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giovedì 14 giugno 2018

Mercati briosi dopo la BCE: gli analisti spiegano perchè


Dopo aver trascorso l'intera mattinata in territorio negativo, sulla scia delle indicazioni più aggressive del previsto arrivate dalla Fed, le Borse europee hanno registrato un rapido cambio di sentiment, con una virata al rialzo che le ha portate a chiudere gli scambi in salita, a poca distanza dai massimi intraday.
Il Ftse100 si è apprezzato dello 0,81%, ma sono riusciti a fare ancora meglio il Cac40 e il Dax30, con un progresso rispettivamente dell'1,39% e dell'1,68%. In luce verde anche la conclusione di Piazza Affari dove il Ftse Mib ha terminato gli scambi a 22.486 punti, in salita dell'1,22%. 
Il cambio di rotta in Borsa è avvenuto dopo il meeting della BCE che, come da previsioni, ha lasciato invariati i tassi di interesse sul minimo storico.

L'Eurotower ha però fatto sapere che il quantitative easing, nell'ambito del quale vengono realizzati acquisti di titoli di Stato per 30 miliardi di euro al mese, sarà ridotto a 15 miliardi di euro a partire dall'1 ottobre, per concludersi a fine dicembre. 
Un'altra novità importante è arrivata relativamente ai tassi di interesse, visto che fino ad ora la BCE aveva affermato che non li avrebbe alzati molto a lungo dopo la conclusione del QE, ma oggi ha fornito indicazioni più precise, spiegando che il costo del denaro rimarrà sui livelli attuali almeno fino all'estate del prossimo anno.


L'annuncio ha avuto un effetto immediato e devastante per l'euro che è stato subito bersagliato di vendite nei confronti del dollaro, tanto che negli ultimi minuti viene fotografato a 1,1634, con un ribasso di quasi un punto e mezzo percentuale rispetto al close di ieri. 
Un crollo da ricondurre al fatto che fino a questa mattina il mercato scontava all'80% un rialzo dei tassi di interesse entro luglio 2019, mentre ora si parla di una probabilità del 30%.

Secondo gli analisti di ING, la decisione odierna della BCE sulla fine del QE e sui tassi rappresenta un buon compromesso tra falchi e colombe: i primi hanno finalmente ottenuto la data della fine del QE, mentre le secondo hanno mantenuto ancora la loro porta aperta per fare di più se necessario, considerando che è stata confermata la politica di reinvestimento dei titoli in scadenza per un periodo di tempo esposto anche dopo la fine del QE.
Per gli strategist di Mps Capital Services la reazione positiva dei mercati è da ricondurre al fatto che la BCE ha sorpreso con toni da colomba, visto che l'estensione del QE fino a fine anno avverrà al ritmo di 15 miliardi di euro al mese, contro i 10 miliardi attesi dal mercato.

A sorprendere anche il fatto che il primo rialzo del costo del denaro non avverrà prima dell'estate 2019. 
A parlare di una BCE colomba sono anche i colleghi di BNP Paribas, spiegando che il Board guidato da Draghi si è lasciata aperta la possibilità di proseguire con il QE se i dati macro dovessero confutare le sue attese.
Un altro elemento da colomba è dato dalla guidance sui tassi che secondo BNP Paribas non dovrebbero aumentare prima di settembre del prossimo anno. 
Anche Giorgio Filipetto di Alpe Adria Gestioni spiega che l'annuncio sul QE era atteso, mentre la dichiarazione sui tassi non tanto, visto che il consensus scommetteva su un primo rialzo a giugno 2019.

L'esperto spiega che la BCE si è rivelata più accomodante del previsto e questo spiega la reazione positiva dell'azionario, con l'eccezione del settore bancario che invece ha risentito negativamente dell'indicazione relativa all'aumento del costo del denaro più in là nel tempo del previsto.

Un altro fattore che ha aiutato i mercati è senza dubbio la fine dell'incertezza sulle mosse future della BCE che hanno tenuto in ostaggio gli investitori fino a poche ore fa.
Con l'annuncio odierno di fatto viene meno l'ambiguità, come spiegato dagli esperti di Fitch Ratings, i quali evidenziano che l'indicazione di un costo del denaro fermo almeno fino all'estate 2019, rafforza la guidance sui tassi con un esplicito annuncio di impegno da parte dell'autorità monetaria.


Per gli esperti questo permettere di evitare un effetto simile a quello del "taper tantrum" della Fed nel 2013.
Fonte: News Trend Online

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