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martedì 19 giugno 2018

Il denaro è stato creato per decreto dello Stato?


Secondo il punto di vista popolare, la gente accetta il denaro poiché inizialmente è stato introdotto da un decreto statale.[1] Ma ha senso?
La domanda per una merce deriva dal suo beneficio percepito. Ad esempio, le persone chiedono cibo poiché offre loro nutrimento.
È diverso per il denaro, le persone lo chiedono non per l'uso diretto nel consumo ma per scambiarlo con altri beni e servizi.
Il denaro non è utile in sé, ma poiché ha un valore di scambio, è scambiabile in termini di altri beni e servizi. Il denaro è richiesto perché il vantaggio che offre è il suo potere d'acquisto (cioè, il suo prezzo).

Di conseguenza, affinché qualcosa venga accettato come denaro, deve avere un potere d'acquisto pre-esistente, un prezzo. Quindi come può una cosa che lo stato proclama mezzo di scambio acquisire un tale potere d'acquisto, un prezzo?
Nei suoi scritti Carl Menger ha sollevato dubbi sulla solidità del punto di vista secondo cui l'origine del denaro sia lo stato.
Secondo Menger:
Un evento così significativo e di notorietà inevitabile, come l'istituzione per legge o convenzione di un mezzo di scambio universale, sarebbe stato certamente conservato nella memoria dell'uomo, in quanto sarebbe anche emerso in un gran numero di posti.

Eppure nessun monumento storico ci dà notizie attendibili di una qualsiasi transazione che conferiva un riconoscimento distinto al mezzo di scambio già in uso, o che faceva riferimento alla sua adozione da parte di popoli di cultura relativamente recente, e ancor meno che testimoniava un'iniziazione delle prime ere della civiltà economica nell'uso del denaro.[2]
Nel corso della storia diversi beni sono stati usati come mezzo di scambio.

Su questo Mises osservò che nel corso del tempo ci sarebbe stata una tendenza inevitabile affinché i meno commerciati sarebbero stati scansati uno alla volta, finché non sarebbe rimasta solo una sola merce, universalmente impiegata come mezzo di scambio.[3]
Allo stesso modo Rothbard ha scritto che:
Proprio come in natura c'è una grande varietà di abilità e risorse, c'è altresì una varietà nella commerciabilità dei beni.

Alcuni beni sono più richiesti di altri; alcuni sono più divisibili in unità più piccole senza perdite di valore, altri più durevoli per lunghi periodi di tempo, altri più trasportabili lungo grandi distanze. Tutti questi vantaggi garantiscono una maggiore commerciabilità.
È chiaro che in ogni società i beni più commerciati saranno gradualmente selezionati come mezzi per lo scambio. Dal momento che sono sempre più selezionati come mezzi per lo scambio, la loro domanda aumenta a causa di questo uso, e quindi diventano ancora più commerciabili.

Il risultato è una spirale che si auto rinforza: una maggiore commerciabilità causa un uso più ampio come mezzo di scambio che causa una maggiore commerciabilità, ecc.
Alla fine, una o due merci sono usate come mezzi di scambio generali — in quasi tutti gli scambi — e vengono chiamate denaro.[4] Un elemento critico in questo processo di selezione è il fatto che la domanda di moneta dipende dal prezzo pre-esistente.

Su questo Rothbard sosteneva che:
Il denaro non può avere origine in nessun altro modo: né da parte di tutti che improvvisamente decidendo di creare denaro con materiale inutile, né dallo stato che chiama "denaro" dei semplici pezzi di carta. Incorporata nella domanda di denaro c'è la conoscenza dei prezzi monetari del passato.[5]
Sappiamo che la legge della domanda e dell'offerta può spiegare il prezzo di un bene.

Allo stesso modo, sembrerebbe che la stessa legge debba spiegare il prezzo del denaro. Ma c'è un problema con questo modo di pensare, poiché la domanda di denaro nasce perché il denaro ha potere d'acquisto (cioè, il denaro ha un prezzo). Tuttavia, se la domanda di moneta dipende dal suo prezzo pre-esistente, cioè dal potere d'acquisto, come può questo prezzo essere spiegato con la domanda? Siamo apparentemente finiti in una trappola circolare, perché il potere d'acquisto del denaro è spiegato dalla domanda di moneta, mentre la domanda di moneta è spiegata dal suo potere d'acquisto.

La circolarità sembra mettere in dubbio il processo storico di selezione del denaro, come descritto da Mises e Rothbard, e sembra dare credito all'opinione che l'accettazione del denaro sia il risultato di un decreto statale.
Nei suoi scritti Mises ha respinto con successo il punto di vista popolare su come il denaro venga accettato.[6] Mises iniziò la sua analisi osservando che la domanda di moneta odierna è determinata dal potere di acquisto di ieri del denaro.
Quindi per una determinata quantità di denaro, il potere d'acquisto di oggi viene stabilito di conseguenza.

La domanda di denaro di ieri, a sua volta, viene impostata dal potere d'acquisto del denaro del giorno prima. Quindi, per una certa quantità di denaro, viene impostato così il prezzo del denaro di ieri.
La stessa procedura si applica ai periodi passati. Con la regressione nel tempo arriveremo ad un punto in cui il denaro era solo una merce ordinaria in cui la domanda e l'offerta ne stabilivano il prezzo.
La merce aveva un valore di scambio in termini di altre merci, cioè il suo valore di scambio era stabilito col baratto.
Il giorno in cui una merce è diventata denaro, aveva già un potere d'acquisto o un prezzo stabilito in termini di altri beni. Questo potere d'acquisto ci consente di impostare la domanda di questo prodotto come denaro.

Questo a sua volta, per una data offerta, stabilisce il suo potere d'acquisto il giorno in cui questa merce inizia ad essere usata come denaro.
Una volta che emerge il prezzo del denaro, esso serve come input per l'impostazione del suo prezzo domani. Ne consegue, quindi, che senza le informazioni di ieri sul prezzo del denaro, non può essere stabilito il potere d'acquisto del denaro di oggi.
(Per quanto riguarda altri beni e servizi, la storia passata non è richiesta per accertare i prezzi attuali, poiché la domanda per questi beni è dovuta ai benefici percepiti dal loro consumo. Il vantaggio offerto dal denaro è che può essere scambiato per beni e servizi.

Di conseguenza è necessario conoscere il potere di acquisto passato del denaro al fine di stabilirne la domanda di oggi.)
Usando il quadro di pensiero di Mises, noto anche come Teorema della Regressione, possiamo dedurre che non è possibile che il denaro possa essere emerso come conseguenza di un decreto statale; proprio perché il decreto non può conferire potere d'acquisto ad una cosa che lo stato proclama diventerà il mezzo di scambio.
Il Teorema mostra che il denaro deve emergere come merce. Su questo Rothbard ha scritto:
A differenza dei beni dei consumatori, o dei produttori, utilizzati in modo diretto, il denaro deve avere prezzi pre-esistenti sui quali basare una domanda. Ma l'unico modo in cui ciò può accadere è iniziare con una merce utile nel baratto, e poi aggiungere la domanda come mezzo di scambio alla domanda precedente nell'uso diretto (ad esempio, per gli ornamenti, nel caso dell'oro).

Quindi lo stato è impotente quando si tratta di creare denaro; solo il processo del libero mercato può svilupparlo.[7]
Di Frank Shostak
Traduzione di Francesco Simoncelli
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Note

  1. Carl Menger, “On the Origins of Money”, Economic Journal, volume 2 (1892) p.239-55
  2. Carl Menger, ibid.
  3. Ludwig von Mises, Theory of Money and Credit, pp.32-33.
  4. Murray N.
    Rothbard, “What Has Government Done to Our Money?
  5. Ibid.
  6. Ludwig von Mises, Human Action Scholars edition, Capitolo 17
  7. Murray N. Rothbard, “What Has Government Done to Our Money?”
Autore: Francesco Simoncelli Fonte: News Trend Online

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