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lunedì 30 luglio 2018

ENI tenta un recupero. Broker: un ottimo buy dopo la trimestrale


Questa prima seduta della settimana viene vissuta da ENI in maniera speculare a quella di venerdì scorso. Dopo aver ceduto oltre mezzo punto percentuale prima del week-end, il titolo quest'oggi, dopo aver superato una breve fse di incertezza iniziale, ha imboccato la via dei guadagni, salendo in controtendenza rispetto al mercato.
ENI negli ultimi minuti viene scambiato a 16,286 euro, con un rialzo dello 0,53% e oltre 4 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, rispetto alla media giornaliera degli ultimi tre mesi pari a poco meno di 13 milioni di pezzi. 
ENI trova sostegno nel rialzo del petrolio che si spinge oltre la soglia dei 70 dollari al barile e recupera così terreno dopo la debolezza di venerdì scorso seguita alla diffusione dei conti societari.


Il gruppo ha chiuso il primo semestre con un utile netto adjusted in rialzo da 1,2 a 1,7 miliardi di euro, mentre l'utile netto è balzato da 983 milioni a 2,1 miliardi di euro e l'utile operativo adjusted da 2,8 a 4,9 miliardi di euro. 
I ricavi sono saliti del 7,1% a 36,07 miliardi di euro, mentre la produzione di idrocarburi si attesta a 1,87 milioni di barili al giorno, con un incremento del 4,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

L'indebitamento netto è sceso da 10,92 a 9,9 miliardi di euro, registrando il miglior risultato degli ultimi 11 anni. 
Nel secondo trimestre i ricavi sono saliti del 16% a 18,14 miliardi di euro, mentre l'utile operativo adjusted è balzato da 1,019 a 2,54 miliardi di euro.

L'utile netto adjusted è passato da 463 a 767 milioni di euro, mentre l'utile netto ha registrato una forte crescita da 18 milioni di a 1,25 miliardi di euro. 
Sulla base di questi risultati ENI distribuirà un acconto sul dividendo di 0,42 euro, rispetto ai 40 centesimi del 2017, su un totale annuo do 0,83 euro, contro gli 0,8 euro dello scorso anno.

Il management di ENI ha confermato gli obiettivi finanziari e operativi per l'intero 2018, per il quale stima una produzione di idrocarburi in crescita del 4% a circa 1,9 milioni di barili equivalenti al giorno.
Gli investimenti proforma dovrebbero attestarsi a 7,7 miliardi di euro e la società ha confermato anche la copertura organica degli investimenti e del dividendo allo scenario Brent di circa 55 dollari al barile nel 2018.
Ai risultati in crescita diffusi venerdì scorso il titolo ha reagito in maniera debole, complice la delusione per alcuni conti del secondo trimestre, ma oggi ENI risale la china, sostenuto anche dalle indicazioni bullish di varie banche d'affari.


Gli analisti di Equita SIM credono che i numeri del gruppo abbia risvolti leggermente positivi per il titolo, grazie alla buona generazione di cassa, ai risultati E&P superiori alle attese e al miglioramento dell'outlook sulla G&P.
La SIM milanese ha confermato le stime sul gruppo e ritiene che nel 2018 la generazione di cassa si mostrera? ben oltre il livello degli investimenti e dei dividendi, permettendo a ENI di migliorare la remunerazione per gli azionisti nel corso dei prossimi esercizi.


Dopo la conference call gli analisti hanno segnalato tre aspetti rilevanti: il primo è che la generazione di cassa del secondo trimestre era coerente con il piano industriale, il secondo è che la crescita degli utili del 66% è la più alta tra le società integrate che hanno diffuso i conti fino ad ora.
Infine, il terzo aspetto è che lo scenario sull’E&P e? stato nella prima metà dell'anno migliore del piano di 10 dollari al barile, ma e? andato anche oltre le attese degli analisti a parita? di prezzi del greggio. 
Equita SIM ricorda che anche l’outlook sulla divisione G&P e? migliorato di 100 milioni di euro a livello di EBIT, ma lo scenario sul downstream, e? peggiorato di 300 milioni rispetto al piano, per i minori margini sulla raffinazione e soprattutto sulla chimica dove si dovrebbero normalizzare nella seconda metà dell'anno.


Confermata la strategia bullish su ENI che per la SIM milanese resta da acquistare con un prezzo obiettivo a 18,5 euro. 
A caldeggiare lo shopping è anche Jefferies che ha un target price a 18,8 euro, malgrado il conti del secondo trimestre abbiano evidenziato un utile operativo netto sotto le attese per via di componenti straordinarie.
Gli analisti credono che la valutazione di ENI sia bassa e inferiore a quella dei competitors, segnalando al contempo che il momentum operativo di ENI è forte. 
Anche Banca IMI punta sul titolo, tanto da ribadire la raccomandazione "buy", con un fair value rivisto al rialzo oggi da 19,4 a 20,5 euro, complice un miglioramento delle stime sull'utile per azione nell'ordine del 12% per il triennio 2018.2020.


Per gli analisti i conti del gruppo sono stati in linea con le attese sul fronte dell'ebit adjusted, ma inferiore con riferimento all'utile netto.
Fonte: News Trend Online

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