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mercoledì 4 luglio 2018

Da Piazza Affari a Wall Street: chi ha vinto (e perso) finora?


I primi sei mesi del 2018 sono passati e l'Italia è stata il centro delle preoccupazioni europee. Se oltreoceano ha impensierire gli operatori sono state le trovate dell'amministrazione Trump sempre pronta a dichiarare guerre (commerciali o meno) ovunque evitando però il peggio all'ultimo momento (Corea del Nord docet) nel Vecchio Continente il tasto dolente è rappresentato dalle urne italiane e soprattutto dalla sostenibilità e dalla gestione futura dei complicati conti pubblici.

La situazione a Piazza Affari

Queste le principali ragioni che si trovano alla base dell'aumento della volatilità e dell'incertezza registrate nella prima metà dell'anno con un Ftse Mib che è arrivato a segnare un passivo dell'1,04% con un calo di circa 100 punti dagli iniziali 21.853 di gennaio agli attuali 21.752 e raggiungendo il massimo il 7 maggio con i suoi 24.544 punti (il livello dei 24mila è stato toccato a fine gennaio) mentre il minimo si è visto poco dopo, il 29, a 21.351 punti, giornata che ha registrato anche il risultato peggiore con un passivo del 2,65% e uno spread a 300 punti.

Guardando alle singole sedute, 52 hanno visto una chiusura negative mentre 73 sono state al rialzo: in questo caso la migliore è stata quella dell11 giugno con una chiusura effervescente di +3,42%. Tra i protagonisti il vincitore è senza dubbio Moncler con la sua performance del 49,5% nei primi sei mesi; guardando ai particolari si parla di ricavi che nel primo trimestre sono arrivati a 332 milioni di euro (+20% a/a).
Al secondo posto invece Ferrari con un +33,2% mentre Eni (15,3%) e Tenaris (19,4%) hanno potuto sfruttare il rialzo del greggio che proprio oggi è arrivato a superare i 75 dollari al barile, il massimo da oltre 4 anni. Chi invece deve recuperare da una situazione negativa sono Banca Generali e Prysmian, quest'ultima appesantita un aumento di capitale che l'ha portata ad ulteriore indebitamento: per loro si parla rispettivamente di -23,1% e -21,6% mentre al terzo posto c'è Banca Mediolanum con un – 19,5%.

Dall'Europa agli Usa

Allargando la visuale al resto d'Europa e soprattutto alla piazza di scambio statunitense le cose non cambiano più di tanto: il DAX tedesco ha chiuso un semestre in negativo del 4,73% mentre il CAC40 francese è riuscito, seppur di poco, a mantenere il suo saldo finale in positivo con lo 0,21%.
Da parte sua Wall Street, oggi chiusa per la ricorrenza dell'Independence Day, deve fare i conti con un Dow Jones in flessione nei primi sei mesi dell'anno dell’1,81%, mentre va decisamente meglio per il Nasdaq a +8,8% complice anche l'exploit dei tecnologici.

In positivo anche l’S&P500 che ha guadagnato l’1,67%. Per il principale indice statunitense il campione è Fossil (NASDAQ: FOSL) il quale, dopo aver perso il 70% del suo valore nel 2017 ha ripreso forza proprio grazie al comparto del wearable che lo ha portato a +245% da inizio anno.
Resta i punto interrogativo sul resto del semestre visto che la società ha già annunciato la previsione di un calo delle entrate compreso tra il 14% e il 6% nel 2018 contro quello dell'8% visto l'anno scorso.
Diverso il discorso per Abiomed (NASDAQ: ABMD) leader delle pompe cardiache e che nella speciale classifica è arrivato a occupare il secondo posto con il suo +118% a sua volta favorito da un +40% delle vendite nel primo trimestre e del 34% nel secondo trimestre.

Nel suo caso, infatti, le prospettive per il futuro sono rosee: i mercati internazionali sono tutti anora da scoprire per la società che già punta a nuovi orizzonti come Germania e Giappone, forte anche dei suoi nuovi brevetti che potrebbero aumentare il suo margine di vantaggio sulla concorrenza.
Fonte: News Trend Online

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