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mercoledì 27 giugno 2018

Piazza Affari rinasce grazie a Trump e asta Bot, steccano solo le banche

Giro di boa settimanale con segno più per Piazza Affari. Dopo una prima parte di seduta difficile, l“indice Ftse Mib ha invertito la rotta grazie ai buoni riscontri arrivati dall“asta Bot e l“allentamento delle tensioni sul fronte guerra commerciale. L“indice guida di Piazza Affari ha così chiuso con un progresso dello 0,58% a quota 21.543 punti. L'amministrazione Trump avrebbe deciso di basarsi su leggi già esistenti, aggiornate dal Congresso, per limitare gli investimenti cinesi negli Stati Uniti, lasciando cadere la considerazione di approcci alternativi, ossia l“imposizione d limiti più stringenti.

Per il listino milanese una sponda importante è arrivata dall'asta Bot che ha visto il rendimento del titolo a sei mesi scendere a 0,09% (112 pb meno rispetto all“asta di un mese fa) con domanda molto sostenuta, pari a quasi due volte il quantitativo offerto. 

Il balzo delle quotazioni del petrolio ha scaldato a Piazza Affari i titoli del settore oil. Tenaris e Saipem segnano rialzi dell'ordine del 5 per cento, molto bene anche Eni (+2,76% a 15,858 euro). Il futures sul WTI si è portato sopra la soglia dei 72 dollari al barile dando seguito al balzo della vigilia. I prezzi hanno reagito al“invito degli Usa ai paesi importatori di greggio a non acquistare petrolio dall'Iran a partire dal 4 novembre, altrimenti potrebbero incorrere in sanzioni.



Unica nota stonata di giornata sono state le banche, coinvolte nel sentiment negativo in tutta Europa. A Francoforte Deutsche Bank oggi è scivolata ai nuovi minimi storici (-45% circa da inizio anno). A Milano ribasso dell“1,8% per Unicredit; male anche Banco Bpm (-1,79%), Bper (-1,42%) e Ubi Banca (-2,2%) che sono le tre banche indicate dalle ultime indiscrezioni stampa come potenziali candidate a una futura fusione con Mps a cui starebbe iniziando a lavorare il ministro Tria. 

Sul capitolo M&A è intervenuto oggi l“ad di Banco BPM; Giuseppe Castagna. Il focus di Banco BPM sarà ancora sul derisking, ma da fine 2019 si tornerà a valutare possibili scenari di M&A guardando ad altre "banche interessate a mettersi insieme nelle aree che copriamo già bene". L'ad della banca nata dalla fusione tra Banco Popolare e Bpm ha rimarcato che l'istituto guarda principalmente al Nord Italia.

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