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lunedì 16 luglio 2018

Obbiettivo rendimento a rischio controllato


La domanda classica che tutti gli aspiranti investitori fanno al proprio consulente o promotore finanziario è sempre la stessa: “Quanto posso guadagnare da questo investimento?” Se la domanda è mal posta, la risposta di molti professionisti del settore a volte è ancora più fuorviante. Coloro che non intendono esporsi più di tanto con il cliente rispondono così: “L’obiettivo è battere il mercato”.
In questo semplice esempio, si evidenziano gli errori comuni di valutazione che molto spesso gli investitori compiono. Mi focalizzo sul potenziale guadagno disinteressandomi completamente delle potenziali perdite ad esso connesse.
Al contrario, la corretta analisi di un investimento deve partire dall’analisi del rapporto rischio/rendimento. Pertanto una risposta corretta da dare al cliente voglioso di conoscere quanto renderà un investimento deve assolutamente ripartire da zero, con un’altra domanda: “Lei quanto è disposto a perdere?” Fissato pertanto il rischio massimo tollerabile dal cliente nel corso della durata dell’investimento è possibile individuare sulla base delle analisi dei mercati e della loro ciclicità quegli strumenti che potrebbero garantire (usiamo sempre il condizionale) un certo livello di rendimento. Attenzione, però, che in alcuni momenti i singoli mercati non essere in grado di soddisfare le aspettative del cliente alla luce dei rischi che intende assumersi per un determinato periodo di tempo.
Nella moderna metodologia di investimento, il concetto di copertura (hedge) per mantenere un rischio controllato sul portafoglio, pur cercando di mantenere inalterate le aspettative di rendimento, è il discrimine per una gestione efficiente del portafoglio. Senza l’utilizzo di opzioni o future (anche Etf) si rischia di continuare ad avere un’asset allocation che subisce la volatilità dei mercati piuttosto che controllarla e sfruttarla.
Infatti, come possiamo vedere dal grafico, l’ampiezza delle oscillazioni storiche dei prezzi dell’indice S&P 500 (cd. Volatilità Storica) cresce con tempistiche sconosciute (nessuno ha la sfera di cristallo) ma con modalità abbastanza prevedibili che ci permettono di porre in essere le adeguate coperture per tempo.


Fonte: www.tradingroomroma.it/blog

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