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mercoledì 13 giugno 2018

Russia 2018: quanto costa all'Italia l'assenza della nazionale?


Domani inizierà in Russia il mondiale di calcio, mondiale cui l'Italia, dopo 60 anni di onorata (anche se non sempre) presenza, non ci sarà.

Il danno 

Il 13 novembre la nazionale italiana con il suo pareggio contro la Svezia ha creato un caos sociale, economico e politico oltre che sportivo.
A prescindere dalla delusione di una popolazione che vede nel calcio un motivo di orgoglio e riscatto popolare, dal terremoto che si è visto all'interno della Lega e dalla conseguente rifondazione della nazionale stessa, resta anche la perdita, ben più concreta, di un capitale inestimabile per l'economia.
Numeri alla mano si parla di qualcosa come 100 milioni di euro anche se alcuni calcoli “allargati” arrivano a conteggiare 10 miliardi suddivisi, grosso modo, tra la pubblicità (intorno ai 4 miliardi comprendendo magari anche il calo delle vendite delle testate sportive), vendite all'estero (2-3 miliardi) e consumi interni (3 miliardi), senza contare il mancato introito derivante dalle scommesse; in questo caso si potrebbe arrivare anche a 1 miliardo.

L'immagine

Fin qui i numeri.

Resta però da stabilire il danno di immagine all'estero con un peso che grava sia sul fattore fiducia (e la politica non può essere esclusa) ma anche del più ampio “Brand Italia”
Innegabile il fatto che con la presenza di un'audience maggiore salgono di conseguenza anche le tariffe pubblicitarie (il più americano degli eventi, il superbowl ne è l'esempio) così come è innegabile che, per quanto si possa amare il calcio, l'italiano medio non è attratto dall'evento in assenza della sua nazionale.

Discorso simile anche per chi il calcio non lo segue molto ma, in occasione di appuntamenti particolarmente importanti, fa un'eccezione alla regola. Magari portando fuori anche la famiglia, o gli amici, in un ristorante che per l'occasione sfoggia il maxischermo.
A tutto vantaggio della famiglia, degli amici e del proprietario del locale.
Senza contare chi, sull'onda di una passione estrema, non esita ad organizzare le vacanze estive proprio in virtù del mondiale.

I premi


Difficile fare calcoli e volendo ci si potrebbe affidare ai precedenti storici offerti dai mondiali di Spagna 82 e Germania 2006 quando la nazionale vinse portando a casa oltre la coppa anche un +3% sul Pil m/m, raddoppiandolo addirittura a/a.

Casi forse estremi ma secondo il Financial Times una vittoria al mondiale avrebbe potuto portare persino a uno 0,7% sul Pil che, tradotto in soldoni (nel vero senso della parola) oscilla tra i 16 e gli 11 miliardi considerando sponsor, vendite dirette e indirette, diritti tv, consumi, viaggi, indotto (ristoranti, pub, etc).
Per quanto riguarda poi la federazione bisogna anche guardare al montepremi perso: 12 milioni per la presenza alla fase finale in Russia, 20 milioni se lo stop fosse arrivato agli ottavi di finale, 25 milioni per i quarti, 40 milioni in caso di secondo posto e 50 milioni di euro per la vittoria.
Fonte: News Trend Online

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