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giovedì 26 luglio 2018

L'Europa appoggia l'accordo contro i dazi: dollaro in aumento


I mercati europei festeggiano l'accordo appena chiuso fra Stati Uniti ed Europa che evita lo scontro sulle tariffe commerciali. Alle 10.15 sia il Dax che il Ftse Mib potevano vantare rispettivamente un +1,47% e un +0,8% con il listino italiano che arrivava a 21.741 punti. Un accordo che, a quanto pare, piace anche al dollaro che si rafforza arrivando a superare sull'euro quota 1,17.

I titoli in prima linea 

Come già detto, nello specifico i primi dati che si hanno sull'intesa Tra Washingotn e Bruxelles, riguardano un aumento degli acquisti di soia ed altre materie prime tra cui quelle energetiche, dagli Stati Uniti, in modo da poter recuperare ed ammortizzare la fascia di mercato che gli Usa perderebbero nel braccio di ferro con la Cina mentre Washington si impegna a bloccare i dazi su l’ acciaio e alluminio (e anche quelli delle auto).

Tra i protagonisti a Piazza Affari impossibile non sottolineare la performance di Fiat e un poco di tutta la galassia Agnelli all’indomani della notizia della morte di Sergio Marchionne ai vertici delle varie società (Fiat, Ferrari, Cnh Industrial) e sostituito immediatamente alle prime notizie riguardanti il peggioramento repentino della sua salute.
Dopo il -15% registrato nella scorsa seduta complice anche la revisione al ribasso delle stime riguardanti il resto dell’anno, oggi il titolo Fiat può sfruttare un rialzo del 4% aiutato dalle onde lunghe del taglio delle previsioni 2018 di General Motors. Numeri alla mano si parla di un +4,2% di Fiat, +1,39% di Ferrari, +1,11% di Cnh Industrial.

Uno sguardo alla Bce

Interessante anche la seduta di Telecom che alle 10.20 sfiorava l'15 di rialzo, anche lei aiutata dai conti del primo trimestre, così come anche Saipem la quale però, oltre ai buoni numeri può vantare la notizia di nuovi contratti per un totale di 800 milioni di euro divisi tra Arabia Saudita, Messico, Iran, Nigeria, Serbia
A questo punto le attese riguardano tutte l'ultima riunione della Banca centrale europea prima dell’estate.

Al centro della questione la strategia di lento drenaggio che dovrà caratterizzare l’inizio della tapering annunciato a giugno. Come detto sul tempo il programma di acquisti continuerà fino a dicembre con un ritmo che a ottobre toccherà i 15 miliardi di euro al mese, sebbene lo stesso Mario Draghi governatore della BCE abbia di fatto più volte sottolineato come qualsiasi decisione “non sia scritta nella pietra".
Decisivi saranno sempre i dati macro in base di quali Francoforte si riserva di prendere eventualmente altri provvedimenti a seconda dell'andamento dell'economia.
Fonte: News Trend Online

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