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lunedì 23 luglio 2018

Mercati ingessati, in attesa di tweet


Dal punto di vista dei grafici, che osserviamo ogni giorno, la settimana passata non ha aggiunto assolutamente alcuna novità rispetto a quanto detto una settimana fa. Se osserviamo il grafico a candele settimanali del principale indice USA, SP500, alla partenza odierna lo troviamo esattamente dov’era prima dell’inizio della seduta di lunedì scorso.
La candela della settimana appena passata è stata del tutto inutile a mantenere direzionalità. Solamente 27 punti di distanza tra minimo e massimo settimanale equivalgono ad un’oscillazione complessiva inferiore al punto percentuale, il minor scostamento tra massimo e minimo settimanale visto in questo 2018.
Pertanto il grafico ci dice di non perdere tempo a ragionare sul movimento in corso, che si è letteralmente bloccato proprio sulla resistenza (2.801) che in settimana, mercoledì, sembrava aver voglia di superare.

Tutto rinviato a quel che i tweet di Trump ci suggeriranno, dato che le chiavi della volatilità sono nella tastiera del suo smartphone, da cui dipendono minacce, insulti ed annunci in grado di far sussultare l’indice che condiziona poi il resto del mondo azionario.
Anche l’Europa, trascinata da Wall Street a zonzo intorno alle sue resistenze grafiche da superare, non è riuscita con Eurostoxx50 a confermare giovedì il superamento di 3.480, che mercoledì sembrava cosa fatta.

Venerdì mattina in Europa si è anche vista una scivolata piuttosto pericolosa, che ha coinvolto soprattutto l’indice tedesco Dax, quando è tornata a farsi più probabile la battaglia dei dazi sulle auto europee, che Trump ha nuovamente minacciato per vendicare la multa inflitta dall’antitrust europeo a Google per abuso di posizione dominante.
La fibrillazione, evidente per gran parte della seduta, si è poi smorzata nel finale, quando ancora una volta Wall Street ha mostrato nervi molto più saldi degli indici europei.

Eurostoxx50 ha recuperato così anch’esso i livelli su cui aveva iniziato la settimana.
Ha mostrato invece ancora debolezza relativa il nostro Ftse-Mib, che ha chiuso la settimana in calo moderato (-0,44%), ma significativo, poiché spicca se confrontato all’immobilità di Eurostoxx50.
E soprattutto perché ha permesso il terzo calo settimanale consecutivo all’indice di forza relativa del nostro indice rispetto ad Eurostoxx50. Segno che le difficoltà del governo italiano cominciano a preoccupare gli investitori internazionali, che alleggeriscono le posizioni sull’Italia.
Le sparate sovraniste e le dichiarazioni d’amore di Salvini verso Trump e Putin; le frizioni che in settimana si sono viste tra Di Maio ed il ministro Tria, che ad un certo punto sembrava persino minacciare le dimissioni: sono tutti argomenti utili a mandare allarmi sulla tenuta del nostro paese agli investitori internazionali, che vedono in Tria il garante della stabilità finanziaria italiana.

Lo spread infatti ha dato segni di nervosismo e il settore bancario è tornato l’emblema dei problemi italiani.
E pensare che si sta solo discutendo di nomine e di leggine di piccolo cabotaggio, come è il decreto dignità, benché venga propagandato da Di Maio con grande enfasi.
Ma se si riesce a litigare su poca roba, quando a fine estate il gioco si farà duro, poiché la legge di stabilità per il prossimo anno dovrà impostare i provvedimenti clou, quelli tanto promessi in campagna elettorale (Flat Tax, Reddito di cittadinanza, riforma delle pensioni), mi chiedo che cosa succederà e quali margini di tenuta esistano per questa allegra armata Brancaleone di dilettanti allo sbaraglio.
Intanto già oggi sul nostro indice calerà l’inattesa e troppo rapida successione di Marchionne alla guida del gruppo Fiat.

Il vecchio combattente di mille battaglie è alle prese con l’ultima battaglia campale in un ospedale di Zurigo. Comunque la si pensi è stato un grande protagonista, che ha saputo osare ed ottenere successi fantastici, accanto a scelte più discutibili. Ma certamente non si è mai risparmiato per il suo lavoro, fino a trascurare forse la sua stessa salute.
Sono questi personaggi che cambiano il mondo, e che quando abbandonano la scena lasciano un difficilmente colmabile.

Autore: Pierluigi Gerbino Fonte: News Trend Online

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