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lunedì 2 luglio 2018

Perchè le Borse temono il caos Germania? Cosa sta succedendo?


Un caos politico sta tenendo sotto scacco i mercati europei ma a differenza di quanto si possa pensare, questa volta non si tratta della solita questione Italia o dell’incognita greca. A sedere sul tavolo degli imputati sono gli insospettabili tedeschi. La granitica solidità teutonica, infatti, è stata messa alla prova dall’emergenza migranti.

In poche parole i fatti

In realtà la miccia di tutto questo può essere ricondotta all’Italia: la dura presa di posizione del ministro degli Interni Matteo Salvini che ha deciso di chiudere i porti alle navi delle ONG e di limitare al massimo l’entrata dei migranti su territorio italiano, chiedendo la revisione degli accordi in sede comunitaria, ha sollevato la questione in tutto il resto del Vecchio Continente.

In particolare in Germania, meta ultima della maggior parte di coloro che approdano sulle nostre coste. Da parte sua la cancellliera tedesca Angela Mekel si era detta in più occasioni disponibile ad una politica di accoglienza, seppur moderata da precisi paletti, politica che però ha visto subito il veto dell’attuale ministro ministro dell'Interno tedesco Horst Seehofer assolutamente contrario a far entrare altri migranti e quindi propenso alla chiusura delle frontiere.

Non solo, ma sul tavolo anche i famosi spostamenti secondari, ovvero la ricollocazione dei migranti che, una volta giunti sul primo paese d’approdo (attualmente obbligato ad accoglierli e a gestire da solo l’emergenza) dovrebbero essere ridistribuiti tra le varie nazioni. Due visioni contrastanti, per non dire diametralmente opposte, che vedono tra l’altro Seehofer ricoprire, a sua volta anche l’incarico di leader della CSU, alleata bavarese del cancelliere Angela Merkel.

Un particolare di non poco conto visto che alle ultime elezioni la Merkel ha dovuto attendere se mesi prima di riuscire a trovare i numeri appena sufficienti per creare l’ennesima Grosse Koalition a cui hanno preso parte, dopo molte perplessità, anche i socialisti i quali, clamorosamente sconfitti, avevano deciso di uscire dall’esecutivo per porsi all’opposizione, salvo poi ritrattare, appunto, dopo una serie di colloqui son la CDU.
Venendo quindi meno l’appoggio della controparte bavarese, il partito della Merkel non avrebbe più i numeri per continuare a governare. 

Pericolo crisi

Alexander Dobrindt, capo del gruppo parlamentare comune CDU/CSU, è riuscito a convincere Seehofer a sospendere le dimissioni che questi aveva presentato ieri sera, nella speranza di riuscire nuovamente, attraverso l’arte della persuasione che a quanto pare la Merkel sembra avere, a ritornare sui suoi passi o per lo meno ad arrivare ad un compromesso.

Da un lato, infatti, c’è il piano di Seehofer che vedrebbe addirittura il respingimento di migranti già registrati in altri paesi e che vorrebbero entrare in Germania, dall’altro il piano della Merkel che invece si basa su un’azione coordinata da parte di tutta l’unUnione europea, piano che però anche in questo caso sarebbe di difficile (e lunghissima) attuazione.
Molti paesi, infatti, hanno già manifestato la volontà di non voler dar vita a strategie coordinate di accoglienza, tanto da portare proprio la cancelliera tedesca, nei giorni scorsi, ad avanzare l’ipotesi di una possibile azione da parte di un “gruppo di volenterosi”, in altre parole si tratterebbe di lasciare ai singoli paesi la possibilità di adottare azioni di accoglienza e gestione delle masse di profughi in arrivo dalle coste del nordafrica. 
Qualche barlume sul futuro si avrà oggi pomeriggio: alle 17 è previsto l’incontro tra Seehofer e la Merkel.  Intanto il segretario generale della Cdu Annegret Kramp-Karrenbauer ha rifiutato l'idea di Seehofer di respingere gli stranieri al confine, forte anche dell'appoggio del resto della CDu che si è unita intorno alla sua leader, forse temendo che una crisi di governo faciliterebbe l'avanzata degli estremismi xenofobi della AfD.

Resta però il fatto che le possibili opzioni sarebbero poche e difficilmente attuabili senza conseguenze: o la CSU accetta le scelte della CDU della Merkel (possibilità remota), o il ministro decide come da lui voluto, di respingere alcuni migranti andando contro le direttive del cancelliere e quindi creando di fatto una crisi interna al governo che terminerebbe inevitabilmente con le dimissioni del ministro stesso, oppure Seehofer si dimetterà direttamente oggi dando il via al caos politico in Germania.

L’unica possibilità di salvezza sta in un compromesso, attualmente difficile da trovare visto che il ministro ha già fatto sapere che se non verranno accolte n toto le sue richieste ripresenterà nuovamente le sue dimissioni. Questa volta irrevocabili. 
Fonte: News Trend Online

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