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martedì 19 giugno 2018

Lega – M5S, insolita alleanza: tre mosse per gli investitori

Christopher Gannatti, Head of Research di WisdomTree Europe si chiede: cosa possono aspettarsi gli investitori da questa insolita alleanza tra M5S e Lega? L’ascesa della nuova coalizione di governo sembra essere una delle ragioni della sottoperformance del segmento azionario italiano rispetto agli altri titoli europei e a quelli statunitensi negli ultimi cinque anni.
Sul fronte obbligazionario, una delle principali preoccupazioni ha riguardato un possibile piano di emissione di mini-BOT, un nuovo tipo di titoli di debito a breve scadenza proposti nell’intento di fare cassa. Poiché i titolari di mini-BOT potrebbero impiegarli per acquistare servizi pubblici e condurre altre svariate transazioni finanziarie, essi potrebbero diventare di fatto una moneta parallela all’Euro.

Com’è facilmente intuibile, il tasso di cambio EUR/USD non reagirebbe favorevolmente alla loro introduzione. Questi timori riguardo all’emissione dei mini-BOT, unitamente ai recenti dati economici sull’Europa che mostrano un quadro poco definito, potrebbero indurre la Banca centrale europea (BCE) a posticipare la chiusura del programma di acquisto di titoli obbligazionari, per un valore di 30mld di euro al mese oggi fissata a settembre.
Si tratta quindi di uno sviluppo che osserveremo con attenzione durante l’estate, in attesa di segnali chiarificatori da parte della BCE e del Presidente Draghi.
Come evolverà la situazione in Italia nel medio e lungo periodo, nonostante ci sia un nuovo governo, non è affatto chiaro.

Considerate le incertezze, pensiamo che coprire le esposizioni sull’euro, focalizzandosi sulle imprese europee orientate alle esportazioni, e mirare alle aziende di maggiore qualità siano due concetti che vale la pena considerare.
Per coloro che si preoccupano dei futuri sviluppi della coalizione di governo, un’ultima osservazione: l’M5S e la Lega hanno sbaragliato i partiti di maggioranza in un contesto economico che, per quanto fiacco secondo gli standard internazionali, è quanto di più solido l’Italia abbia conosciuto da tempo.
A causa degli acquisti di titoli obbligazionari della BCE, si osservano, tuttavia, segnali di stress in diverse aree, tra cui:
  • alcuni mercati di titoli di debito governativo europei, Italia inclusa.
  • spread dei CDS (Credit Default Swap) sulle banche italiane e spagnole che restano, tuttavia, ben al disotto dei picchi degli ultimi cinque anni.
  • l’euro, deprezzatosi del 3,19% nel maggio 2018.

    Riteniamo siano possibili ulteriori ribassi.
In questo scenario instabile, gli investitori devono restare all’erta. Qui di seguito tre idee che riteniamo meritino di essere prese in considerazione.

1) Copertura dal rischio di cambio

Il rischio che più probabilmente si ripercuoterà sui portafogli degli investitori internazionali riguarda l’esposizione senza copertura sull’euro - spiega Christopher Gannatti -.
Gli investitori non basati in euro potrebbero mitigare una fonte di rischio in portafoglio nel caso in cui la moneta unica si deprezzasse ancora. D’altro canto, gli investitori basati in euro potrebbero cercare una fonte di rendimento aggiuntiva detenendo una parte dei propri titoli azionari europei in dollari USA.

2) Focus sulle aziende europee del settore esportazioni

Nonostante il nervosismo provocato dagli avvenimenti italiani, la crescita economica globale resta salda – se non altro, per adesso.

Christopher Gannatti pensa che per tale ragione le aziende europee che vendono la maggior parte dei propri beni e servizi fuori dall’Europa risultino particolarmente interessanti. Rappresentano una modalità appetibile per poter guadagnare esposizione sulle aziende diversificate a livello mondiale.
Grafico 1: Le aziende esportatrici nel clima d’incertezza italiano
Fonte: Bloomberg.

Periodo dal 18 aprile 2018 al 1° giugno 2018.
Non è possibile investire direttamente in un Indice. La performance storica non è indicativa della performance futura e qualunque investimento può perdere di valore.

3) Obiettivo: la qualità

Un altro concetto che propugniamo in periodi turbolenti riguarda l’esposizione su aziende dell’Eurozona con bilanci solidi e con una storia di crescita dei dividendi di alta qualità.
Grafico 2: Qualità: la storia dell’Eurozona nel 2018, ad oggi
Fonte: Bloomberg.

Dati dal 31 dicembre 2017 al 29 maggio 2018.
Autore: Pierpaolo Molinengo Fonte: News Trend Online

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