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giovedì 19 luglio 2018

Piazza Affari: i titoli più importanti della giornata


I mercati europei viaggiano in maggioranza con il segno meno, con il Dax tedesco che poco prima delle 16 si trovava -0,75%, il Ftse Mib italiano in passivo anch’esso a -0,50% e il Cac40 di Parigi a -0,6%. Unica eccezione il Ftse100 a 0,12%.

La questione dollaro

Al centro dell’attenzione degli analisti c’è ancora il dollaro e la sua forza, forza che trova radice anche nella rassicurazione fatta dal presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, sia sul buono stato di salute dell’economia statunitense ma anche su quella curva dei rendimenti che sembra preoccupare tutti tranne lui.

Durante la sua audizione al Senato ha infatti sottolineato che la tanto temuta recessione, solitamente conseguenza dell’appiattimento tra i rendimenti dei titoli di Stato 10 anni e quelli a 2 anni, non sembra essere tra i problemi futuri. Anche per questo motivo in molti guardano ad un dollaro particolarmente forte nel medio periodo, aiutato anche da un euro che gli esperti di Commerzbank definiscono “in stato letargico”a causa della Banca centrale europea che, per il momento, non dovrebbe prendere nessuna posizione particolarmente determinante per le sorti della moneta unica.

Tutto questo lascerà perciò campo libero alla divisa statunitense e, soprattutto, alla sua banca centrale. Restano ancora sullo sfondo i timori per la guerra commerciale soprattutto considerando il report del Beige Book, pubblicato ogni sei settimane dalla Federal Reserve e che misura il polso della situazione economica statunitense sui 12 distretti in cui opera la Banca Centrale.

Uno sguardo a Piazza Affari

È stato proprio quest’ultima pubblicazione a confermare che gli operatori nutrono timori sempre più forti per l'innalzamento dei toni e delle cifre chiamate in causa nelle schermaglie tra Pechino e Washinton.

In particolare spaventa quel 25% sull’acciaio e quelle 10% extra sul alluminio importati dalla Cina e voluti dall’amministrazione repubblicana, provvedimenti che successivamente sono stati ampliati anche all’Unione Europea e a Canada. Guardando al panorama italiano si distinguono tra le Blue Chip, Fiat e Telecom, la prima dopo una mattinata di debolezza sembra aver ripreso la strada per rientrare nella territorio positivo: alle 15.50 infatti poteva vantare un + 1% con una quotazione pari a € 16,756.

Anche Telecom può contare sul segno più seppur minimale (0,17%) ovvero € 0,6. Nel caso della società di telecomunicazioni il pericolo però adesso si chiama Iiad la compagnia telefonica low cost che in meno di due mesi dall’arrivo sul territorio italiano è riuscita a raccogliere oltre 1 milione di clienti, un traguardo che però non spaventa gli analisti.
Considerando il breve lasso di tempo, quello appena annunciato risulta essere un dato particolarmente significativo ma frutto, stando a quanto sottolineato dagli esperti, di una offerta promozionale e quindi non economicamente sostenibile nel medio-lungo periodo, soprattutto se si pensa che la stessa società ha deciso di allargare l’offerta ad oltre 200.000 clienti. 
Fonte: News Trend Online

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