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martedì 19 giugno 2018

Report dei mercati


Borsa Usa: Dow Jones chiude a -0,41%, piatto il Nasdaq
La Borsa di New York ha chiuso la prima seduta della settimana in calo. Il Dow Jones ha perso lo 0,41% e l'S&P 500 lo 0,21%. Praticamente invariato il Nasdaq Composite (+0,01%). Il buon andamento del comparto energetico, spinto al recupero del petrolio, ha permesso a Wall Street di limitare le perdite causate dai timori legati al commercio internazionale.
Tra i titoli in evidenza Intel -3,43%. Northland Securities ha peggiorato la raccomandazione sul titolo del colosso dei semiconduttori a underperform.
Walt Disney -1,66%. Secondo la CNBC, il colosso dell'intrattenimento potrebbe migliorare la propria offerta per l'acquisto di buona parte delle attività di Twenty-First Century Fox in risposta ai 65 miliardi di dollari messi sul piatto da Comcast. Lo scorso dicembre Walt Disney aveva raggiunto un accordo per l'acquisto degli asset nel cinema e nella tv di Fox per 52,4 miliardi di dollari. Pivotal Research ha abbassato il giudizio sul titolo Walt Disney a sell da hold.
W.P. Carey -1,91%. La società immobiliare ha annunciato un accordo per la fusione con Corporate Property Associates in una operazione da circa 6 miliardi di dollari. Gli azionisti CPA riceveranno 0,16 azioni Carey per ogni azione posseduta. Il closing è previsto entro il quarto trimestre.
Chevron +1,48%. Raymond James ha alzato il rating sul titolo del colosso petrolifero a outperform da market perform.
Rent-A-Center +22,03%. Il fondo Vintage Capital ha messo sul piatto 15 dollari per azione per l'acquisto del gruppo specializzato nel noleggio di materiale per l'ufficio.
Sul fronte macroeconomico l'Indice del Mercato Immobiliare NAHB (National Association of Home Builders) è sceso nel mese di giugno a 68 punti, risultando inferiore al consensus e alla rilevazione precedente entrambi pari a 70 punti. La flessione è dovuta specialmente al notevole incremento dei prezzi del legname.
MERCATI ASIATICI
Tracollo per l'Asia-Pacific sulla guerra commerciale di Trump
Dopo un avvio d'ottava complessivamente in negativo per Wall Street (dei tre principali indici Usa solo il Nasdaq è riuscito a restare sopra la parità lunedì e di appena lo 0,01%), il clima ribassista si sente anche alla riapertura degli scambi in Asia. A tenere banco l'escalation della guerra commerciale lanciata da Donald Trump contro la Cina. Il presidente Usa ha infatti annunciato lunedì di essere pronto a imporre nuovi dazi su 400 miliardi di dollari di prodotti made in China, dopo che Pechino aveva replicato con nuove imposte su merci americane alle tariffe commerciali annunciate venerdì dallo stesso Trump. Immediata la risposta cinese: il ministero del Commercio di Pechino ha definito la mossa di Trump "ricattatoria" e ha anticipato ulteriori contromisure. Il risultato è stato è un declino ampiamente superiore all'1% dell'indice Msci Asia-Pacific, Giappone escluso, che si muove sui minimi da febbraio. A farne le spese, sui di versi mercati della regione, sono stati in primis i fornitori di Apple, nonostante Trump abbia tentato di rassicurare del fatto che le nuove imposte non dovrebbero andare a toccare l'iPhone.
Netto l'impatto anche sul fronte valutario, con il Bloomberg Dollar Spot Index, paniere che monitora la divisa americana nei confronti delle altre dieci principali monete, in declino di circa lo 0,20% mentre il parallelo rafforzamento intorno allo 0,70% dello yen sul biglietto verde ha contribuito alla pessima giornata di Tokyo: il Nikkei 225 ha infatti chiuso con una perdita dell'1,77% (ha fatto meglio l'indice più ampio Topix, deprezzatosi comunque dell'1,55%). Vero e proprio tracollo, invece, per le piazze cinesi, reduci dallo stop di lunedì per la celebrazione del Du?nw? (il Festival delle barche drago). A circa un'ora dallo stop alle contrattazioni Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 sono infatti in declino intorno al 3% contro il crollo superiore al 5% dello Shenzhen Composite. Netta contrazione anche per Hong Kong: l'Hang Seng è infatti in ribasso di quasi il 3% (e la performance è simile per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica per la Corporate China). Flessione ampiamente superiore all'1% anche per il Kospi di Seoul, mentre neppure Sydney riesce a restare sopra alla parità (anche se è di solo lo 0,03% il deprezzamento dell'S&P/ASX 200).
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MERCATI EUROPEI
Borse europee negative
Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in calo a causa delle tensioni legate al commercio internazionale. L'indice Stoxx Europe 600 cede lo 0,7%, il Dax30 di Francoforte l'1,5%, il Cac40 di Parigi l'1,2%, il Ftse100 di Londra lo 0,8% e l'Ibex35 di Madrid l'1,4%.  Ieri sera il presidente Usa Donald Trump ha minacciato nuovi dazi su beni cinesi del valore di 200 miliardi di dollari.
Male in particolare il comparto legato alle risorse di base
Tra i titoli in evidenza Scor -0,4% nonostante il giudizio positivo di Berenberg. Il broker ha avviato la copertura sul riassicuratore francese con rating buy.
Roche +0,2%. Il gruppo farmaceutico ha comunicato di avere raggiunto l'accordo per acquisire le quote non ancora detenute nel capitale di Foundation Medicine, al prezzo unitario di 130 dollari per azione, pari a un premio del 47% sulla media ponderata del titolo negli ultimi 30 giorni al Nasdaq. Complessivamente il gruppo elvetico pagherà 2,4 miliardi di dollari per il buyout dell'azienda del Massachusetts specializzata in diagnostica genomica dei tumori, per una valutazione totale di 5,3 miliardi.
Debenhams -11%. Il gruppo britannico dei grandi magazzini ha lanciato un profit warning. Per il 2018 la società stima un utile ante imposte compreso tra 35 e 40 milioni di sterline contro i 50,3 milioni attesi dagli analisti.
Peugeot -2%. Il gruppo automobilistico francese ha nominato Philippe de Rovira nuovo chief financial officer (Cfo).
Givaudan +0,5%. Jp Morgan ha confermato il rating "buy" sul titolo del gruppo dei profumi e delle fragranze.
APERTURA MERCATO ITALIANO
Vendite diffuse a Piazza Affari in avvio: male STM e Prysmian
Avvio di seduta in pesante ribasso per l’azionario italiano ed europeo. A Piazza Affari il FTSE MIB cede l’1,43%, il FTSE Italia All share l’1,39%, il FTSE Italia Mid Cap l’1,24%      e il FTSE Italia Star l’1,15 per cento. I fattori di incertezza geopolica e macroeconomica si moltiplicano per la politica di stampo protezionista sempre più aggressiva promossa dall’amministrazione USA di Donald Trump. Dopo che la Cina ha risposto ai dazi Usa con uguale potenza di fuoco annunciando dazi sulle importazioni agricole dagli States su merci per 50 miliardi di dollari, la Casa Bianca ha chiesto al rappresentante del Commercio Robert Lighthizer di identificare un altro plafond di 200 miliardi di dollari di beni cinesi sottoponibili ad ulteriori dazi del 10 per cento. L’attivismo di Trump in politica estera, incoraggiato anche dalla preparazione per le elezioni di midterm in calendario per il prossimo 6 novembre e dal le crescenti pressioni delle inchieste sull’influenza della Russia nella campagna presidenziale, si è allargato alla questione europea dell’immigrazione con un attacco diretto alla Germania, il cui popolo starebbe rivoltandosi contro la leadership e la solida coalizione di governo per via della immigrazione, della crescita della criminalità. “E’ stato un grande errore permettere l’ingresso in tutta Europa di milioni di persone che hanno così intensamente e violentemente cambiato la sua cultura”, ha affermato Trump.
Da notare che lo spread BTP/Bund in queste ore si riallarga a 224 punti base. Cresce infatti di 4 punti base il rendimento del BTP decennale italiano (2,60%) mentre flette di 3 punti base quello del Bund tedesco (0,36%). Un incontro tra il premier italiano Giuseppe Conte e la cancelliera tedesca Angela Merkel sarà seguito da un incontro di quest’ultima oggi con il premier francese Emmanuel Macron. Si preparano le posizioni per il Consiglio d’Europa di fine mese e il tema dell’immigrazione, che divide anche la politica interna tedesca sembra acquistare un peso crescente dopo le recenti decisioni dell’Italia sul caso Aquarius. Da notare che il ruolo storico della Merkel a difesa dell’Unione Europea fa intravedere ad alcuni osservatori il pericolo che una debolezza del suo governo possa tradursi in una debolezza dell’Eurozona.
Le vendite a Milano come detto sono diffuse e colpiscono un po’ tutti i settori. Arretrano oggi i bancari. Unicredit cede lo 0,98% e Intesa l’1,35 per cento. Perde quota anche Banco BPM (-0,75%) nonostante proseguano le manovre di derisking e secondo indiscrezioni siano in corsa per una collaborazione sugli NPL doBank, Credito Fondiario, Prelios (controllato da Davidson Kempner Capital Management), Guber (partecipata da Varde Partners) e il Christofferson Robb-Spaxs-Fire.
Secondo quanto riferito da fonti sindacali a Reuters e Radiocor i lavoratori di Telecom Italia (-1,27%) consultati sui piani di solidarietà e gestione dei circa 4 mila esuberi previsti concordati tra azienda e sindacati avrebbero approvato l’intesa. In programma un ampio ricorso ad incentivi e prepensionamenti. Radiocor riporta che sarebbero stati 15.650 i lavoratori favorevoli all’accordo a fronte di 671 contrari e 626 astenuti.
Forti vendite anche su STM (-1,98%) che già ieri perdeva quota a seguito dello stacco del dividendo da 0,20 dollari e registra oggi anche il cattivo sentiment del comparto dei semiconduttori testimoniato dal calo di ieri di quasi un punto percentuale dell’indice SOX di Philadelphia.
In rosso anche Prysmian (-2,95%) che già ieri subiva il malumore portato sul settore dei cavi dal profit warning di Nexans.
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TITOLI DEL GIORNO
Intesa Sanpaolo positiva in avvio di ottava, sovraperforma leggermente l’indice di settore Ftse Italia Banche che segna un rialzo dello 0,11 per cento. Graficamente Intesa Sanpaolo ha disegnato tra la fine di maggio e l’inizio di giugno un potenziale doppio minimo a 2,38 euro circa. La figura ha fornito la sponda per una reazione che la scorsa ottava ha riavvicinato le quotazioni alla resistenza rilevante a 2,66, limite oltre la quale verrebbero dispiegati gli effetti del doppio minimo. Per riportare il titolo su un sentiero di crescita e allontanare lo spettro di nuovi cali sarà dunque necessaria la rottura di questo ostacolo per obiettivi a 2,82 e 2,93 euro. Target successivo a 2,98, lato alto del gap del 21 maggio. La violazione di 2,38 rischia invece di riattivare il downtrend verso 2,18 euro, quota pari al 61,8% di ritracciamento del rialzo partito nell’estate del 2016.
Seduta movimentata quella di ieri per Saipem, scesa nelle prima fasi di scambi in scia al ribasso del prezzo del greggio per poi recuperare progressivamente nel corso della seduta fino a chiudere al di sopra della parità. Graficamente il titolo ha recentemente incontrato evidenti difficoltà nel superamento dei massimi del 22 maggio, a 4,05, avvicinati il 4 e il 12 giugno. Il mancato superamento di quei livelli ha offerto ai corsi il pretesto per avviare una correzione che in caso di conferme al di sotto di quota 3,67 spianerebbe la strada al test dei supporti successivi posti a 3,48, media mobile a 100 giorni, e a 3,30 euro. Solo oltre 4,05 atteso il ritorno sui massimi di gennaio a 4,19 circa.
Saras in evidenza in avvio di ottava. Graficamente Saras è riuscita a dare seguito al movimento ascendente partito a fine maggio fino ai top dello scorso mese a 2,11. Il superamento di questo ostacolo creerebbe le premesse per una ripresa duratura con target a 2,28 circa, poi a 2,40, massimi dello scorso autunno. Nella direzione opposta, discese sotto area 2, minimo della scorsa ottava, comporterebbero invece una rivisitazione di area 1,80, minimi di maggio e di fine aprile.
DATI MACRO ATTESI
Martedì 19 Giugno 2018
03:30       AUD    Verbale di riunione dell'incontro sulle decisioni di Politica Monetaria;
10:00       EUR     Partite correnti (Apr);
10:00       EUR     Discorso del Presidente della BCE Draghi;
10:30       EUR     Discorso di Praet della BCE;
13:00       USD     Discorso del membro del FOMC Bullard;
14:30       USD     Concessioni Edilizie (Mensile) (Mag);
14:30       USD     Permessi di costruzione rilasciati (Mag);
14:30       USD     Apertura di nuovi cantieri edili (Mensile) (Mag);
14:30       USD     Nuovi cantieri edili residenziali (Mag);
14:55       USD     Redbook ;
22:30       USD     Scorte settimanali di petrolio (API).
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HEADLINES
Russia: Pil in crescita dell'1,3% annuo nel primo trimestre
Secondo quanto comunicato lunedì dalla Rosstat, l’agenzia ufficiale di statistica di Mosca, il Pil della Russia ha registrato una crescita dell'1,3% annuo nel primo trimestre, in linea con la stima preliminare e in miglioramento rispetto allo 0,9% dell'ultimo periodo dello scorso anno (2,2% nel terzo trimestre).
Russia: crescita produzione industriale al 3,7% in maggio
Secondo quanto comunicato lunedì dalla Rosstat, l’agenzia ufficiale di statistica di Mosca, la produzione industriale è cresciuta in Russia nel mese di maggio del 3,7% annuo, in rallentamento rispetto al 3,9% di aprile ma ampiamente sopra allo 0,8% del consensus di Reuters. Su base mensile la crescita è invece stata dell'1,5% contro il declino del 3,1% precedente.
Australia: prezzi delle case in progresso del 2,0% annuo
Secondo quanto comunicato dal Bureau of Statistics di Canberra, l'indice dei prezzi delle case è calato dello 0,7% sequenziale in Australia nel primo trimestre 2018, contro il progresso precedente dell'1,0% ma sopra alla flessione dell'1,0% stimata dagli economisti. Su base annua è invece stato del 2,0% l'incremento dei prezzi, in frenata rispetto al 5,0% del quarto trimestre 2017 ma anche in questo caso sopra all'1,7% del consensus. 
Cina: Trump minaccia imposte per altri 400 miliardi di merci
Donald Trump minaccia nuove imposte per altri 400 miliardi di dollari di merci in arrivo dalla Cina. Il presidente Usa ha infatti dichiarato lunedì di avere dato mandato alla sua amministrazione di inviduare altri prodotti, per un valore complessivo dell'import in America di 200 miliardi di dollari, su cui imporre un 10% di dazio aggiuntivo. Decisione che arriva dopo che Pechino aveva replicato con imposte su altre merci made in Usa alle tariffe commerciali annunciate venerdì scorso da Trump. Se la Cina decidesse per un'ulteriore rappresaglia, Trump è pronto ad aumentare il costo dell'export per la Cina su altri 200 miliardi di prodotti. 
Secondo Bostic (Fomc) giusti tre rialzi in totale nel 2018
Secondo Raphael Bostic, president della Federal Reserve (Fed) di Atlanta, l'economia Usa "sembra essere ben posizionata" da permettere all'istituto centrale di Washington di proseguire nel suo programma di graduale rialzo dei tassi d'interesse. Bostic, però, considera che un solo ulteriore incremento sia necessario quest'anno, per un totale di tre nell'intero 2018 contro i quattro che erano stati invece suggeriti in occasione del precedente aumento, deciso settimana scorsa dal Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie). "Il nostro lavoro è diventato molto più difficile", ha ammesso Bostic (quest'anno membro votante del Fomc), visto che la Fed deve ora decidere se mettere in pausa l'attuale ciclo di aumenti dei tassi senza incidere sulla ripresa o rischiando un rialzo dell'inflazione. "Voglio essere certo che non ci sfugga qualcosa che indichi come l'economia possa trovarsi in una posizione in cui troppa aggressività metta un freno alla crescita", ha concluso Bostic. 
Square sui massimi al Nyse grazie a licenza per criptovalute
Square ha chiuso la seduta di lunedì a Wall Street in rialzo del 2,67% sui massimi assoluti di 66,20 dollari (l'azienda fondata dal chief executive di Twitter Jack Dorsey aveva debuttato al Nyse nel novembre 2015 con un prezzo di 9 dollari), dopo che il New York State Department of Financial Services ha concesso alla società la licenza per operare nel mercato delle criptovalute. Il via libera permetterà agli abitanti dello Stato di New York di scambiare bitcoin e altre monete virtuali direttamente nell'app Cash di Square.

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