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lunedì 2 luglio 2018

BofA: il biglietto verde vincerà sulla moneta unica


Più forza sul dollaro, questa la sintesi del pensiero di Bank of America Merrill Lynch sul destino del biglietto verde. Tradotto in cifre si parla di 1,12 dell'euro sul dollaro invece del già preventivato 1,17 con un saldo per la fine dell'anno che sarà di 1,14 invece di 1,20.

La differenza tra Usa e Ue

Lo scenario base, nonostante le fondate paure di una guerra commerciale, non sembra essere quello di un pericolo imminente per l'economia Usa, soprattutto se paragonata all'andamento del suo diretto concorrente, il Vecchio Continente.

Quest'ultimo, infatti, si trova diviso da più elementi interni, non ultimi la serie di discrepanze su politiche di base. Allontanandosi dal report di BofA, infatti, si guarda a quanto sta accadendo in queste ore al vertice di Bruxelles sui migranti. Dopo una prima esultanza del premier italiano Giuseppe Conte sul possibile accordo raggiunto, è arrivato il dietro front del suo collega francese, Emmanuel Macron il quale ha confermato che la solidarietà per i migranti riguarda solo i paesi che accetteranno di accoglierli, quindi su base volontaria, mentre resta fermo l'obbligo di ospitalità per il paese di primo ingresso il quale deve garantire anch i centri di accoglienza, chiosando immediatamente dopo che la Francia non ha intenzione di accoglierli in quanto Parigi non è zona di primo ingresso.

Unica concessione, per il momento, la mutualizzazione dell'organizzazione ei i finanziamenti europei.  

Il punto di vantaggio di Washington

Tornando invece al report BofA gli Usa hanno e avranno, ancora un altro punto a favore, l'utile bastone d'appoggio rappresentato dalla riforma fiscale approvata alla fine dello scorso anno, cosa sulla quale Bruxelles invece difetta.
Da parte sua la Bce, sebbene orientata a chiudere il Quantitative Easing a fine anno, non intende invece rivedere il costo del denaro ancora per un po' di tempo, oltre a continuare la sua politica di reinvestimenti. Sarà perciò proprio Washington che potrà continuare a rafforzarsi dando la possibilità alla Fed di stringere sul costo del denaro, a tutto vantaggio del biglietto verde il quale vedrà arrivare nuova linfa vitale dal possibile rimpatrio di capitali a cui proprio la riforma fiscale avrà dato il via nel frattempo.

Nel  primo trimestre 2018, infatti, gli Usa hanno dato il benvenuto a circa 300 miliardi di dollari detenuti all'estero dalle multinazionali, lo stesso livello registrato da un provvedimento simile, il Homeland Investment Act, nel 2005 con una sola differenza: nel secondo caso i 300 miliardi arrivarono alla fine di tutto l'anno mentre adesso si parla solo di un trimestre.  
Fonte: News Trend Online

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