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martedì 24 luglio 2018

Cina tutto da vendere oppure opportunità in vista?

L’indice cinese della borsa di Shanghai, il Csi 300, con il suo -14% da inizio d’anno, è uno dei peggiori indici azionari mondiali. In molti, anche a causa della guerra commerciale promossa da Trump, vedono qualcosa di simile al 2015, ovvero un anno terribile per le azioni cinesi che persero dai massimi dell'anno un importante -45%. Si replicherà un altro 2015?
Crediamo che molto dipenderà dalla politica di Trump sui dazi, ma non tutto! La Cina oggi, infatti, è un economia completamente diversa da quella del 2015 ed un indice economico noto ai soli addetti ai lavori lo dimostra. Riteniamo, infatti, che il Gdp cinese non rappresenti correttamente la crescita della Cina, ma sia meglio rappresentarla con indici alternativi, uno su tutti il Li Keqiang index.

Questo indice rappresenta la crescita nei new loans, nei traffici di merci del settore ferroviario e nel consumo di energia. Riteniamo quindi questo indicatore più dinamico ed affidabile del Gdp ufficiale.
 

Come potete notare dal grafico nel 2015, durante la grande crisi della borsa cinese, l’indice suddetto era in effetti in chiara tendenza negativa, mentre oggi si trova ben al di sopra del Gdp ufficiale, con una tendenza sicuramente non negativa.
Ultimo ma non per importanza: i massimi del 2015 avevano visto un PE per l’indice cinese a quota 22, mentre oggi il noto rapporto prezzo/utili lo troviamo ad un più contenuto 13, ovvero un ratio sicuramente non da bolla speculativa.
L'analisi tecnica non ci suggerisce ancora il Buy e quindi "wait and see", tuttavia meglio incominciare ad ipotizzare acquisti all'orizzonte piuttosto che vendite globali.


Articolo a cura della Redazione RC
www.rischiocontenuto.net

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