-

RIMANI SEMPRE IN CONTATTO CON LATOOSCURO-TRADING.COM TWITT

giovedì 26 luglio 2018

Ottovolante estivo


La girandola di timori, speranze e trimestrali ha sballottato ieri i mercati e rischia di fare altrettanto anche oggi.
A muovere le acque e ad intorbidirle non poco, in Europa, ci ha pensato il settore automobilistico, nel giorno in cui Sergio Marchionne ha lasciato questo mondo per andare forse ad amministrare qualche angolo di aldilà.
La trimestrale FCA ed anche quelle delle altre big del settore hanno deluso il mercato, nonostante che, proprio nel giorno della dipartita del suo artefice, Fiat abbia comunicato il raggiungimento del pareggio finanziario, l’obiettivo che Marchionne ha strenuamente lottato per lunghi anni per ottenere.
Ricavi sotto le attese e dubbi sulla possibilità di resistere alla guerra dei dazi che si aprisse tra USA ed Europa, hanno mandato a picco il titolo, che ha lasciato sul terreno di Piazzaffari -15,5%, perdendo in un solo giorno quasi 4 miliardi di capitalizzazione.

Netta è stata la sensazione che il mercato stia considerando che il miglior asset della casa automobilistica, un tempo torinese, fosse proprio Sergio Marchionne e ieri ne ha scontato spietatamente la perdita. FCA ha trascinato giù, oltre a Ferrari ed Exor, anche l’intero Ftse-Mib (-1,43%), che è stato decisamente il peggior indice europeo, perdendo quasi il triplo rispetto al calo di mezzo punto di Eurostoxx50.
Il settore auto ha comunque ceduto nel complesso e tenuto sotto pressione tutte le borse europee, che hanno temuto per l’incapacità di Juncker di convincere Trump a rinunciare ad imporre dazi sulle auto europee.
Invece, a borse europee già mestamente chiuse, ha cominciato a girare la notizia che il rapido incontro tra Trump e Juncker avrebbe potuto portare un accordo per aprire le trattative verso un progetto di annullamento di dazi e sussidi su tutti i settori dell’interscambio tra USA ed Europa, eccetto quello automobilistico.

La borsa USA si è rianimata ed ha girato in positivo, per poi mettere a segno un rally finale quando i rumor hanno cominciato a trasformarsi in notizie credibili (sempre, ovviamente, tenendo conto che quando parliamo di credibilità ci stiamo riferendo a due personaggi noti per cambiare idea un attimo dopo aver solennemente dichiarato).
SP500 ha così chiuso con +0,91% al nuovo record di 2.846 punti e il Nasdaq100 a +1,38% a 7.508 punti, in attesa della trimestrale di Facebook che sarebbe stata presentata dopo la chiusura del mercato.
Ed ecco la terza sorpresa della giornata. Nessuno si aspettava una trimestrale brutta per il re dei social media, che ci ha abituato a battere sempre le aspettative degli analisti.

Invece i dati hanno mostrato un appannamento nei ricavi, leggermente inferiori alle attese ed un rallentamento nella crescita degli utenti, che comunque a livello mondiale sono diventati a fine giugno la mastodontica cifra di 2 miliardi e 230 milioni, anche se gli analisti ne attendevano 20 milioni in più.
In particolare ha destato perplessità la perdita di 1 milione di utenti in Europa, dopo il caso dei dati venduti abusivamente e la nuova regolamentazione sulla privacy.
Sta di fatto che nel dopo-borsa Facebook è stata pesantemente venduta, arrivando a perdere anche più del 20% ed oggi dovrebbe impattare negativamente sul Nasdaq100.
E’ proprio questa ambivalenza di sentimenti che dovrebbe pesare sulla seduta odierna, rendendola di difficile interpretazione.

La forza del mercato americano è evidente, come pure l’incertezza delle borse europee. Ma l’accordo per evitare la guerra commerciale USA-Europa, sempre che non venga ripudiato nei tweet notturni di Trump, dovrebbe favorire un recupero per i listini continentali, che non hanno ancora approfittato del rally americano avvenuto ieri sulla notizia.
In USA però le perplessità su Facebook dovrebbero frenare gli entusiasmi. Il buon senso porterebbe a pensare che comunque la positività dovrebbe prevalere sulla negatività. Ma tante volte il buon senso è stato spazzato via da comportamenti dei mercati apparentemente irrazionali oppure da nuove notizie che si sovrappongono alle vecchie, cancellandole in un attimo.
A questo proposito non sottovalutiamo la BCE, che oggi si riunisce per il consueto incontro mensile sulla politica monetaria, e la conferenza stampa di Draghi, anche se il mercato non si aspetta sorprese.
E nemmeno la vasta serie di trimestrali in arrivo oggi, tra cui cito soprattutto Amazon, il gigante dell’e-commerce, Intel il principale produttore di microchip, e, per la old economy, l’istituzione USA  McDonald’s.
Anche oggi le oscillazioni, dunque, non mancheranno.
Autore: Pierluigi Gerbino Fonte: News Trend Online

Nessun commento:

Posta un commento

LA SETTIMANA CALENDARIO RISULTATI UTILI SOCIETA' QUOTATE

Calendario Utili fornito da Investing.com Italia - Il Portale di Trading sul Forex e sui titoli di borsa.