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lunedì 30 luglio 2018

Il portafoglio di agosto a Piazza Affari: i titoli long e short


Nelle ultime giornate diverse società quotate a Piazza Affari hanno già presentato i risultati del secondo trimestre, ma è a partire dalla settimana in corso che si entrerà nel vivo della stagione dei conti.

Piazza Affari: entra nel vivo la stagione delle trimestrali

Come evidenziato dagli analisti di Mediobanca Securities, nei prossimi dieci giorni di Borsa a dominare la scena a Piazza Affari saranno le trimestrali di numerose società.
In vista di tale appuntamento gli analisti mantengono una view cauta verso quelle azioni che stanno performando molto bene in attesa dei risultati e che sono esposte al rischio di prese di beneficio dopo la diffusione dei dati trimestrali.
Mediobanca ha così deciso di aggiornare il suo portafoglio long-short, con l'indicazione dei titoli da preferire e da evitare per il mese di agosto, apportando alcune modifiche alle scelte strategiche compiute in precedenza.


Dalla lista dei titoli da acquistare è stato eliminato Enel dopo alcuni movimenti contenuti dei prezzi seguiti ai risultati registrati fino ad ora da alcuni competitors europei.

Quattro blue chips su cui puntare ora secondo Mediobanca

Al posto di Enel entra Buzzi Unicem, coperto con una raccomandazione "outperform" e un prezzo obiettivo a 24,2 euro.
Le attese sui conti del gruppo sono basse e gli analisti non si aspettano indicazioni particolarmente brillanti, ma una conferma di quelle sull'Ebitda a loro dire dovrebbe favorire uan rivalutazione dei corsi.
Un'altra scommessa bullish è rappresentata da Leonardo che proprio oggi sarà chiamato alla prova dei conti, in attesa dei quali Mediobanca mantiene invariata la raccomandazione "outperform", con un target price a 13,5 euro.

Gli analisti vedono un buon momento per il titolo alla luce delle nuove commesse e della fiducia espressa dal CEO Profumo sulle previsioni fornite che secondo Mediobanca difficilmente andranno in contro ad un ribasso.
Tra i bancari il titolo preferito è Ubi Banca, con una raccomandazione "neutral" e un fair value a 4,3 euro.
Per gli analisti il gruppo vanta una solida posizione patrimoniale per gestire gli Npl e un catalizzatore per il titolo potrebbe essere una chiusura a breve della garanzia Gacs.  
Un altro titolo su cui Mediobanca resta lunga è Ferrari, coperto anch'esso con un rating "neutral" e un prezzo obiettivo a 116 euro.

Gli analisti sottolineano che malgrado il cambio al vertice sembra confermato il Capital Market Day di settembre, in vista del quale qualche rumor potrebbe iniziare a circolare già a fine agosto.
Per Mediobanca Ferrari è un titolo di qualità, con un carattere difensivo che dovrebbe consentirgli di superare indenne la guerra dei dazi tra Stati Uniti ed Europa.

Il portafoglio short suggerito dagli analisti

Passando al portafoglio short, l'ultimo ingresso è quello di Campari in sostituzione di Unieuro, con un giudizio "neutral" e un target price a 6,5 euro.

Gli analisti ora sono corti sul titolo dopo la brillante performance messa a segno di recente che ha portato ad un'espansione dei multipli.
Il timore è questo entusiasmo possa venire meno se non saranno pubblicati dal gruppo risultati ben oltre le previsioni, ma questa ipotesi è giudicata poco probabile dagli esperti.
Posizione ribassista anche su Intesa Sanpaolo, con un rating "neutral" e un fair value a 3,1 euro, per coprire quella rialzista su Ubi Banca di cui abbiamo parlato prima.

Mediobanca non vede particolari catalizzatori per il titolo visto che non si aspetta indicazioni positive dai conti del secondo trimestre.
Nel portafoglio short compaiono inoltre due titoli al di fuori del paniere del Ftse Mib e e si tratta di ERG e De' Longhi, coperti entrambi con una raccomandazione "neutral" e un prezzo obiettivo pari rispettivamente a 16,2 e a 26,4 euro.
La posizione corta su ERG viene giustificata alla luce delle negative indicazioni arrivate dai conti trimestrali dei competitors.
Nel caso di De' Longhi invece l'attenzione è rivolta a due fattori sfavorevoli: da una parte l'esposizione del gruppo al mercato dei consumi Usa e dall'altra l'andamento del dollaro che impatta negativamente sulla struttura dei costi-ricavi.
Fonte: News Trend Online

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