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mercoledì 4 luglio 2018

EUR/USD: un recupero di breve durata. Il dollaro è ancora buy


L'euro-dollaro sta provando quest'oggi a portare avanti il recupero partito dai minimi di ieri, quando nel pomeriggio le quotazioni sono scese ad un passo da area 1,16, per poi avviare un rimbalzo che trova un seguito nella sessione odierna, pur in assenza di variazioni percentuali di rilievo. La moneta unica infatti guadagna circa lo 0,2% contro il biglietto verde, con un crosso fotografato a 1,1662.

L'euro-dollaro cerca così di allontanarsi dai minimi segnati nella sessione di giovedì scorso al di sotto di quota 1,155, ma almeno però non è riuscito a spingersi oltre l'area di 1,17 avvicinata prima del week-end in chiusura di sessione. 
Ieri la moneta unica è stata penalizzata dalle vendite per via delle paure legate alla sopravvivenza del Governo tedesco, ma l'accordo raggiunto in estremo sul tema dei migranti ha ridato fiato all'euro che ha così evitato ulteriori discese almeno per il momento, visto che è stata scongiurata nell'immediato la caduta del Governo Merkel.


Lo scenario però continua a rimanere a favore del dollaro che dovrebbe portare avanti il rally partito nel secondo trimestre, quando il Dollar Index ha guadagnato poco più del 5%. 
Del resto anche l'intesa raggiunta in Germania difficilmente alimenterà un rialzo corposo della moneta unica, come spiegato dagli analisti di ING, i quali ritengono che la divergenza tra Europa e Stati Uniti sui tassi di interesse e sulla crescita economica non è destinata a scomparire.


Questo secondo la casa olandese dovrebbe tenere a bada le velleità rialziste dell'euro-dollaro, per il quale la resistenza posizionata a 1,169-1,1720 difficilmente dovrebbe essere violata con decisione almeno nel brevissimo. 
Gli analisti evidenziano che il cross euro-dollaro ha trovato un punto di equilibrio temporaneo sopra quota 1,15 che ha saputo reggere alla pressione ribassista, favorendo un recupero e un conseguente allontanamento da questo livello.

A detta di ING il futuro del cambio euro-dollaro dipenderà dalla crescita economica e in particolare dal differenziale medio tra quella negli Stati Uniti e nell'area euro, che potrebbe allargarsi ulteriormente o iniziare a restringersi. 
Un aumento del differenziale gioca a sfavore dell'euro, basti pensare che da aprile, ossia da quanto si è avuto un incremento dei rischi di una guerra commerciale, lo spread tra la crescita 2018 attesa negli Stati Uniti e in Europa è salito dello 0,3% e questo si è tradotto in una flessione di circa il 7% dell'euro-dollaro.


Secondo ING al momento il trend del biglietto verde si conferma rialzista e i dati macro a disposizione non forniscono indicazioni sui possibili impatti negativi sulla crescita derivanti dall'aggressiva politica commerciale di Trump. A ciò si aggiunga che i mercati emergenti sono chiaramente sotto pressione, inclusi quelli che vantano una posizione più solida, e questo secondo gli analisti è un segnale che la divisa americana sarà forte nel breve termine.


Una tendenza giustificata dal fatto che le prospettive macroeconomiche degli Stati Uniti sono migliori rispetto a quelle del resto del mondo, come spiegato da Morgan Stanley. 
Gli analisti di quest'ultima avvertono però che il biglietto verde potrebbe perdere forza se l'outlook economico globale dovesse peggiorare, visto che in tal caso ne risentirebbe anche la crescita a stelle e strisce.

Morgan Stanley ricorda che circa un terzo dei profitti delle società che compongono l'S&P500 è generato al di fuori degli Stati Uniti e le conseguenze del dollaro forte rischiano di farsi sentire anche all'interno dei confini nazionali.
Fonte: News Trend Online

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