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giovedì 28 giugno 2018

WallStreet in calo, in Asia rimbalza solo la Cina. Rally del petrolio

La Casa Bianca ha mostrato ieri di non voler andare fino in fondo con i provvedimenti commerciali anti Cina, ma i mercati finanziari mondiali restano in apprensione.

Stamattina in Asia scendono le Borse del Giappone (-0,3%), della Corea del Sud (-0,7%), dell'India (-0,1%) e di Taiwan (-0,2%). 

Rimbalza, dai minimi degli ultimi 13 mesi l'indice CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzen: +0,3%. Si riprende anche Hong Kong +0,5%.

I future sulle borse europee anticipano un avvio intorno alla parità.

Prosegue il rafforzamento del dollaro su yuan, con il cross in ascesa per il settimo giorno consecutivo a 6,61, massimo dalla fine dell'anno scorso. Il cambio non sta aiutando le Borse della Cina perché in questo momento il vantaggio commerciale acquisito è poca cosa, a fronte del pericolo di una crescita insostenibile dei costi finanziari per le moltissime società cinesi che negli ultimi anni si sono indebitate in dollaro. Di questo tema, parlava ieri mattina una nota di JP Morgan.

Anche se Donald Trump ha deciso di non usare la legislazione d'emergenza, per proteggere i brevetti e la tecnologia delle aziende americane, minacciate, a suo dire, dalle aziende cinesi, ieri Wall Street non l'ha presa bene: con un drastico peggioramento nel finale di seduta, il Dow Jones ha chiuso in calo 0,7%. Molto più pesante il Nasdaq -1,5%. 
Peggior blue chip McDonald's (MCD.N), con un calo superiore al 2%. Ancora male Intel (INTC.O), sui minimi degli ultimi tre mesi, anche per effetto della perdita di valore provocata dall'allontanamento dell'amministratore delegato, reo di aver avuto una relazione con una sua collaboratrice. 

In rialzo le società del petrolio come Chevron (CVX.N) (+1,5%), mentre il greggio tipo WTI, quello di riferimento per gli Stati Uniti, è salito sui massimi da novembre 2014. 
Nonostante Trump sia tornato a prenderla di mira, a causa della sua decisione di demoralizzare una parte della sua produzione, Harley Davidson ha chiuso in rialzo dello 0,8%. 
In vista della delicatissima riunione del Consiglio europeo di oggi e domani, l'euro viene schiacciato dal dollaro, cross a 1,156, in lieve recupero dopo il -0,8% di ieri. 
Segnali di assestamento dell'oro, poco mosso stamattina a 1.252 dollari l'oncia, dai minimi di periodo toccati ieri. 
Titoli di Stato Italia. Ieri il Tesoro ha collocato 6,5 miliardi di BOT a 6 mesi con rendimenti in calo al 0,0992% dal precedente 1,21% di un mese prima. Gli occhi sono puntati sull'asta di oggi. Il Tesoro offre titoli a lunga scadenza: fino a 5/6,5 miliardi di Btp a 5 e 10 anni e Ccteu: nona tranche 5 anni marzo 2023 cedola 0,95% per 1,5/2 miliardi, undicesima tranche 10 anni febbraio 2028 2% per 2/2,5 miliardi e quinta tranche Ccteu settembre 2025 per 1,5/2 miliardi.

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