pronostico superiore a 55,5.

Tra euro e dollaro

Sul fronte valutario si deve registrare la debolezza dell’euro che deve scontare invece una ritrovata forza del biglietto verde, a sua volta alimentato dalle speranze, se non addirittura dalla convinzione, che la banca centrale americana, la Federal Reserve, continuerà ad aumentare i tassi d’interesse, forte anche di un PIL che le proiezioni vorrebbero superiore al 4,1%.

Recentemente il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è detto ottimista al riguardo e ha parlato di un saldo sul secondo trimestre che potrebbe arrivare 4,8%. Ad ogni modo in molti guardano con preoccupazione l'incremento del costo del denaro, non ultimo lo stesso presidente che s'era detto poco entusiasta della decisione della Fed di continuare sulla strada delle strette. 
Fonte: News Trend Online

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